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Rassegna stampa archeologica/56

dicembre 21, 2010
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Il ricercatore del CNRS Henri-Paul Francfort lancia l’allarme sui gravi effetti causati dal riscaldamento globale provocato dall’uomo sul patrimonio artistico e culturale.

Un fenomeno come lo scioglimento dei ghiacci, dice Francfort, può anche portare a delle scoperte, come nel caso di Ötzi, un uomo di 5300 anni il cui corpo si è preservato nei millenni in un ghiacciaio alpino.

Il corpo di Oetzi (AFP)

Ma il ritiro dei ghiacciai, la diffusione dei deserti, l’innalzamento degli oceani e l’intensificarsi degli uragani potrebbero provocare disastri.

In Tanzania, l’erosione marittima ha già distrutto un muro del forte di Kilwa, costruito dai Portoghesi nel 1505. In Bangladesh, le rovine della città di Panam a Sonargaon, cuore del regno del Bengala dal 15′ al 19′ secolo, è regolarmente colpito da inondazioni. La stessa sorte tocca a Chan Chan, capitale della civiltà Chimú, in Perù, esposta agli effetti di El Niño.

O ancora: il tempio Maya di Tabasqueno, in Messico, in gran parte ricostruito dopo essere stato danneggiato da due tornadi – Opalo e Roxana – nel 1995; tuttavia, nonostante la stabilizzazione del tempio principale, “gli edifici si sono impregnati d’acqua e sono crollati verso l’interno”, racconta l’archeologo del CNRS Dominique Michelet.

Le tempeste di sabbia hanno invece colpito altre zone: le piramidi di Meroe, in Sudan, e diversi siti del 5′ e 6′ millennio a.C. in Oman.

Fonte: AFP.

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Una statua di epoca romana è curiosamente affiorata nel porto vecchio di Ashkelon, in Israele. Sepolta da secoli, è stata scoperta solo in seguito a una violenta tempesta che ha fatto crollare parte di una scogliera. La statua è fatta con marmo bianco e raffigura una donna con sandali e toga.

(la Repubblica)

(la Repubblica)

(la Repubblica)

(la Repubblica)

Fonte: BBC.

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Il quotidiano cileno El Mercurio riferisce di un’analisi condotta in laboratori polacchi e statunitensi su una miniera di ossido di ferro.

Avrebbero stabilito che la miniera, nota come “San Ramon 15” e situata vicino alla città di Taltal, venne utilizzata tra il 10.000 e il 2.000 a.C. dai nativi americani per estrarne un pigmento. È stata perciò annunciata come la più antica miniera sfruttata nelle Americhe mai rinvenuta.

(Glenn Arcos)

(Glenn Arcos)

Prima di questa scoperta, scrivono, la miniera più antica delle Americhe si trovava negli Stati Uniti e risale a 2.500 anni fa. La miniera più antica del mondo è invece in Sud Africa e viene datata a 40.000 anni fa.

Fonti: AFP, El Mercurio.

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Nel Perù settentrionale, all’interno della Cordillera de Colán Reserved Zone, è stato trovato quello che si ritiene essere un insediamento Inca.

In particolare è stato rinvenuto uno scudo di metallo, qui sotto fotografato.

(ANDINA/Alberto Pintado)

Fonte: Andina.

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