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I primi ominidi raggiunsero il Nord Europa quasi 800000 anni fa

luglio 19, 2010

78 utensili di selce trovati nel villaggio di Happisburgh, in Inghilterra, dimostrano che i primi ominidi, forse degli Homo antecessor, arrivarono in queste terre circa 780000 anni fa (ma può darsi addirittura 950000 anni fa), cioè molto prima di quanto si pensasse.

“Almeno 100000 anni prima”, dice il professore Chris Stringer, ricercatore delle origini dell’uomo al Natural History Museum di Londra (qui un suo eccellente intervento sulla natura dei Neandertal).

Alcuni frammenti degli utensili (AP Photo/Sang Tan)

(Parfitt et al. Nature)

(Reuters/University College London)

Il sito di Happisburgh (Phil Crabb, Natural History Museum, London)

(wiki)

All’epoca il livello delle acque era più basso e una striscia di terra collegava la Gran Bretagna col continente, come evidenziato qui in verde chiaro (Parfitt et al./Nature 2010)

Nel 2005 erano state pubblicate le scoperte effettuate a Pakefield, sempre in Inghilterra, che testimoniavano la presenza “umana” in Gran Bretagna a 700000 anni fa, quando il clima era abbastanza caldo da essere paragonabile a quello dell’odierno.

Finora si pensava che in quel periodo gli uomini primitivi abitassero solo aree sotto alle Alpi e ai Pirenei (i primi resti nella Sierra de Atapuerca, in Spagna, risalgono a 1.2 milioni di anni fa).

Importanti siti preistorici (Enjoynz/Istockphoto, adapted by E. Feliciano)

I ricercatori credono che ad Happisburgh le condizioni di vita fossero molto difficili, dovendo sopportare inverni estremamente rigidi e disponendo di poche piante commestibili, oltre ad aver a che fare con animali quali mammut, tigri dai denti a sciabola e antenati di iene e rinoceronti.

Il paleontologo Simon Parfitt mostra un fossile di iena (AP Photo/Sang Tan)

Altri fossili animali (AP Photo/Sang Tan)

Le antiche popolazioni “umane” erano piccole, composte da poche centinaia o forse migliaia di individui. Il clima freddo, dicono gli scienziati, avrebbe portato alla morte, o quasi, queste comunità, consentendo una ripopolazione solo ogni 100000 anni circa.

(John Sibbick/AHOB)

Lo studio è stato pubblicato su Nature (qui). Ecco una foto degli autori:

Da sinistra: i paleontologi Chris Stringer e Simon Parfitt, il geologo Simon Lewis e l’archeologo Nick Ashton (AP Photo/Sang Tan)

Fonti: AFP, Nature, Science News.

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