Un sub pentito rivela un carico romano in Sardegna

(La Nuova Sardegna)
(La Nuova Sardegna)

Bellissimi marmi con decorazioni finissime che avrebbero dovuto adornare le ville patrizie e gli edifici di culto della Roma Imperiale, i resti di un’ancora, una stupenda parte di un elmo, pesi in piombo, numerosi cocci di anfore e vasellame e anche ossa umane. Oltre 140 pezzi antichissimi di valore inestimabile sistemati all’interno di quattro cassette di plastica, di quelle utilizzate per la frutta, abbandonate in un punto nascosto, ai piedi di una grossa quercia, nelle campagne di San Giovanni, frazione del comune di Posada in Sardegna.

A trovarle è stato il sindaco di Posada Roberto Tola, andato sul posto insieme a due agenti della polizia municipale del paese. «A indirizzarci in quel tratto di campagna sperduto è stata una fonte confidenziale – ha spiegato il sindaco a La Nuova Sardegna –. In forma anonima ci ha segnalato che qui a San Giovanni avremmo ritrovato oggetti che lui aveva trovato in mare e che gli sembrava giusto restituire al Comune».

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Sequenziato il primo genoma antico di un africano

Un ragazzo di etnia Ari (Ben Pipe/Robert Harding World Imagery/Corbis)
Un ragazzo di etnia Ari. Mota era più vicino agli Ari, un gruppo etnico che vive ancora oggi vicino alle regioni montagnose etiopi (Ben Pipe/Robert Harding World Imagery/Corbis)

L’Africa è la culla della nostra specie e la fonte di antiche migrazioni verso tutto il mondo. Ma finora si è persa una rivoluzione nella comprensione delle origini umane: lo studio del DNA antico. Sebbene i ricercatori siano riusciti a sequenziare i genomi di Neandertal europei, allevatori preistorici asiatici, paleoindiani americani, il clima caldo e umido dell’Africa ha lasciato poco DNA antico e intatto da estrarre. Come risultato, «l’Africa è stata lasciata fuori», dice il genetista Jason Hodgson della Imperial College London.

Finora. Uno studio pubblicato su Science svela il primo genoma preistorico dall’Africa: quello di Mota, un cacciatore-raccoglitore vissuto 4.500 anni fa nelle regioni montagnose dell’Etiopia. Chiamato come la grotta che conteneva i suoi resti, il genoma di Mota «è stata una grande impresa», dice Hodgson, non coinvolto nella ricerca. «Fornisce il nostro primo sguardo su come appariva un genoma africano, prima delle [grandi migrazioni]». E quando paragonato con il DNA degli africani di oggi, ha rivelato qualcosa di sorprendente. Continua a leggere “Sequenziato il primo genoma antico di un africano”