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Un cimitero di gladiatori a York

giugno 10, 2010

Potrebbe esser stato risolto il mistero degli scheletri Romani rinvenuti decapitati a York, in Inghilterra.

Uno studio ha identificato i segni presenti sui teschi e ne ha dedotto che si tratta del cimitero di gladiatori meglio preservato al mondo.

(yorkarchaeology)

(York Archaeological Trust)

(Press Association via AP Images)

Lo York Archaeological Trust ha finora scavato 83 scheletri datati dall’inizio del II alla fine del III secolo d.C. Gli scavi, cominciati nel 2004, sono stati effettuati nel sito noto come Drifflied Terrace, a York.

La maggior parte degli scheletri apparteneva a uomini molto robusti e per lo più al di sopra dell’altezza media. Inoltre, gran parte di loro era stata violentemente decapitata e, sembra, sepolta con un certo rispetto.

Kurt Hunter-Mann, che sta conducendo lo studio, dice: “Una delle [prove] più significative [per cui pensiamo che i defunti fossero gladiatori] è il segno [su un cranio] lasciato da un morso di un grande carnivoro – probabilmente un leone, una tigre o un orso – una lesione che deve esser stata subita all’interno di un’arena”. Bisogna però dire che a York tracce di un’arena per combattimenti gladiatorii non sono state ancora trovate.

Il dott. Michael Wysocki, il docente di antropologia e archeologia forense che ha eseguito le analisi, aggiunge: “Niente [del genere] era mai stato identificato su uno scheletro Romano. È molto improbabile che questo individuo venne attaccato da un leone o una tigre mentre tornava a casa da un pub di York 2000 anni fa”.

Molti scheletri avevano anche un braccio più forte dell’altro: “L’asimmetria del braccio sarebbe coerente con l’addestramento alle armi che cominciava già nell’adolescenza”, dice Hunter-Mann, “e noi sappiamo dai resoconti Romani che alcuni gladiatori cominciavano la loro professione in età molto precoce”.

Un’analisi minerale dello smalto dei denti ha inoltre stabilito che gli uomini provenissero da diverse province Romane, tra cui il Nord d’Africa.

Kurt Hunter-Mann, sulla destra, esamina gli scheletri di York (C4 Picture/PA)

(yorkarchaeology)

L’ipotesi dei gladiatori è stata presa in considerazione tre anni fa, quando la scoperta di sepolture appartenute a combattenti dell’arena ad Efeso, in Turchia, rivelò una simile combinazione di colpi di martello e decapitazione.

Wysocki spiega: “Non abbiamo altri potenziali cimiteri di gladiatori con questo livello di conservazione in nessun’altra parte del mondo. È un [insieme] di sepolture Romane unico. Antropologicamente parlando, il materiale è particolarmente significativo poiché include un’ampia gamma di lesioni, guarite e non, [provocate con] violenza”.

Un teschio e delle pesanti catene di piombo alle caviglie (yorkarchaeology)

Vengono dunque scartate le altre ipotesi sulla Drifflied Terrace: una repressione militare di aristocratici ribelli da parte di Caracalla; delle sontuose feste funerarie (per via degli oggetti funebri e di diversi resti animali); un rito pagano che prevedeva la decapitazione e una specie di pogrom contro un gruppo minoritario quale i Cristiani.

Vengono inoltre eliminate le teorie secondo cui i resti appartenevano a soldati (per via dell’alto numero di decapitazioni) oppure a criminali (per via del “rispetto” con cui vennero sepolti).

Queste conclusioni confermano l’importanza di York come capitale della nuova provincia della Britannia inferiore e base militare per le campagne verso nord. Molti alti generali e politici vi ricoprirono delle cariche e lì Costantino si nominò imperatore nel 306 d.C. Tali residenti illustri avrebbero dunque richiesto un alto standard di vita sociale, sostiene lo York Archaeological Trust.

Fonti: AFP, The Guardian, York Archaeological Trust.

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2 commenti leave one →
  1. agosto 5, 2014 10:05 am

    Penso facessero parte di quei legionari che fuggirono da York dopo aver ucciso il governatore, quando i caledoni valicarono il vallo tra il 180 e il 181 eleggendo un proprio imperatore. Ulpio Marcello una volta debellate entrambe le insurrezioni, potrebbe averli riportati indietro e giustiziati.

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    Mi piace

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