Il Danevirke (Danewerk, in tedesco) era un vallo di 30 chilometri eretto tra la città di Hollingstedt, sul fiume Treene, e la località commerciale di Haithabu (o Hedeby), sul Mar Baltico. Rappresentava una sorta di cerniera tra i territori vichinghi, a Nord, e l’Europa carolingia, a Sud.
Venne costruita dai Vichinghi nell’VIII secolo d.C. nell’odierno Schleswig-Holstein (la regione tedesca che confina con la Danimarca) per difendersi dai Franchi.


L’unica porta esistente nel vallo è stata però riportata alla luce solo adesso, quando si è potuto finalmente demolire il vecchio albergo che ne ostruiva l’accesso.
“La dimensione storica della scoperta è enorme: questa porta è qualcosa di unico, non ce n’è un’altra simile”, dice archeologo che ha coordinato i lavori, Martin Segschneider.
La porta nel vallo vichingo, denominata “Wiglesdor”, aveva una larghezza di 5-6 metri, si trovava vicino a Haithabu ed aveva al suo fianco un’osteria con annesso bordello.


Per secoli la Wiglesdor ha rappresentato il punto di passaggio obbligato per gli eserciti che volessero avventurarsi in Scandinavia o scendere nell’Europa continentale. E non solo: la porta venne infatti costruita nel punto di intersezione tra il Danewerk e la Ochsenweg («via dei buoi»), la più importante arteria commerciale dell’epoca in questa zona.
I traffici vertevano intorno alla città di Haithabu: qui i carichi delle navi in arrivo dal Mar Baltico venivano trasferiti su alcuni carri e trasportati fino al fiume Treene, da dove proseguivano il viaggio verso il Mare del Nord.

“Per i danesi rappresenta un monumento nazionale», ricorda Segschneider.
Secondo gli archeologi tedeschi, il vallo sarebbe stato inizialmente costruito dai Frisoni, ma l’opera sarebbe stata poi portata a compimento dai Vichinghi, dopo che questi avevano assunto il dominio della regione. Negli annali vichinghi dell’anno 808 è scritto che il re danese Goffredo aveva infatti deciso di “proteggere con un vallo il confine del suo regno con la Sassonia”.