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Ritrovato al largo di Haiti il relitto della Santa Maria?

maggio 22, 2014

Un team di esploratori subacquei americani ha annunciato di aver ritrovato al largo della costa di Haiti quello che potrebbe essere il relitto della Santa Maria, la più grande delle tre navi con le quali Cristoforo Colombo attraversò l’Atlantico per la prima volta, nel 1492.

Lo stesso anno, il 25 dicembre, la caravella si incagliò nella barriera corallina e naufragò. Cinque secoli dopo, gli esploratori stanno prendendo accordi con il governo haitiano per organizzare gli scavi archeologici all’interno del relitto, ma altri esperti di archeologia subacquea sembrano quantomeno cauti sull’identità dei resti rinvenuti.

Cristoforo Colombo approda a San Salvador (Bettmann, CORBIS)

Cristoforo Colombo approda a San Salvador (Bettmann, CORBIS)

L’americano Barry Clifford, a capo del team che ha effettuato l’annuncio, è noto come uno dei più importanti esploratori subacquei di tutto il mondo. Nel 1984 ha scoperto quella che è ritenuto il primo relitto riconosciuto come nave pirata, la Whydah, mentre di recente ha trovato l’ammiraglia del Capitano Kidd al largo delle coste del Madagascar.

Sulla nuova scoperta, Clifford ha dichiarato al The Independent che “tutta la geografia, la topografia marina e le prove archeologiche suggeriscono fortemente che il relitto ritrovato corrisponda a quello della famosa caravella di Colombo, la Santa Maria“. La nave ammiraglia del navigatore genovese, lunga 21 metri e con un ponte a tre alberi, partì dal porto andaluso di Palos il 3 agosto 1492, insieme alla Pinta e alla Nina.

Il ritrovamento risale al 2003

Nel 2003 un altro gruppo di esploratori aveva identificato una zona piuttosto circoscritta per il possibile naufragio, ed è là che Clifford e il suo team hanno effettuato le indagini preliminari, misurando i fondali e scattando le prime fotografie. La primissima testimonianza fotografica del relitto, infatti, risale ormai a dieci anni fa, quando per identificare la posizione precisa i subacquei si sono serviti di magnetometri marini, radar, sonar ed esplorazioni sul luogo. Le informazioni raccolte sono state poi confrontate con le conoscenze già acquisite dalla lettura dei diari di navigazione di Colombo.

Per stabilire i movimenti effettuati dal relitto dopo il naufragio, Clifford riferisce di aver esaminato il materiale cartografico risalente all’epoca di cui siamo in possesso, misurando l’impatto delle correnti sulla nave nel corso degli anni e indagando le anomalie dei fondali haitiani per identificare le corrispondenze.

Nel 2003 era stato rinvenuto anche un cannone compatibile con quello che avrebbe potuto trovarsi su una nave dell’epoca, spiega Clifford. Uno dei principali obiettivi della recente spedizione era infatti identificare con precisione questo manufatto: la missione, in quel senso, non è andata a buon fine. Come riporta The Independent, il cannone e altri oggetti ritrovati sono stati trafugati illegalmente nel frattempo.

“Abbiamo informato le autorità haitiane della nostra scoperta”, spiega Clifford, “e non vediamo l’ora di lavorare con loro e con i colleghi haitiani per assicurare che il sito sia protetto e preservato. Sarà un’opportunità preziosa per tutelare i resti di una nave che ha cambiato il destino del mondo”. Gli eventuali manufatti integri rinvenuti sulla nave potrebbero, secondo il suo scopritore, essere esposti nei musei di Haiti e favorire lo sviluppo del turismo dell’isola.

I resti del relitto (Brandon Clifford)

I resti del relitto (Brandon Clifford)

È davvero la Santa Maria?

Secondo Kevin Crisman, direttore del Center for Maritime Archaeology and Conservation della Texas University A&M, c’è comunque motivo d’essere scettici. Come spiega Crisman in un commento riportato sul Boston Globe, infatti, molte navi spagnole naufragarono al largo di Haiti e della vicina Repubblica Dominicana. Risulta perciò molto difficile confermare che si tratti proprio della Santa Maria, in quanto la caravella sarebbe affondata molto lentamente e l’equipaggio, commenta Crisman, avrebbe avuto all’epoca tutto il tempo di rimuovere oggetti che oggi renderebbero più facile l’identificazione. Tra questi l’esperto annovera anche un cannone, che Clifford riferisce invece di aver rinvenuto durante la prima esplorazione del 2003.

“Se chiunque rinvenga la Santa Maria fosse in grado di confermare che si tratta davvero della Santa Maria, avremo davanti un nuovo Santo Graal”, conclude Crisman. “Sarebbe davvero fantastico, ma rimango scettico perché di rivendicazioni simili scoperte se ne sono sentite tante”.

(Keith Pickering)

(Keith Pickering)

National Geographic

Aggiornamento: l’UNESCO, dopo aver effettuato gli accertamenti necessari, ha stabilito che NON si tratta del relitto della Santa Maria.

UNESCO

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