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Rassegna stampa archeologica/57

febbraio 20, 2011

Dopo 7 anni di lavoro gli archeologi israeliani hanno completato la rimozione di tutti i detriti che si erano accumulati nel più grande canale di drenaggio di Gerusalemme dell’epoca del Secondo Tempio (516 a.C. – 70 d.C.).

La struttura, lunga 600 metri, venne scoperta nel 1867 dall’esploratore britannico Charles Warren e si trova nei pressi della strada lastricata che collegava il Monte del Tempio con la piscina di Siloe (o Siloam).

Attualmente solo una parte è aperta al pubblico, ma, assicurano fonti israeliane, presto tutto il tunnel sarà visitabile.

(antiquities.org.il)

Fonti: Israeli Antiquities Authority, AFP.

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Gli scavi dell’archeologo Mario Capasso (Università del Salento) hanno portato alla luce circa 150 ostraca demotici nel sito greco-romano di Soknopaiou Nesos (Fayyum, o Fayoum, in Egitto). Su ogni ostrakon era scritto il nome di un sacerdote del tempio – dedicato al dio Soknopaios.

I pezzi erano originariamente tenuti in un magazzino situato nel cortile di fronte al tempio, ma, ipotizza Capasso, furono poi gettati via da dei tombaroli che lo scavarono nel 19′ secolo.

Gli ostraca (Mario Capasso)

Le rovine del tempio (Mario Capasso)

Fonte: SCA.

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Il cosiddetto Tempio 20 nella città maya di Palenque, in Messico, è stato restaurato dagli specialisti dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) con l’obiettivo di garantirne la stabilità strutturale.

Gli archeologi potranno finalmente riprendere l’esplorazione di una misteriosa camera interna che contiene i resti di un personaggio di alto rango.

(DMC.INAH.M MARAT)

Fonte: INAH

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È stato scoperto un edificio di epoca romana nella città di Balaklava, vicino all’antica Cherson, in Crimea. “La scoperta suggerisce che ci deve essere stato un forte romano qui. Non sappiamo quanto fosse grande ma speriamo di poter rispodere presto a queste domande”, dice l’archeologo polacco Radoslaw Karasiewicz-Szczypiorski.

(PAP)

Fonti: The News, PAP.

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Nello stato messicano di Sonora sono state scavate 3 punte di freccia Clovis associate ai resti di gonfoteriidi, animali simili ai mammut ma più piccoli. Sono datati ad almeno 12.000 anni fa.

(INAH)

Si tratterebbe delle prime tracce mai trovate in Nord America che collegano la specie umana con i gonfoteriidi che, secondo altre teorie, si estinsero 30.000 anni fa in questa regione e dunque non coesistettero con gli esseri umani.

Fonte: INAH, Università dell’Arizona.

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