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Il mistero dell’etrusco sepolto nel vino

febbraio 9, 2012

Steso sul fondo di un pozzo a nove metri e mezzo di profondità, su un letto di vasi di ceramica un tempo contenenti vino, e coperto da un grande orcio.

Ha il sapore di un mistero, il ritrovamento di uno scheletro umano nel sito etrusco di Montereggi, nel Comune di Capraia e Limite, teatro di un insediamento urbano del III secolo avanti Cristo che da alcuni anni è oggetto di scavi condotti dal museo archeologico di Montelupo in collaborazione con l’università di Siena.

(gonews.it)

Le anfore ritrovate in fondo al pozzo di Montereggi (gonews.it)

Le operazioni di scavo, di cui a ottobre si è conclusa la settima campagna, sono già state in passato al centro delle cronache per scoperte importanti come quella, nel 2010, di una lastra con una figura femminile sul fondo di una cisterna per l’acqua. Questa, però, è la prima volta che ad emergere sono dei resti umani: circostanza tanto più insolita per gli studiosi in quanto la legge in vigore all’epoca – la cosiddetta “Legge delle 12 tavole” romana, non difforme però, dalle usanze etrusche – vietava severamente i seppellimenti in area urbana. Nessun caso noto fino ad oggi, inoltre, riguarda la sepoltura di un uomo in un pozzo. Ma a rendere misterioso il ritrovamento concorrono tanti altri particolari.

Lo scheletro appartiene a un individuo adulto, maschio o femmina, che è stato calato nel pozzo presumibilmente già morto, dopo essere stato inserito in un sacco a mo’ di sudario. Il dato più curioso è che sotto i resti è emersa una quantità significativa di vasi utilizzati per il consumo di vino, che al loro interno conservavano una cospicua quantità di resina: un elemento che fa pensare a un grande banchetto, probabilmente collettivo, che avrebbe preceduto la deposizione.

Al contempo, la copertura del corpo con pietre, laterizi e il grande orcio testimonierebbe la volontà di tenere “ben fermo” il defunto. Lo scheletro si trova adesso nel laboratorio di antropologia umana della Soprintendenza archeologica regionale, dove sarà restaurato e studiato per individuarne l’età genetica e definire l’evento della morte. E’ probabile che sarà esposto al museo di Montelupo, insieme agli altri reperti, non prima della prossima estate.

L'area archeologica di Montereggi (gonews.it)

(gonews.it)

La Repubblica

gonews.it

2 commenti leave one →
  1. francesco permalink
    febbraio 10, 2012 12:46 pm

    che mistero…..e se molto più prosaicamente si trattasse di omicidio? l’hanno accoppato (probabilmente verrà fuori una frattura nel cranio), l’hanno messo in un sacco e calato nel pozzo..e poi coperto per bene di cocci affinchè non fosse visibile….perchè i cocci di orci? perchè erano materiali già presenti nel pozzo…e per dare continuità all’abitudine di gettare tali materiali hanno usato cocci pure loro…

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  2. marzo 3, 2012 6:22 pm

    Concordo…. o forse s’è fatto fare una maechetta da un suo compaesano, gli è venuto un infarto e quello è scappato… quo vadis?

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