Al British Museum, alla mostra “Afghanistan. Crossroads of the ancient world“, sono esposti alcuni preziosissimi tesori che erano stati saccheggiati quasi 20 anni fa a Kabul. Fino all’80% dei manufatti del Museo Nazionale dell’Afghanistan fu infatti distrutto o saccheggiato dai talebani nel corso nei primi anni ’90.
Fortunatamente, ben 22.000 reperti riuscirono ad essere tratti in salvo e la loro esistenza venne rivelata solo nel 2003. A questi ora si aggiungono venti frammenti d’avorio che sono stati recentemente identificati e acquistati da un privato che ha preferito rimanere anonimo.
Si tratta di intarsi decorati di mobili risalenti al I secolo d.C., rinvenuti nel 1937 e nel 1939 da archeologi francesi nell’antica città di Begram.
I pezzi non venivano esposti al pubblico dallo scoppio dell’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1979. Se possiamo ancora ammirarli è grazie alle persone che fecero in tempo a nasconderli nei sotterranei della National Bank di Kabul, mantenendo segreta la loro sorte per decenni.



Oltre a questi, alla mostra del British Museum ci sono altri 200 reperti (tra cui quelli curati da Agatha Christie) in prestito dal Museo Nazionale dell’Afghanistan: sculture ellenistiche, vetri smaltati romani, stoviglie di pietra levigata dall’Egitto e delicati gioielli incrostati d’oro indossati dalle élite nomadi.







Fonte: The Indipendent (qui altre fotografie).