45 tombe egizie a Lahoun

Sono state scoperte 45 tombe egizie nel sito di Lahoun, nel Fayyum (o Faiyum, Fayoum), in Egitto.

(wiki)

Ogni tomba contiene un sarcofago di legno riccamente dipinto con all’interno la mummia del defunto.

(AP Photo/Supreme Council of Antiquities)
(Dr. Abdel Rahman El-Aydi)
(SCA)

In particolare ve ne è una della XVIII dinastia (1550-1295 a.C.) con dentro 12 sarcofagi ammassati l’uno sopra l’altro.

Sarcofagi della XVIII dinastia impilati l'uno sull'altro (SCA)

In tutto, sono stati scoperti quattro cimiteri: il primo risale alla prima e alla seconda dinastia (2750-2649 a.C. circa); il secondo al Medio Regno (2030-1660 a.C.), mentre il terzo e il quarto al Nuovo Regno (1550-1070 a.C.) e al Periodo tardo (724-343 a.C.).

Il capo della spedizione archeologica Abdel Rahman El-Aydi ha fatto notare che i cimiteri della prima e della seconda dinastia comprendono 14 tombe e una di queste è quasi completamente intatta e contiene oggetti funerari e un sarcofago di legno con una mummia avvolta nel lino.

Le restanti 31 tombe negli altri 3 cimiteri sono per la maggior parte datate all’XI e alla XII dinastia (2030-1840 a.C.): ognuna include un sarcofago di legno con una mummia coperta con del cartonnage (un rivestimento di papiro) decorato con testi religiosi del Libro egizio dei morti e scene di diverse divinità quali Horo, Hathor, Khnum e Amon.

Un sarcofago e dei vasi rinvenuti (SCA)

Infine, agli angoli del tempio di Seshemtawy (o Senuseret II), gli archeologi hanno individuato quattro “condotti” pieni di vasi di terracotta.

L’anno scorso erano state trovate 53 tombe del Medio e del Nuovo Regno, del Periodo tardo e di epoca Romana.

PS: L’AP parla di 57 tombe e non 45, la maggior parte delle quali contenente un sarcofago con una mummia dentro. Forse una prima agenzia non ha riferito anche del ritrovamento di 12 tombe senza sarcofagi.

Fonti: drhawass; AP.

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8 pensieri su “45 tombe egizie a Lahoun

  1. buongiorno: sarebbe importante avere delle fotografie ravvicinate delle mummie appartenenti a quanto si riferisce, alle prime dinastie, in modo da poter leggere eventuali cartigli ancora sconosciuti. Rivelo oggi, una notizia probabilmente ancora sconosciuta, che vicino a Piacenza, già da parecchi anni, è uscito allo scoperto un manufatto simile per forma al presunto fegato di pecora, detto Fegato Etrusco. Tale nuovo manufatto, rivela il nome del Faraone Nineter, appartenente alle prime dinastie egiziane.In mio possesso vi sono delle fotografie di tal secondo manufatto, speditomi dal “contadino”, ma che in seguito, probabilmente è stato venduto ad ignote persone (sic). Il Fegato di Piacenza, non è assolutamente un “fegato”, ma rappresenta una mappa geografica del suolo italiano, rivelando località, etc.
    Per tutto quanto occorre, posso dare successive informazioni con prove, a chi fosse maggiormente interessato su tali reperti.
    Distinti saluti.-

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  2. Sono daccordo Giacomo, mi piacerebbe vedere più foto, ma suppongo che hawass non mancherà l’occasione di fare una bella conferenza stampa e al più presto avremo notizie!
    sono molto incuriosita da questo manfatto col nome di Nineter, puoi darmi qualche dettaglio in più?

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  3. Ho trovato e inserito nuove fotografie: sono la seconda, la quinta e la sesta.
    Il manufatto di cui parla Giacomo sembra molto interessante.
    Se vuole, può mandare foto e descrizione a ilfattostorico@gmail.com (magari dando una sua e-mail come riferimento). Nel caso, la pubblichiamo sul sito.

