In Sud Africa è appena stato scoperto un sito di produzione di polvere di ocra risalente a ben 58000 anni fa.
Il ritrovamento – prossimamente descritto sul Journal of Archaeological Science – rappresenta il primo sito dell’Età della pietra a portare tracce di lavorazione dell’ocra su focolari cementati.

Il sito in questione è il grande riparo roccioso di Sibudu a nord di Durban, nella provincia di KwaZulu-Natal, in Sud Africa. Consiste di quattro focolari cementati contenenti polvere di ocra.
“L’ocra si presenta in una gamma di colori che include arancione, rosso, giallo, marrone e sfumature di questi colori”, dice il capo-progetto Lyn Wadley, docente all’Università di Witwatersrand, in Sud Africa. “L’ocra giallo e l’ocra marrone possono essere trasformati in rosso riscaldandoli a basse temperature: 250 gradi”.
La Wadley afferma che l’ocra è stata trovata su strumenti d’osso che probabilmente erano delle lesine utilizzate per la lavorazione del cuoio; è quindi possibile che gli antichi sfoggiassero abiti colorati in pelle e altra pelletteria.
L’ocra è derivata dall’argilla naturalmente colorata che contiene ossidi minerali e, oltre a colorare oggetti, se mischiata con altri ingredienti come per esempio il grasso animale serve anche come adesivo. “Questa colla avrebbe potuto attaccare [le pietre alle lance,] le punte di freccia [alle aste], oppure le lame ai manici per [creare] utensili da taglio”, spiega la Wadley.
Inoltre, l’ocra può anche essere usata per il body painting, per il trucco, come vernice protettiva e come componente medicinale.
La Wadley crede che il materiale naturale venisse raccolto a circa un chilometro di distanza dal sito. Nell’area, l’archeologa ha finora scavato più di 8000 pezzi d’ocra.
Fonte: Discovery.