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L’antica Allianoi sta per essere sommersa

ottobre 5, 2010

Sotto un mite sole autunnale gli operai si affaccendano, laboriosi come se fossero api, all’interno di un complesso termale romano in Turchia.

Sembra un normale sito di scavo, ma il destino che attende Allianoi, scoperta solo 10 anni fa, è triste: i lavoratori sono qui per seppellirlo, non per rivelarne i segreti.

 

(theartnewspaper.com)

 

 

(physorg.com)

 

Con grande costernazione di archeologi e società civile, il governo turco ha deciso che andrà avanti nel progetto di inondare la valle in cui il sito giace per alimentare la nuova diga di Yortanli, capace di irrigare 8000 ettari di terreni coltivati.

Il lavoro attualmente in corso è uno sforzo per preservare il complesso per le future generazioni: l’ordine di allagare la valle verrà dato entro la fine di quest’anno.

Presto il bagno termale del II secolo d.C. – un asclepeio (o asklepieion, un tempio curativo) coi suoi muri alti 5 metri e una vasca ancora alimentata da una sorgente calda – scomparirà sotto la sabbia, dopo essere stato coperto con un rivestimento protettivo. La stessa sorte toccherà agli altri edifici, al colonnato, ai mosaici e alle strade lastricate qui scoperti.

 

(wiki)

 

 

(theartnewspaper.com)

 

 

Statua di una ninfa trovata nel sito (wiki)

 

 

(Sipa Press/Rex Features)

 

È una brutta vista per il professor Ahmet Yaras, che ha scavato ad Allianoi per nove anni. Secondo lui l’80% del sito giace ancora sottoterra.

“Normalmente, i tesori culturali hanno bisogno di essere esaminati e registrati prima di prendere qualsiasi azione. Qui, allagare il sito prima di finire gli scavi è un massacro”, dice. “Non c’è un altro [bagno termale], un centro di cure al mondo così ben preservato… Sfortunatamente, tutto questo verrà abbandonato per sempre”. Inoltre, “anche se il sito venisse protetto, la sedimentazione portata dalla diga raggiungerebbe i 15 o 16 metri nell’arco di 50 anni. Sarebbe folle provare a scavare ancora il complesso a una tale profondità”.

Ma il destino del sito non sembra interessare molto i contadini del vicino villaggio, che vedono la diga di Yortanli (completata nel 2007) come la risposta ai loro problemi di irrigazione.

“Quelli esagerano, io non penso che ci sia molto di antico laggiù. È solo una sorgente calda”, dice Mehmet Aydin, coltivatore 52enne di cotone, pomodori e grano.

Dello stesso avviso è il ministro dell’ambiente Veysel Eroglu, che lo scorso agosto ha dichiarato: “Allianoi non esiste, è un’invenzione… C’è solamente una sorgente calda come molte altre sparse in Turchia”.

Le sue osservazioni sono state severamente criticate, mentre l’International Council on Monuments and Sites (ICOMOS), l’organizzazione non governativa Europa Nostra e gli archeologi dell’Unione Europea hanno esortato il governo turco a preservare il “patrimonio comune” ad Allianoi.

 

Proteste contro il piano del governo (BBC)

 

I giochi sembrano però già fatti: il ministro della cultura Ertugrul Gunay ha affossato le speranze di salvare Allianoi la scorsa settimana, quando ha escluso l’idea di mettere in discussione la decisione, presa a fine agosto, di seppellire il sito per preservarlo.

“Dopo tutto – dice Gunay – Allianoi è rimasta sottoterra per tanto tempo ed è riemersa solo durante i lavori di trivellazione”.

 

(AFP/File/Mustafa Ozer)

 

Secondo gli archeologi, nei testi antichi l’unico riferimento ad Allianoi si trova nel cosiddetto “Hieroi Logoi” (Discorsi Sacri) di Elio Aristide, che scrisse: “Nel viaggio verso Pergamo, mi imbattei in una località termale. Avevo il mal di gola, perciò feci un bagno e pregai […]. Così mi curai… e questo posto era chiamato Allianoi”.

Fonti: AFP, BBC.

Aggiornamento: la CNN ha pubblicato altre immagini di Allianoi.

3 commenti leave one →
  1. andrea zodio permalink
    ottobre 7, 2010 3:58 am

    Purtroppo in nome del “progresso” si devono prendere decisioni che non tutti possono appovare.

    Anche a Canegrate nei primi anni “80” la sopraintendenza, allora impegnata negli scavi della Banca d’Italia in Milano, visitò un sito appena apparso e decretò la sua copertura affermando che erano duemila anni che era sepolto e poteva starci ancora qualche anno.

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  2. Deborah Venditti permalink
    ottobre 7, 2010 1:15 pm

    Qui a Frosinone negli anni 70, mentre veniva effettuato uno scavo per costruire un orribile grattacielo che oggi è l’unico simbolo che sembra possa rappresentare una città, vennero alla luce delle tombe Volsche di prima età romana che avrebbero meglio potuto spiegare l’influsso che i due popoli ebbero l’uno per l’altro. Ne venne data notizia,(riportata anche sulla Rivista Notizie Scavi) ma all’arrivo della Soprintendenza era stata effettuata già la gettata di cemento per le fondamenta e si preferì pagare una multa che non dare la possibilità alla storia di darsi qualche risposta. Solo due anni fa circa nel ristrutturare una pompa di benzina che si trova esattamente di fronte a questo grattacielo, ci si è di nuovo imbattuti in una tomba e poi in un’altra e poi in un’altra per un totale di 128 tombe se non erro. Il sito fu BLINDATO praticamente per non incorrere nello stesso rischio di 40 anni prima. Purtroppo bisogna andare avanti… così dicono!

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