Scoperte otto divinità aramee sotto una casa in Turchia: Mukīn-abūa un “uomo forte” assiro?

La processione divina aramea a Başbük (© fotografia e disegno di M. Önal, scansione laser di Cevher Mimarlık)

Un incredibile pantheon arameo è l’eccezionale scoperta fatta in un sito finora sconosciuto a Başbük, in Turchia. Una scalinata scavata nella roccia portava a una camera sotterranea dove era stata disegnata una processione di otto divinità antiche. Quelle identificate finora – Hadad, Atargatis, Sin e Samas – non sono assire ma aramee. Tutti i nomi sono scritti in aramaico: uno, in particolare, citerebbe Mukīn-abūa, il governatore della provincia assira confinante. Başbük doveva far parte del regno aramaico di Huzirina, già annesso all’impero assiro, o meno probabilmente del regno vassallo di Ašša.

Da qui l’ipotesi ripresa dai media: gli Assiri stavano cercando di ingraziarsi la popolazione locale conquistata costruendo un centro religioso nella loro lingua ma in stile neo-assiro? Lo studio pubblicato su Antiquity in verità precisa che alcune caratteristiche sono chiaramente in stile siro-anatolico. Questo pannello mostra la complessità della questione – già nota e dibattuta dagli storici – delle influenze tra Aramei, stati neo-ittiti e Assiri, e tra le tradizioni siro-anatoliche e mesopotamiche. Le numerose deportazioni degli Aramei in tutto l’impero assiro diffusero la loro cultura e la loro lingua che addirittura soppianterà l’accadico.

È molto importante ricordare che durante il regno di Adad-nirari III (811-783 a.C.) il potere era stato decentrato e nelle province di frontiera governavano degli “uomini forti” di fiducia. Questi esercitavano un potere quasi regale su vasti territori e facevano redigere iscrizioni col loro nome. Mukīn-abūa potrebbe dunque essere stato uno di questi.

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