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  4. buongiorno: rispondo oggi a sedna ed aezio. Si volentieri, mando quello che ho, ma voglio ricordare che la traduzione di Nineter riguarda uno studio ventennale molto complesso per il quale, bisognerebbe conoscere almeno una parte di tal studio. Cercherò in qualche maniera di poter dare delle spiegazioni stringate, mettendone delle altre, tipo la fibula di Preneste con la sua decifrazione diversa da noi eseguita.
    A presto giacomo.-

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  5. Nota: Sposto qui l’intervento di Giacomo poiché mi sembra più appropriato. Aezio.

    Mi ricollego nuovamente riallacciandomi al faraone Nineter o come in realtà si dovrebbe scrivere in italiano, per riferire che anche Narmer e Peribsen sono identificati essere stati in Italia. Lasciando perdere momentaneamente Narmer ché più complesso nella sua traduzione, riferisco che esiste una mappa araba ove mostra che il nome di Peribsen (non solo il cartiglio)é composto dalla Val Padana, Mar Adriatico, Mar Tirreno-Ligure e Mar Ionio.
    Per quanto riguarda Narmer, posso dire semplicemente che Padova ne é collegata.
    Un’altra curiosità di studi svolti e ridecifrati, é quella in cui “noi” leggendo la parola KOSOVO,la leggiamo così per sentito dire, senza darne nessuna decifrazione non solo letteraria.
    Invece, tal parola, la si può leggere in caratteri antichi estruschi (con il vero alfabeto) in METOJA (M t H) ed anche con i suo segni che, in questo caso, non posso immettere per ovvi motivi di scrittura.
    Altresì, la si può leggere in antico fenicio-ebraico in K Z V che é uguale a KOSOVO, dimostrando così che molto in antico, sia i Fenici che Etruschi passarono da quelle parti (in senso semplicistico).-

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  6. per Aezio: a riguardo di sarcofagi egizi: chissà quanti di noi sono andati a visitare la Chiesa di San Vitale a Ravenna! Al suo interno vi é un sarcofago con il rilievo raffiguante “un oculista che sta visitando o curando un paziente”. Ma chi ha visto tal sarcofago, forse, non ha letto e studiato bene..Si vede che il paziente é seduto e sopra di lui c’é la scritta: MEMPHI; l’oculista é in piedi davanti al paziente e con una mano gli porge qualche cosa, mentre con l’altra gli tocca il viso tra naso e bocca. Guardando l’oculista si legge: GLEGORI.
    Dico: ma stiamo scherzando?Tale ricostruzione non può esistere! Che significato ha mettere il nome MENPHI al paziente se il sarcofago é quello del “presunto oculista?” Per chi é a conoscenza di cose egizie, questa scena é identica al famosissimo rito egiziano, chiamato “imboccamento del faraone” raffigurato in molti papiri egizi. Ci siamo fin qui vero?
    Sappiamo quindi, che le divinità sedute venivano usate ufficialmente per “rappresentare una città” e, per queste rappresentazioni, ne esistevano parecchie nei mosaici romani in Medioriente (ok? Direi proprio così) Il nome di questa città, risulta essere MENPHI e la scritta GLEGORI si può benissimo attribuire ad essere “Gens Legori”: ovvero alla GENTE LIGURE devota al Faraone Menphi, ove ancora questi Liguri, all’inizio e prima di altri, erano ufficialmente non solo in tutta l’Italia primordiale. MENPHI era la capitale dell’Antico Regno fondata da MENES (unificatore del Popolo degli Egitty), quando in Italia si era nel pieno dell’epoca dei MEN-hir liguri neolitici. Quelli con il bastone ricurvo, simbolo egiziano del potere. Quindi: quindi, se effettivamente tal sarcofago é originario italico, da la dimostrazione che in Italia antica, vi erano dei faraoni egiziani, come affermo nei miei studi.

