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Le statuette spezzate di Keros frutto di un rituale?

giugno 14, 2011

Dire che è un mistero archeologico è un eufemismo: perché frammenti di statuette dell’Età del bronzo bellissime, ma deliberatamente spezzate, sono state sepolte in fosse poco profonde su una piccola isola greca rocciosa principalmente abitata da capre?

I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno publicato uno studio che getta luce sul mistero di 4.500 anni di Keros, una minuscola isola delle Cicladi nel Mar Egeo.

Sembra Keros fosse la destinazione cerimoniale di un rituale che coinvolgeva gli isolani, i quali rompevano beni preziosi e facevano un pellegrinaggio con questi frammenti per poi sepellirli.

Scavi a Keros (Cambridge University)

(Cambridge University)

(Cambridge University)

“È piuttosto notevole”, ha detto il professor Colin Renfrew, che ha condotto gli scavi più recenti. “Crediamo che la rottura di statue e altri beni sia stato un rituale e che Keros sia stata scelta come un santuario per conservare gli oggetti”.

La storia di Keros è iniziata nel 1963 con lo stesso Renfrew. L’allora studente dai capelli lunghi – ora è Lord Renfrew – era sceso sull’isola (popolazione umana: due allevatori di capre) dopo aver ricevuto una soffiata su un sito di interesse archeologico.

“Sono rimasto stupito di aver trovato frammenti di marmo di ciotole e statuette”, ha detto Renfrew. I frammenti erano di un tipo di scultura che si incontra nelle Cicladi, esempi dei quali si possono vedere al British Museum e hanno ispirato artisti come Pablo Picasso, Constantin Brancusi ed Henry Moore.

Le sculture di Keros erano quasi tutte rotte. Gli archeologi hanno trovato migliaia di frammenti di vasi di marmo e centinaia di parti di statuette, come ad esempio un paio di cosce, un braccio piegato o un piede allungato.

Gli oggetti sono rimasti là fino al 1987 quando Renfrew, ormai professore di archeologia all’Università di Cambridge, è tornato a Keros per iniziare uno scavo più serio. Questo lo ha portato alla scoperta che le rotture non erano il risultato di imprudenti tombaroli. “Era diventato chiaro che questo era un luogo molto strano”.

Nel 2006 Renfrew ha trovato un sito intatto di statuette spezzate e sepolte e i resti di un insediamento, su un isolotto a circa 100 metri di distanza, Daskaleiò (o Dhaskalio). Lì la squadra ha trovato prove di una specie di pensione dell’Età del bronzo dove i paesani in visita si sarebbero riuniti nel loro pellegrinaggio.

Gli esami geologici hanno mostrato che venne costruita con marmi di importazione piuttosto che pietra calcarea locale.

Dhaskalio, nell'antichità unita a Keros (Cambridge University)

La teoria di Renfrew è che gli abitanti dei villaggi delle Cicladi avrebbero usato statuette e ciotole in modo rituale, magari portandole in processione come le icone sono trasportate nei villaggi greci oggi.

“Dopo essere stati usati per qualche tempo, forse decenni, sarebbe venuto il [loro] tempo” ha detto Renfrew. Così furono spezzate e i frammenti portati a “uno straordinario centro rituale”.

Probabilmente gli isolani sarebbe andati a Keros a intervalli regolari, più o meno allo stesso modo in cui gli antichi greci tenevano le Olimpiadi ogni quattro anni.

“Senza dubbio era una cerimonia di rinnovamento – una nuova generazione di icone in uso e una nuova generazione di persone che crescono”.

Le tracce archeologiche suggeriscono che i frammenti furono ritualmente depositati su Keros per circa 400-500 anni, fino a circa il 2.000 a.C.

A Keros e Dhaskalio, dice Renfrew, ci sono ancora molti enigmi da risolvere.

(Cambridge University)

(Cambridge University)

The Guardian

Università di Cambridge (qui e qui).

One Comment leave one →
  1. giugno 20, 2011 7:44 am

    Thank you VERY much for this beautiful and instructive email. Capisco ma non so scrivere in Italiano. grazia.

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