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Cinema preistorico

giugno 16, 2012

L’archeologo dell’Università di Tolosa-Le Mirail Marc Azéma e l’artista Florent Rivère pensano che gli animali dipinti nelle famose grotte paleolitiche di Chauvet e La Baume Latrone siano in realtà raffigurati in movimento.

In alcuni casi le immagini sembrano dei fotogrammi in sequenza, hanno scritto nella ricerca pubblicata sulla rivista Antiquity.

Gruppo di cavalli, disegnato nella grotta Chauvet (wikipedia)

(wikipedia)

Azéma e Rivère hanno studiato per 20 anni le tecniche di animazione dell’Età della pietra. “Gli artisti dell’Età della pietra volevano dar vita alle loro immagini”, dice Azéma. “La maggior parte delle pitture rupestri mostra animali in azione”. E la tremolante luce delle torce non avrebbe che aumentato il senso di movimento.

A Chauvet c’è una pittura lunga 10 metri che rappresenta una scena di caccia: la storia inizia mostrando alcuni leoni, con le orecchie all’indietro e a testa bassa, che inseguono la preda. Dei mammut e altri animali appaiono nelle vicinanze. In una seconda sezione della pittura, un branco di 16 leoni, alcuni disegnati più piccoli per sembrare più lontani, corrono verso i bisonti in fuga.

Chi li dipinse voleva mostrarli in movimento, dice Azéma. Un bisonte a otto zampe, per esempio, è il risultato della sovrapposizione di due immagini della creatura in posizioni diverse per farlo sembrare in corsa.

(M. Azema, J. Clottes, Chauvet Cave scientific team)

In Francia, 53 immagini in 12 grotte sono delle sovrapposizioni di due o più immagini per rappresentare la corsa, il sollevamento della testa e l’agitazione della coda. Nelle famose Grotte di Lascaux, 20 animali sono stati dipinti con molteplici teste, gambe o croce.

Nel 2007, Rivère aveva identificato nei siti di Francia e Spagna i primi taumatropi. Lì infatti erano stati rinvenuti dei dischi di pietra e osso, solitamente con dei fori centrali, con incise ai lati opposti le immagini di animali seduti e in piedi. Facendoli ruotare con una corda di tendini al centro, li avrebbe messi “in movimento”.

Science News

Antiquity

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