La Cina ha mostrato un forte interesse nell’acquisto dell’enorme tesoro recuperato nel 2004 da un relitto nelle acque dell’Indonesia. Come successo per le precedenti due aste, anche l’ultima tenutasi a Giacarta non è riuscita ad attirare un singolo acquirente in grado di pagare i 16 milioni di dollari di deposito richiesti.

I dettagli non sono ancora stati discussi e per il momento non c’è alcun accordo formale, ma secondo fonti governative indonesiane il tesoro alla fine andrà a finire nei musei di Cina e Indonesia. Si tratta di ben 271.000 oggetti di fine 10′ secolo, tra cui 4000 rubini, 11000 perle, gioielli d’oro, cristalli di rocca Fatimidi, cristalleria persiana e porcellana cinese.

Secondo il cacciatore di tesori belga che ha condotto le operazioni di recupero, Luc Heymans, si tratta di uno dei più grandi tesori mai trovati nelle acque asiatiche: “I cinesi sono molto interessati dato che questo tesoro è unico e non ci sono collezioni simili in nessun’altro museo della Cina”.

Heymans fa anche sapere che gli investitori coinvolti nel progetto di recupero – costato circa 10 milioni di dollari – speravano di trovare una soluzione in tempi rapidi che garantisse loro di ottenere dei profitti: “Ci siamo presi dei grandi rischi finanziari nell’operazione ed è logico per noi avere indietro i nostri soldi”, aggiunge.
Fonte: AFP.