L’eruzione del Vesuvio avvenne il 24 ottobre del 79 d.C.

L’iscrizione che recita “XVI (ante) K(alendas) NOV(embres)” (MiBAC)

Un’iscrizione scoperta nel sito archeologico di Pompei confermerebbe la data dell’eruzione del Vesuvio il 24 ottobre del 79 d.C. L’iscrizione è stata portata alla luce nella “Casa con giardino” e riporta la data del 17 Ottobre, dunque una settimana prima della grande catastrofe. Finora si pensava che fosse avvenuta il 24 agosto, nonostante le prove archeologiche e letterarie a favore della data autunnale.

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Scoperta una testa di Giulio Cesare?

La testa di Giulio Cesare? (repubblica.it)

Tra le vestigia dell’antica colonia romana di Aquinum, oggi Castrocielo in provincia di Frosinone, gli archeologi dell’Università del Salento hanno portato alla luce tre splendide teste di marmo di età romana. Raffigurano probabilmente Ercole, un volto femminile e forse Giulio Cesare.

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Un eccezionale bacile Romano con testa d’aquila

(Provincie Zuid-Holland)

Gli archeologi hanno scoperto un raro bacile Romano in bronzo a Rijnsburg, nei Paesi Bassi. «In Europa ne esistono circa dieci esemplari simili, ma questo è l’unico con la testa di un’aquila», ha dichiarato l’archeologo René Proos. Il bacile è stato trovato tra i resti cremati di tre Germani in una tomba del IV secolo d.C.

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Un tesoro di 300 monete imperiali Romane a Como

(Ministero per i Beni e le Attività Culturali)

Centinaia di antiche monete d’oro sono state trovate la scorsa settimana nel seminterrato dello storico Teatro Cressoni, a Como. Le monete risalgono al tardo periodo imperiale romano (IV e V secolo d.C.). Erano conservate in un’anfora sepolta nella terra, non lontano dal foro della città Romana di Novum Comum. Chi nascose il vaso, «lo sotterrò in modo tale che in caso di pericolo potesse andare a recuperarlo», ha sottolineato la numismatica della Sovrintendenza dei beni culturali di Milano, Maria Grazia Facchinetti.

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Una mano votiva di Giove Dolicheno scoperta a Vindolanda

(The Vindolanda Trust)

Una piccola mano di bronzo è stata scoperta nel forte romano di Vindolanda, nel nord dell’Inghilterra e vicino al Vallo di Adriano. La mano, di un realismo impressionante, è stata attribuita a Giove Dolicheno, un dio romano con tratti orientali e occidentali, il cui culto misterico fu molto popolare nell’Impero romano dal II alla metà del III secolo d.C.

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Un tempio di Antonino Pio nell’oasi di Siwa

antonino pio egitto
(Egyptian Ministry of Antiquities via AP / Gtres)

Una missione archeologica egiziana ha scoperto le fondamenta di un grande tempio dell’epoca di Antonino Pio, imperatore romano tra il 138 e il 161 d.C.

Le rovine si trovavano nell’oasi di Siwa, nel deserto egiziano, presso il villaggio di al-Haj Ali e a 350 metri dal cimitero della città, la cosiddetta “Montagna dei Morti” (Gabal Al-Marwa).

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Il mistero del massacro di Sandby Borg

sandy borg svezia impero romano occidente
L’estremità di una spada in argento dorato (Daniel Lindskog)

In Svezia gli archeologi hanno scoperto le eccezionali prove di un terribile massacro avvenuto alla fine del V secolo d.C., sulla costa dell’isola di Öland. Gli abitanti di un piccolo villaggio furono misteriosamente uccisi nelle loro case o in strada mentre provavano a fuggire.

I loro corpi vennero lasciati marcire sul posto e non vennero neanche presi gli oggetti preziosi che portavano con sé, tra i quali degli splendidi gioielli e alcune monete d’oro romane.

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Due guanti da boxe Romani scoperti a Vindolanda

Gli unici guanti da boxe sopravvissuti dell’Impero romano. Agli occhi moderni appaiono più come “protezioni per le mani” che “guanti” (The Vindolanda Trust)

Nel sito archeologico di Vindolanda, gli archeologi hanno scoperto due eccezionali guanti da boxe in cuoio, probabilmente gli unici esemplari di epoca romana sopravvissuti. Risalgono al 120 d.C. e sono così ben conservati da poter essere ancora indossati; uno di loro conserva addirittura l’impressione delle nocche del suo antico indossatore.

Vindolanda si trova a sud del Vallo di Adriano, vicino alla città di Hexham (Inghilterra). Fu un forte di truppe ausiliarie, oggi famoso per la quantità di ritrovamenti di oggetti personali e militari lasciati dai soldati e dalle loro famiglie circa 2000 anni fa.

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Scoperti oltre 1.000 sigilli romani a Dolico

(Asia Minor Research Centre)

Più di 1.000 sigilli di ceramica romani sono stati scoperti nell’antica Dolico, nel sud della Turchia, da una squadra di ricercatori dell’Università di Münster (Germania). Questi reperti provenienti dall’archivio municipale «gettano luce sul pantheon greco-romano locale, da Zeus ed Era a Giove Dolicheno, che da questo sito è diventato una delle più importanti divinità romane», dice Engelbert Winter, direttore del scavi. «Il fatto che le autorità amministrative abbiano sigillato centinaia di documenti con le immagini di divinità, dimostra la forza delle credenze religiose nella vita quotidiana».

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Un blocco di pietra romano scoperto a Magonza

(Andreas Arnold / picture-alliance / dpa / AP Images / Gtres)

Un imponente blocco di pietra di epoca romana, del I o II secolo d.C., è apparso durante i lavori di costruzione e restauro nel palazzo della Deutschhaus a Magonza (Germania), oggi sede del parlamento statale della Renania-Palatinato.

Il blocco proveniva da un edificio monumentale, ma venne riutilizzato dai Romani per costruire le mura dell’antica città di Mogontiacum. Tra gli altri reperti di valore scoperti, figurano una moneta d’oro romana e altri reperti medievali.

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Tracce tossiche di antimonio nelle acque di Pompei

antimonio pompei
Condutture del sistema idrico romano (Photo by PHAS/UIG via Getty Images)

Una squadra di scienziati ha scoperto livelli altamente tossici di antimonio nel frammento di un tubo di piombo in una casa di Pompei. Le conseguenze sono ancora da dimostrare ma potenzialmente erano gravi: intossicazione da antimonio, diarrea, vomito, disidratazione e, col tempo, danni al fegato e ai reni.

Pompei avrebbe pure avuto la sfortuna di trovarsi vicino al Vesuvio, dato che l’antimonio si trova in maggiori quantità nelle acque sotterranee vicine ai vulcani.

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