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Le ultime scoperte a Qatna

novembre 16, 2010

La missione archeologica congiunta dell’università di Udine e della Direzione generale delle antichità e dei musei della Siria ha scoperto un’officina metallurgica per la lavorazione del bronzo e dell’argento a Qatna, l’antica capitale siriana oggi Mishrifeh.

«Si tratta – spiega Daniele Morandi Bonacossi, co-direttore della missione con Michel Al-Maqdissi – di un rinvenimento unico nel suo genere nell’archeologia della regione siro-palestinese».

La fornace per il bronzo (Università degli Studi di Udine)

La fornace per l'argento (Università degli Studi di Udine)

La fonderia è stata scoperta nell’edificio pubblico più antico finora rinvenuto a Qatna, il palazzo Orientale (1800 – 1600 a.C.), la cui importanza è stata confermata anche dal ritrovamento di numerose cretule d’argilla con impronte di sigilli utilizzati per chiudere contenitori e porte.

«Alcune di queste sigillature – afferma Bonacossi – si sono rivelate di eccezionale interesse per la presenza d’impronte di scarabei egizi databili alla XIII dinastia, elementi che sottolineano la lunga durata dei rapporti fra Qatna e il mondo egizio».

(Missione archeologica di Qatna)

Nel vicino palazzo della Città Bassa, la dodicesima campagna di scavo degli archeologi dell’ateneo friulano ha infatti portato al ritrovamento di uno scarabeo egizio con montatura in oro risalente alla XVIII dinastia. Il cartiglio riporta la titolatura reale completa del faraone Amenhotep III, sovrano dell’Egitto dal 1390 al 1352 a.C. : “Signore dei due Paesi, Neb-Maat-Ra (il nome regale di Amenhotep III, nde), amato di Amon, prescelto da Ra”.

(Javier Ballester Serrano)

«Questa scoperta – spiega Morandi Bonacossi – […] rafforza l’idea che il palazzo fosse sede di un importante componente della famiglia reale, forse lo stesso principe ereditario di Qatna».

A sostegno di questa ipotesi vi sono i numerosi oggetti esotici e preziosi trovati i durante gli ultimi scavi: doni diplomatici inviati dall’Egitto, oltre un migliaio d’intarsi in avorio usati probabilmente per decorare le pareti delle stanze del palazzo e tavolette scritte in caratteri cuneiformi. E ancora, vasi con raffinate decorazioni dipinte, prodotti sia in loco sia importati dalla vicina Cipro e dal più lontano mondo miceneo.

Intarsi in avorio dal Palazzo della città bassa (Università degli Studi di Udine)

Tavoletta cuneiforme dalla stanza degli avori e delle tavolette. Palazzo della città bassa, Cantiere K, Bronzo Tardo, 1600-1300 a.C. (Università degli Studi di Udine)

La missione archeologica udinese, in collaborazione con quelle siriana e tedesca, ha recentemente completato il restauro della parte orientale del palazzo Reale, resa ora fruibile al pubblico.

I prossimi lavori verranno effettuati anche sugli altri edifici dell’acropoli dove gli scavi sono già stati completati, ovvero i palazzi Meridionale, Orientale e, in futuro, il palazzo della Città Bassa.

Foto aerea di Mishrifeh (Università degli Studi di Udine)

(Università degli Studi di Udine/Archeo)

Il palazzo orientale (Javier Ballester Serrano)

Il restauro del palazzo reale (Daniele Morandi Bonacossi)

Fonti: Università degli Studi di Udine, Missione archeologica di Qatna.

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