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La caduta dei Maya

ottobre 8, 2009
Rovine Maya nel Guatemala (Tom Sever)

Rovine Maya nel Guatemala (Tom Sever)

Una ricerca finanziata dalla NASA ha sviluppato una simulazione per ricostruire il ruolo che ebbe la deforestazione nel peggiorare la siccità che colpì la civiltà Maya.

Dopo un dominio di 1200 anni sull’America centrale, la maggior parte delle loro città improvvisamente si spopolarono. Che cosa successe?

Secondo l’archeologo Tom Sever la colpa fu dei Maya stessi. Il ricercatore Robert Griffin spiega: “I Maya sono spesso dipinti come persone che vissero in completa armonia col loro ambiente, ma come altre culture prima e dopo di loro, finirono col deforestare e distruggere il loro paesaggio nel tentativo di arrangiarsi per sopravvivere durante tempi difficili”.

Quando si verificò una grave siccità – all’incirca nel periodo della scomparsa dei Maya – la maggior parte degli alberi del territorio era già stato tagliato. Secondo lo studio, il peggior scenario possibile (la deforestazione completa) avrebbe causato il rialzo della temperatura di 3-5 gradi ed una diminuzione delle precipitazioni del 20-30%.

I Maya praticavano un’agricoltura itinerante, cioè sfruttavano per 1-3 anni una zona che poi lasciavano a riposo per altri 15 prima di tornarci. L’ipotesi è che ad un certo punto questo non fu più sufficiente, non solo per sfamare tutta la popolazione, ma neanche per dissetarla a causa della diminuzione della pioggia dovuta alla rottura dell’ecosistema.

Un singolo fattore non può aver fatto crollare l’intera civiltà, ma può aver aggravato altri problemi quali malcontento sociale, guerre, fame e malattie.

Qui maggiori informazioni.

Un circolo mortale di siccità, riscaldamento e deforestazione potrebbe aver condannato i Maya (science.nasa.gov)

Un circolo mortale di siccità, riscaldamento e deforestazione potrebbe aver condannato i Maya (science.nasa.gov)

Aggiornamento: Il paleoclimatologo David Stahle (Università dell’Arkansas a Fayetteville) ha compilato un registrazione del livello delle precipitazioni del Messico centrale degli ultimi 1.238 anni esaminando gli alberi. Il suo studio, pubblicato sul Geophysical Research Letters, evidenzia che alcune siccità coincisero con la fine di alcune civiltà.

Gravi periodi di siccità si ebbero: tra l’897 e il 922 (proprio alla fine del Periodo Classico); intorno al 1150 per 19 anni (alla fine della civiltà tolteca); tra il 1378 e il 1404 (periodo di una rapida espansione azteca) e tra il 1514 e il 1539 (conquista spagnola).

Fonti: Discovery, American Geophysical Union.

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