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L’acquedotto di Traiano

gennaio 26, 2010

(Mike e Ted O'Neill all'inizio della galleria - MEON TV)

Due documentaristi britannici, Ted O’Neill e suo padre Michael O’Neill, hanno scoperto ciò che credono essere una sorgente dell’acquedotto inaugurato nel 109 d.C. dall’imperatore Traiano: l’Aqua Traiana.

Il Caput Aquae è stato trovato in una zona sul Fosso della Fiora, al confine tra il comune di Manziana e di Bracciano. Era nascosto sotto la cappella abbandonata del XIII secolo ‘Santa Fiore’, sulla riva del lago di Martignano (vicino al lago di Bracciano), 30-40 km a nordovest da Roma.

Nonostante difficoltà e ritardi per accedere al sito, alla fine gli O’Neill sono riusciti ad entrarci nel giugno del 2009.

Il professor Lorenzo Quilici, dell’Università di Bologna, ha confermato che la struttura è Romana e non medievale – come si è creduto a lungo.

La tecnica edilizia utilizzata per le gallerie è l’opus reticulatum.

Opus reticulatum usato in un muro esterno della Villa Adriana (wiki)

Le gallerie sotterranee sono rimaste quasi sconosciute agli archeologi semplicemente perchè per centinaia d’anni sono state piene d’acqua. Solo con le moderne teconologie si è riusciti a pompare via l’acqua.

Il soffitto a volta è decorato con un raro tipo di colore conosciuto come ‘blu egizio‘, il che ha portato gli O’Neill ad ipotizzare che la grotta fosse un ninfeo Romano.

(MEON TV)

L’acquedotto venne usato fino al IX – X secolo d.C. Successivamente alcune parti vennero riutilizzate per l’Aqua Paola, costruito per volere di papa Paolo V tra il 1607 e il 1612, e ancora oggi porta acqua a Roma.

La sorgente dell’Aqua Traiana è stata ritrovata solo dopo che gli O’Neill ne hanno scoperto una menzione nel libro pubblicato postumo nel 1935 ‘The Aqueducts of Ancient Rome‘ di Thomas Ashby, direttore della British School at Rome dal 1906 al 1925.

(MEON HDTV)

Per celebrare la sua opera, Traiano fece coniare anche delle monete sulle quali è raffigurata l’immagine semisdraiata di un dio fluviale sotto un grande arco affiancato da colonne. Forse – propongono gli O’Neill – è proprio il ninfeo grotta di Bracciano.

Questo sesterzio risale al 109 d.C. (Meon HDTV Productions)

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4 commenti leave one →
  1. ALESSANDRA DELL'AGLI permalink
    febbraio 1, 2010 8:13 PM

    IN ONORE A QUESTO PREZIOAO RITROVAMENTO ARCHEOLOGICO,CHIEDIAMO CHE IL SINDACO DI BRACCIANO REVOCHI LA EDIFICABILITA’ IN BRACCIANO NUOVA DEL TRIANGOLO DI TERRENO FRA VIA DEI LECCI E VIA CLAUDIA, VERSO MANZIANA, SUBITO DAVANTI AI DUE FORNICI DELL’ACQUEDOTTO ALLA BASE DI MONTEBELLO. QUALE AZIONE SI PUO’ INTRAPRENDERE IN MERITO?

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  2. gill permalink
    novembre 19, 2012 4:22 PM

    Fare leva sui beni culturali ed ambientali ed espropriare il bene che è di interesse storico.

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