    saluti giacomo

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  7. Sempre per chi ha voglia di verità, ormai da tempo “occultate”. Cito ora PARIDE:
    Chi avrà letto il Testo “Ephemeeris Belli Troiani” di Ditti Cretese, scritto in versione latina, (due testi papiracei greci) avrà letto che Paride viene rappresentato come una figura violenta e fedifrago. Quindi, sappiamo in pratica che Paride rapisce Elena di Sparta e ritorna a Troia passando da Sidone: ok? Direi che dice proprio così! La domanda che mi son posto, é questa: Paride é proprio un “imbecille”? Perché? Ma é palese: sappiamo che la città di Sidon si dovrebbe trovare tra Sparta e Troia! Se uno di noi, come “anche buon marinaio” conoscendo bene tutte le coste, i mari, le correnti, etc., cercherebbe la rotta più breve possibile, o nò? Direi di sì, senza rischiare troppo la mia vita e quella degli altri. Allora, per la geografia ufficiale, questo viaggio risulterebbe impossibile da effettuare, perché risulterebbe insensato (o era un pazzo oppure un imbecille Paride) che si imbarchi in un viaggio talmente lungo, passando dalla lontanissima Sidon Mediorientale e tornando poi indietro verso la Troia anatolica!! Penso che il Ditti Cretese, non ci avrà mica inventato una “frottola” per il solo suo godimento personale per lasciarla ai posteri, oppure ci fa capire che Paride per andare da Sparta a Troia passa per Sidon? Io, non ci credo! Ma siamo sicuri che quella Sparta sia giusta? Non credo neanche a questa possibilità: Leggendo”…nei e per i MACCABI” si dice che gli Spartani sono discendenti di Abramo! Altresì, sappiamo che notoriamente, i DORI-SPARTANI provengono dall’Europa Settentrionale Alpina! Detto questo, quella “Sidon” non é dove si dice che sia, ma era in Italia antica! Datemene una ragione diversa, additando diversamente che Paride non sia un imbecille.
    saluti giacomo.-

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  8. Pietre STONE: chissà di chi siano in realtà tali “pietre”, e a quale Popolo o Tribù siano appartenute! Tal parola, é molto similare a STONI. Al Popolo degli Stoni! Ma chi erano in realtà loro? Tanti scittori antici scrivevano che gli Heneti o Eneti erano di provenienza ligure. Esiste in commercio un libro di Francesco Molon, pubblicato a Vicenza nel 1881 intitolato “Popoli antichi e moderni dei sette comuni del vicentino”. Anche Teofasto pone gli Euganei nei confini liguri, come parimenti Dione Grisostomo sosteneva che i Veneti erano popolo antichissimo il quale esisteva ancor prima della Guerra di Troia (si presume che i Liguri arrivarono 80 anni prima). Il libro di Francesco Molon, elenca toponimi dei Veneti uguali a quelli dei Liguri, facendoli presenti non solo in tutta l’Italia Occidentale, ma anche in Francia, sino ad arrivare nel nord dell’Inghilterra o Britannia! Ritornando al libro, si legge che il nome di “Cimbri” dato ai “tedeschi” dei monti veronesi e vicentini, risulta essere “letterario” da cui se ne deduce che così il “detto paesano” si direbbe “Slegeri e Mocheni”!! Ad Asiago, centro dei Sette Comuni, si nominavano in Schlegeri, mentre gli “italiani”, tra i quali erano misti, li appellavano in Mocheni.Sono proprio loro, questi tedeschi locali che usano ancor oggi (2010) dire SLEGERI come nome proprio, e “semiticamente parlando” si legge “s-Liguri” che diventa Liguri, mentre gli italici li chiamano ancora “Mocheni”, che a sua volta, con il “semitico/biblico” diventa “M-QYN di Caino”. Tale collimazione esatta, avviene con l’Alfabeto rovesciato “AsBR” , quello stesso tipo di alfabeto, che trasforma YQ^B-Giacobbe in LGVR-Liguri e dove “QYNdi Caino” si legge “GLH”, ove lo stesso, viene associato anche al “GLH-Gallico che al HLG-Ligure” ma, si lega bene anche all’Onda Biblica “GL e ai Laghi_Luoghi moderni”. Per non dilungarmi troppo in discorsi difficili, l’anno 626 di Roma ad opera del Proconsole Quinto Marcio si rileva un trionfo sui LIGURI STOEN!!Quindi gli STONI/STONE risultano appartenere alla Gente Euganea facenti parte della grande famiglia Ligure!! E le pietre Stone? Mah!

    saluti giacomo

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