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Confermato! Sono le ossa di re Riccardo III

febbraio 15, 2013

È proprio lui: un team di scienziati dell’Università di Leicester ha confermato che i resti trovati in agosto, sotto un parcheggio della cittadina inglese, appartengono a Riccardo III, il re più disprezzato della storia inglese.

Richard III morì a 32 anni nell’agosto del 1485, a causa delle ferite riportate nella battaglia di Bosworth. Combinando le conoscenze storiche con l’esame medico sui resti e la ricerca genetica, gli scienziati dell’università sono giunti a un’identificazione “oltre ogni ragionevole dubbio”.

(University of Leicester)

(University of Leicester)

Lo scheletro di Riccardo così come è stato trovato dagli archeologi (University of Leicester)

Lo scheletro di Riccardo così come è stato trovato dagli archeologi (University of Leicester)

Riccardo è celebre soprattutto per la tragedia che gli dedicò William Shakespeare, descrivendolo come una sorta di mostro gobbo e deforme; un personaggio così ripugnante che “i cani latrano di me quand’io zoppico accanto a loro”, che riesce con ogni mezzo a impadronirsi del trono, uccidendo metodicamente quasi tutti i membri della sua famiglia – moglie, fratello maggiore, due piccoli nipoti – per poi essere sconfitto e ucciso (non prima di aver urlato “Il mio regno per un cavallo!”) per mano di Enrico VII, giovane eroe Tudor.

La morte di Riccardo III, durante la battaglia di Bosworth, nel 1485, segnò la fine della Guerra delle Due Rose e l’inizio della dinastia Tudor.

La morte di Riccardo III, durante la battaglia di Bosworth, nel 1485, segnò la fine della Guerra delle Due Rose e l'inizio della dinastia Tudor (Leon Neal, AFP Photo)

(Leon Neal, AFP Photo)

Un team dell’Università of Leicester aveva cominciato le ricerche nello scorso agosto. Secondo i resoconti storici, le truppe dei Tudor portarono via il corpo martoriato di Riccardo dal campo di battaglia di Bosworth per esporlo in piazza nella vicina città di Leicester; i resti furono poi sepolti nel coro di un vicino convento francescano.

Il convento non esiste più, ma gli studiosi, consultando mappe d’epoca, ne hanno localizzato le fondamenta sotto quello che oggi è un parcheggio. Gli scavi hanno condotto alla scoperta dello scheletro di un maschio adulto proprio al di sotto del punto dove doveva trovarsi il coro.

Per identificare i resti, Turi King, genetista, e Kevin Schürer, genealogista, entrambi docenti dell’Università di Leicester, sono riusciti a rintracciare due discendenti viventi del re inglese: Michael Ibsen, un fabbricante di mobili residente a Londra, e un secondo individuo che è voluto restare anonimo.

King ha raccolto campioni di DNA dai due discendenti e li ha paragonati a un campione prelevato dallo scheletro trovato a Leicester. “La corrispondenza esiste”, ha dichiarato lo studioso.

(Andrew Winning, Reuters)

Una ricostruzione del volto di Riccardo basata sulla TAC del cranio ritrovato, molto simile. Evidente la somiglianza con i ritratti d’epoca (Andrew Winning, Reuters)

(Andrew Cowie, AFP Photo)

(Andrew Cowie, AFP Photo)

Jo Appleby, bioarcheologa dell’Università di Leicester, davanti a un ingrandimento del cranio di Riccardo III. Sono evidenti due profonde ferite che Riccardo subì nei suoi ultimi istanti di vita: con ogni probabilità fu colpito da dietro con un’alabarda.

Sul corpo, Appleby ha trovato diverse altre ferite che ha definito “da umiliazione”, inflitte al cadavere. Secondo i resoconti storici, dopo la battaglia i vincitori spogliarono il corpo del re, lo caricarono su un cavallo e lo esposero in piazza a Leicester. Questo, commenta la Appleby, “potrebbe aver esposto il cadavere alle ferite da umiliazione”.

(EPA/HO)

(EPA/HO)

Lo scheletro di Riccardo III ricomposto dagli studiosi. L’esame dei resti ha svelato che Riccardo era un uomo di corporatura esile che soffriva di scoliosi idiopatica dell’adolescente, una curvatura della colonna vertebrale (visibile nella fotografia) che insorge dopo i dieci anni d’età e che potrebbe aver causato gravi dolori di schiena al re.

La descrizione coincide con quella tratteggiata da John Rous, storico inglese contemporaneo del re. Secondo Rous, il re era “esile di corporatura e scarso di energia”. Shakespeare probabilmente esagerò queste caratteristiche dipingendo il re come un gobbo deforme e malvagio.

(Gavin Fogg, AFP Photo)

(Gavin Fogg, AFP Photo)

Due uomini vestiti da guerrieri medievali rendono omaggio al luogo dove è stato ritrovato il corpo di Riccardo III, a Leicester. Quando sarà terminato lo studio dei resti, il governo britannico ha annunciato di volerli seppellire nella cattedrale della città. Sarebbe una rivincita postuma per il sovrano più disprezzato della storia inglese.

National Geographic

Università di Leicester

3 commenti leave one →
  1. Gabriella Poggi permalink
    febbraio 25, 2013 12:06 pm

    Queste scoperte sono affascinanti perche’ rendono la storia un perenne presente. Incredibile la coincidenza con la scoperta del sangue di Luigi XVI in una zucca conservata in Emilia e confrontata al DNA di Enrico IV

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  2. Pao permalink
    febbraio 25, 2013 3:09 pm

    Più vedo i resti mortali di Riccardo III e più penso alla riflessione di Carl Sagan; come non dargli ragione 😐 (http://it.wikipedia.org/wiki/Pale_Blue_Dot#Riflessioni_di_Sagan)

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  3. DomenicoC permalink
    febbraio 26, 2013 10:22 am

    a giudicare dalla composizione dello scheletro dovevano averlo gettato nella fossa ancora con le mani legate e senza misurare adeguatamente la lunghezza della sepoltura, per la piegatura del collo; queste cose fanno rabbrividire, aveva un leggero prognatismo e gli mancavano due denti, la piegatura del rachide poi è incredibile….una prova ulteriore della fedeltà di Shakespeare e della vox populi!

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