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Tombe di epoca romana nei cantieri box in Sant’Ambrogio‎

febbraio 16, 2012

La tomba è scavata nella terra nuda, lo scheletro è adagiato in una nicchia, i resti appaiono ben conservati. Da questa sepoltura si può provare a ricostruire come fosse il cimitero che tra il IV e il V secolo, in epoca tardo romana, si trovava appena oltre le mura della città.

I resti sono affiorati nel cantiere del parcheggio interrato accanto alla basilica di Sant’Ambrogio, isolati, fotografati e catalogati dagli esperti della Società lombarda di archeologia. È una scoperta delicata, preziosa ma ampiamente prevista, che arricchisce il tesoro di tracce e frammenti accumulato in questi anni di lavori: «Abbiamo già recuperato una novantina di tombe» chiarisce Anna Ceresa Mori, ispettrice della Soprintendenza per i Beni archeologici.

(Fotogramma)

(Fotogramma)

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Quest’ultimo ritrovamento riaccende però la polemica sui box. Italia Nostra e il comitato «Salva la piazza» (leggi l’intervento di Luca Carra) si appellano al Comune: «Fermi subito le ruspe, eviti lo scempio del patrimonio storico di Milano». La replica è garbata, ma ferma: «I lavori non saranno bloccati».

La necropoli è nascosta e conservata tra i 3,5 e i 4 metri sotto terra. Da 1.700 anni. Ambrogio, che fu vescovo di Milano dal 374 d. C. alla morte, decise di edificare la Basilica Martyrum proprio nell’area in cui erano state seppellite le vittime cristiane delle persecuzioni. La localizzazione è segnata nei testi ed evidenziata sulla mappa delle zone sensibili dal punto di vista archeologico. «Sono tombe senza corredo né struttura», ribadisce Ceresa Mori: «I resti ossei vengono asportati, immagazzinati, ma ci dicono ben poco. Al più sono interessanti per eventuali studi antropologici e scientifici».

(Fotogramma)

Gli esperti le definiscono «tombe povere», difficili da datare. Le prime sono emerse tra il 2005 e il 2006, durante la fase dei saggi archeologici preliminari che hanno anticipato l’apertura del cantiere pesante. L’ultima, lunedì: «È una sepoltura non monumentale, già bonificata — spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Lucia Castellano —. Ho chiesto una relazione tecnica alla Soprintendenza per accertare che tutto sia a posto. Ma i lavori andranno avanti». Sul «valore» del cimitero si confrontano e si combattono due visioni culturali alternative. Favorevoli e contrari. Peana in difesa del progetto e ricorsi in Tribunale. Italia Nostra ha presentato un nuovo esposto in Procura, a dicembre, denunciando l’ipotesi di reato di «danneggiamento su cosa d’interesse storico». L’azione del comitato no-box, firmata da Luca Carra e Jacopo Gardella, ha il sostegno — tra gli altri — di Cini Boeri, Salvatore Settis, Carlo Bertelli e Pierluigi Cervellati: «Mi auguro — dice Carra — che questa scoperta convinca l’assessore Castellano a bloccare il cantiere».

Monsignor Erminio de Scalzi, vescovo ausiliare e abate di Sant’Ambrogio, si smarca dalla polemica. La posizione della Chiesa milanese, però, è chiara: si realizzi presto il parcheggio, oppure si blocchi subito. L’agonia di Sant’Ambrogio è iniziata con l’ex giunta Albertini nel lontano anno 2000. La convenzione del Comune con l’impresa privata (la Borio Mangiarotti di Claudio De Albertis, leader dei costruttori Assimprendil e neopresidente della Triennale) risale al 20 aprile 2006 e i lavori sono partiti il 22 novembre 2010. Il progetto — 234 posti a rotazione e 347 privati, un project financing da 20,4 milioni di euro — è stato indagato dalla Procura, modificato, sdoganato da una commissione di saggi, approvato dalla vecchia giunta di Letizia Moratti e confermato dall’attuale amministrazione Pisapia. Il tabellone elettronico installato sul cantiere «informa che mancano 633 giorni» alla consegna dei box e all’inaugurazione dell’isola pedonale.

(Fotogramma)

Corriere della Sera

Aggiornamento: Ho tolto il riferimento ai martiri cristiani nel titolo. È infatti opportuno attendere una più precisa datazione e analisi prima di definirli come tali, visto che le persecuzioni finirono agli inizi del IV secolo.

Grazie a Franco P. per la segnalazione.

2 commenti leave one →
  1. Stefanai permalink
    febbraio 17, 2012 4:11 pm

    Salve!C’è la possibilità di firmare la petizione on line?Grazie e complimenti per il Quotidiano sempre molto interessante!
    Stefania

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  2. giacomo permalink
    febbraio 21, 2012 10:49 am

    beh: ormai, è un fatto storico che nel ns. paese della cultura antica, come questi reperti archeologici non importano nulla. Purtroppo, vi sono personaggi che si interessano solo a speculazioni edilizie ed a intascare dei soldi. Sono sorpreso anche dalla nullità del Monsignore che “nicchia” su tal caso. Considerando che il “lume” Monti ha tolto l’otto per il mille alla Chiesa, si può capire l’interesse della Chiesa di Sant’Ambrogio a incassare dei sporchi soldi. Tutto è un bello schifo globale!

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