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Le inondazioni distrussero la città dei costruttori di Micerino

luglio 31, 2013

Il centro amministrativo noto come Heit el-Ghurab, in Egitto, era abitato dai lavoratori che costruirono le piramidi. Gli scavi condotti da Karl Butzer dell’Università del Texas ne hanno però rivelato un passato molto difficile: la scoperta di strati di fango e sabbia raccontano che la città venne inondata e ricostruita per ben dieci volte nel corso di 45 anni.

Butzer pensa che le squadre di costruzione continuarono ad abitare in quel posto così pericoloso perché il faraone Micerino, regnante dal 2.532 al 2.503 a.C., potrebbe aver pensato che una barriera protettiva e il suo potere personale preteggessero la città.

(Eloy Rodriguez/Getty)

(Eloy Rodriguez/Getty)

La città era già stata colpita da tre inondazioni durante il regno del precedente faraone, Chefren. La prima distrusse la città, mente le altre causarono grossi danni. Ma sotto Micerino la devastazione si moltiplicò.

Micerino fece costruire un grosso edificio amministrativo, solo per vederlo demolito: “Una grande inondazione distrusse tutto”, spiega Butzer. Una piena di rocce e fango fece a pezzi le costruzioni.

Sopra questo, Butzer ha trovato “strato dopo strato di fondamenta e poi macerie”, a dimostrazione di una frenetica ricostruzione a seguito di quattro o cinque inondazioni. Micerino ordinò la costruzione di un muro protettivo lungo 70 metri chiamato Muro del Corvo, ma le inondazioni continuarono: in 45 anni se ne sono registrate 10.

Non è chiaro perché gli Egizi continuassero a costruire in quel posto. Ma forse la colpa è di Micerino, spiega Butzer: “Aveva un problema col suo senso di importanza. Era la prole divina degli dèi, e pensava che se pregava abbastanza le cose sarebbero andate a posto. Ma non fu così”.

(AERA Inc.)

Ricostruzione degli alloggi (AERA Inc.)

Le inondazioni potrebbero spiegare perché ci sono solo tre piramidi a Giza. Micerino costruì l’ultima e la più piccola. Nonostante la posizione di rilievo, nella quale le piramidi sono visibili da grandi distanze, le piramidi successive furono edificate altrove. “Micerino fu l’ultimo”, dice Butzer. “Forse c’era una ragione per cui suo figlio volle andare in un altro luogo”.

New Scientist

Journal of Archaeological Science

Vedi anche:

Come si nutrivano i 10.000 costruttori della piramide

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