Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science, un rituale della civlità Moche (o Mochica) prevedeva l’esposizione dei loro morti a degli insetti che mangiavano i cadaveri.
Gl autori della ricerca J.B. Huchet, dell’Università di Bordeaux e Bernard Greenberg, dell’Università dell’Illinois di Chicago, hanno descritto una particolare sepoltura presso il sito di “Huaca de la Luna“, un tempio in mattoni di adobe oggi situata in Perù.


Nella sepoltura sono stati trovati i resti di un uomo sui vent’anni, cinque ornamenti di rame nella sua bocca e quattro recipienti.

Lo studio rivela che “lo scheletro era incompleto e che era stato messo in disordine prima [del suo ritrovamento]: l’avambraccio sinistro e la parte inferiore delle gambe (‘lower legs‘) erano del tutto scomparsi, e l’omero destro era stato rimesso sul lato sbagliato. Con tutta probabilità, questo disordine è dovuto alla riapertura della tomba da parte dei Moche, e non da tombaroli che avrebbero preso gli oggetti della tomba per venderli, [senza] perdere tempo con lo scheletro”.
Nella tomba erano disseminati i resti degli insetti, tra cui quelli di almeno 200 mosconi, oltre a coleotteri e altri insetti mangiatori di carne. Le rappresentazioni artistiche nel sito comprendono scene di questi insetti intorno a scheletri e prigionieri di guerra che erano probabilmente sacrificati a Huaca de la Luna.
Gli archeologi stimano inoltre che il cadavere dell’uomo venne esposto per almeno una settimana prima di essere sepolto.



Nello studio viene poi fatto un paragone tra Moche e antichi Egizi sul modo in cui le due culture vedevano questi insetti.
Gli Egizi – scrivono – facevano ciò che potevano per prevenire la distruzione del cadavere, tra cui allegare preghiere scritte con il corpo e praticare l’imbalsamazione. Gli Egizi “speravano” che il ka avrebbe accompagnato il corpo del defunto nell’eternità, mentre i Moche esponevano deliberatamente il corpo agli insetti con la “speranza” che questi portassero con sé l’anima o lo spirito del defunto.

La civiltà Moche fiorì all’incirca tra il 100 e il 750 d.C. sulla costa nord del Perù, tra le Ande e il Pacifico.
Huaca de la Luna fa parte, insieme a Huaca del Sol, del complesso archeologico Huacas de Moche (o Huacas del Sol y de la Luna). Tra i due templi, ai piedi del monte Cerro Blanco, si trovava la città.


Fonti: Science Fair – USA Today, Journal of Archaeological Science.