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Un bilancio delle antichità rubate in Egitto

marzo 11, 2011

A distanza di un mese e mezzo dall’inizio delle manifestazioni in Egitto è possibile tracciare un quadro delle antichità rubate in Egitto; un quadro decisamente peggiore di quanto fosse apparso all’inizio e ancora in evoluzione.

La statua in legno placcato oro di Tutankhamon con l'arpione (Frank Rytell)

(eloquentpeasant.com)

Dei 18 preziosi reperti rubati al Museo Egizio, quattro sono stati ritrovati: uno scarabeo del cuore e uno degli undici ushabti provenienti dalla tomba di Yuya, la statuetta di Akhenaton e un’altra della dea Menkaret che porta in spalla Tutankhamon (la cui scultura non è ancora stata recuperata). Il loro restauro si è aggiunto a quello dei 70 reperti danneggiati rinvenuti sparsi nel museo, tra cui la statuetta di Tutankhamon sul dorso di una pantera. Proseguono invece le ricerche di altri preziosi capolavori non ancora ritrovati: la testa di una principessa di Amarna, la scultura di una scriba di Amarna, gli altri ushabti di Yuya e soprattutto le statuette di Nefertiti e di Tutankhamon con l’arpione.

A Tell el-Fara’in (l’antica Buto, in passato la capitale del Basso Egitto) lo scorso 4 marzo un gruppo di 35 criminali ha saccheggiato un deposito di manufatti. Il magazzino conteneva anche dei ritrovamenti provenienti da el-Monufia, el-Gharbia, Kafr el-Sheikh ed El-Beheira. “Come [ormai] fanno quasi ogni notte in molti siti per tutto il paese, i tombaroli sono arrivati con armi automatiche, hanno sopraffatto le guardie le guardie e sono entrati – racconta Zahi Hawass – […] I ladri hanno aperto cinque casse di oggetti […] Fortunatamente sono intervenute alcune persone riuscendo a catturare quattro dei ladri, che adesso sono detenuti”.

Altri danneggiamenti si sono registrati a el-Zoulien, dove i contadini hanno coltivato ed edificato sulla zona archeologica. Sorte simile anche per Abu el-Hummus e Borg el-Arab.

Quello che segue è un sintetico elenco di tutti gli altri avvenimenti:

Nei depositi di manufatti

  • Gli oggetti del deposito di Qantara, saccheggiato il 29 gennaio (ma 292 manufatti sono già ritornati), verranno spostati al Museo Egizio del Cairo. Si tratta di pezzi importanti, che sarebbero dovuti andare in mostra nei nuovi musei di Port Said e di Sharm el-Sheikh.
  • Saqqara è stata attaccata più volte. Molte tombe sono state aperte.
  • Il deposito della spedizione nel Dahshur del Metropolitan Museum of Art, noto come De Morgan, è stato attaccato due volte.
  • Ad Abusir i ladri sono riusciti ad entrare nel deposito di una spedizione ceca.
  • A Giza c’è stata un’irruzione nel magazzino Selim Hassan il 1′ marzo. Le guardie, disarmate, nulla hanno potuto contro degli uomini armati.
  • Violati anche dei depositi a Tell el-Basta e Wadi el-Feiran, vicino a Sharm el-Sheikh.

Gli ispettori stanno ancora controllando i siti per verificare l’esatta ampiezza dei danni.

Nei siti faraonici

  • La tomba di Ken-Amun a Tell el-Maskhuta, vicino a Ismailia, è stata completamente distrutta. Recentemente dissotterrata, era l’unica tomba conosciuta della 19′ dinastia nel Basso Egitto.
  • A Giza, vicino alla sfinge, i vandali sono riusciti ad entrare nella tomba di Impy. Hanno cercato anche di distruggere altre costruzioni e tombe di Giza senza riuscirci.
  • A Saqqara sono stati rubati blocchi iscritti e parti di una porta falsa dalla tomba di Hetepka.
  • Presi dei blocchi iscritti anche dalla tomba di Ptahshepses ad Abusir.
  • Le guardie dei siti di Nekhen hanno catturato diversi ladri.
  • Ad Assuan dei tombaroli hanno cercato di rubare una statua di Ramesse II, ma sono stati arrestati.
  • Un sito nel nord del Sinai è stato distrutto dai vandali con una pala caricatrice.
  • I tombaroli hanno attaccato Abydos quasi ogni notte; scavi illegali e fossati, alcuni profondi fino a 5 metri, hanno danneggiato il sito.
  • Resoconti di costruzioni illegali sono stati riportati vicino alla piramide di Merenra e alla mastaba di Fara’un, a Saqqara.
  • In molti siti, tra cui Alessandria, Ismailia, Saqqara, Behaira, Sharqia, Abusir e Dahshur, ci sono stati scavi illegali, alcuni dei quali sono stati effettuati di notte.

Nei monumenti islamici

  • La stazione di polizia di el-Gamalia è stata incendiata. Questa stazione assicurava che le macchine non viaggiassero sulla storica strada al-Muizz, recentemente restaurata per circa 120 milioni di euro (un miliardo di sterline egiziane). Senza la presenza della polizia, le macchine sono già tornate sulla al-Muizz.
  • A Tanta ci sono stati furti la Sabeel di Ali Bey Al-Kabir. Alcuni pezzi della vetrata sono stati trovati in possesso dei mercanti di strada.
  • Danni a porte e mobili a Kom el Nadoura, vicino ad Alessandria.
  • Al Wekhalit el Jeddawi, a Esna, i locali sono entrati cambiando i lucchetti e protestando.
  • Un gruppo di circa 50 teppisti armati ha occupato Khan el-Zeraksha, un gruppo di ville recentemente restaurate.
  • Il 14 febbraio un gruppo era entrato a Wekhalit el Haramin, a Hussein. L’esercito e la Awqaf Authority sono però riusciti a farli uscire.

“Nonostante tutti i danni e i furti avvenuti”, dice Hawass, “sono felice di comunicare che tutte le sinagoghe ebraiche e tutte le chiese e monasteri cristiani sono rimasti al sicuro e non sono stati danneggiati”.

Il problema è che guardie e forze di sicurezza disarmate sono un facile bersaglio per degli uomini armati, mentre la polizia non ha la capacità di proteggere ogni singolo sito, monumento e museo d’Egitto. “La situazione sembra ancora molto difficile oggi – spiega Hawass – e stiamo cercando di fare il meglio per assicurarci che polizia ed esercito ristabiliscano una piena protezione al patrimonio culturale del paese”.

Fonti: drhawass.com (qui e qui).

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