Il mistero di Gobekli Tepe

(Berthold Steinhilber/Laif-Redux)

Göbekli Tepe è un sito archeologico in cima ad una collina a 10 km da Urfa, nella provincia di Sanliurfa (Turchia).

Venne costruito circa 11000 anni fa e si pensa che sia il luogo di culto più antico del mondo mai scoperto.

Sono stati rinvenuti quattro recinti circolari, delimitati da enormi pilastri in calcare pesanti oltre 10 tonnellate ciascuno.

Fino a non molti anni fa, i ricercatori consideravano questo sito un semplice cimitero medievale.

(Sean Paul Kelley)
(Hurriyet)
(Berthold Steinhilber)
(Berthold Steinhilber)

Al suo interno sono state recuperate circa 40 enormi pietre la cui presenza in più strati rocciosi indica che l’attività ebbe luogo per diversi millenni. La maggior parte sono incise e vi sono raffigurati diversi animali.

(Berthold Steinhilber)
Pietra con incisioni raffiguranti avvoltoi e, in basso, uno scorpione (Berthold Steinhilber)
(Berthold Steinhilber)

Una teoria sullo scopo di questo insediamento è quella dell’archeologo tedesco Klaus Schmidt (che ha scavato il sito per diversi anni), secondo cui “fu la forte spinta alla venerazione che unì l’umanità nei primissimi conglomerati urbani”.

Il punto è che non è certo che si tratti di un tempio.

(Berthold Steinhilber)

All’epoca, i problemi principali degli uomini erano quelli relativi a sostentamento, predatori e condizioni atmosferiche. Raggrupparsi in un insediamento poteva, perciò, essere stata semplicemente un’esigenza generata da questi motivi, invece che da quelli religiosi (personalmente non penso che gli antichi facessero una gran distinzione tra questi aspetti, ndr).

L’altra teoria, spiegata da Helen Atkinson su Heritage-Key, vede in Göbekli Tepe un’arena o uno spazio d’intrattenimento. Questo perchè, direbbero gli antropologi, gli esseri umani “competono per stabilire chi porta il miglior materiale genetico”; e a ciò servirebbero i ‘giochi’ e le strutture loro dedicate.

La Atkinson, presupponendo che la religione sia un prodotto dell’uomo, pensa che gli antichi abitanti di questo sito prima di costruire strutture religiose avrebbero cercato interazioni umane – come farebbero dei bambini.

Quindi, nel caso Göbekli Tepe fosse stato un tempio, allora dovrebbero comunque esistere tracce di abitazioni (di una certa complessità, suppongo) molto più antiche.

Un pilastro raffigurante una volpe (Zunkir)
Un'altra volpe (Berthold Steinhilber)
Altorilievo a forma di animale (wiki)
(Berthold Steinhilber)
(smithsonian.com)

Fonti: Heritage-Key; Newsweek; Smithsonian; Hurriyet.

Aggiornamento: Della scoperta e del significato di Göbekli Tepe ha parlato il professor Klaus Schmidt, il direttore dei primi scavi nel sito per conto dell’Istituto archeologico germanico.

17 pensieri su “Il mistero di Gobekli Tepe

  1. Impressionante. Davvero impressionante. Quello che colpisce di più è la forma di quei volatili, o di rettili volanti o di forme di animali ormai estinti che sembrano proiettare l’interesse scientifico e l’immaginazione a ere geologiche ben più remote di 11.000 anni fa. E’ impressione giusta la mia?
    Spero vivamente di poterne conoscere di più. Vitale Scanu

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    1. È un sito eccezionale. Non sono in grado di identificare tutti quegli animali, ma personalmente mi colpisce molto la struttura stessa di quel luogo e quelle strane pietre a forma di T.

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    2. Ciao, cercare di estrapolare dalla fantasia umana testimonianze di un antico e sconosciuto passato è una forzatura. Sono forse esistiti animali antropomorfi tipo quelli istoriati nei capitelli medievali? (si veda ad esempio http://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_delle_Metope) O forse sono esistiti i draghi dalla testa di serpente immortalati nella Porta di Ishtar (http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_di_Ishtar). Guardiamo e apprezziamo queste meravigliose opere d’arte, senza leggere più di quello che c’e’ scritto.

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  2. ho scoperto gobekli tepe tramite il romanzo di tom knox, il segreto delle genesi.
    ciò che mi ha colpito è a quale epoca remota risalga questo complesso monumentale, di cui mi pare, sia stata portata alla luce solo una minima parte.
    ma la cosa sorprendente è stata la scoperta di una cultura preistorica ancora più remota nel bacino del fiume amur, attuale frontiera russo-cinese, di cui come per gobekli tepe se ne sa pochissimo al di fuori degli addetti ai lavori.
    su quest’ultima, sempre citata da knox e da lui messa in correlazione con gobekli tepe, con ipotesi criptozoologiche tutte da dimostrare, non sono riuscito a trovare nessun articolo in italiano.

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    1. Ho cercato un po’ di informazioni ma ho trovato solo una vaga descrizione di un sito preistorico sul fiume Amur (apparentemente normale, vedi qui e qui) e altri cenni sull’Amur neolitica (qui).
      Puoi essere più preciso? Il sito sembra molto interessante ;).

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  3. su internet si trova questo:

    the earliest centres of pottery origin in the russian far east and siberia; review of chronology for the oldest neolithic cultures.
    Yaroslav V.Kuzmin.

    si tratta di un dettagliato sunto degli scavi e della datazione di queste culture.
    è l’articolo più dettagliato che ho trovato al riguardo.

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  4. la cosa sorprendente è la datazione di queste culture: 14500-12000 a.C!
    e in un’area che, a differenza di gobekli tepe, era gelida, forse ancora più di oggi.
    non solo.
    se vedi su wikipedia la cultura jomon, la più antica del giappone, anch’essa risale al 14000 a.C. circa! e gli studiosi, allo stato attuale delle ricerche, pensano che gli jomon siano gli antenati degli Ainu.
    l’archeologa giapponese Junko Habu, sostiene che la cultura jomon può aver avuto origine proprio dalla cultura della valle dell’Amur!

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  5. La cosa più affascinante è questo articolo stesso: veder profilarsi un’umanità che *nasce* in virtù in un comune senso religioso inorridisce e cerca di metterci del suo per scporcare un pò buttando la i cacciatori raccoglitori non avvano tempo di cercare di contattare il loro creatore che già allora avvertivano come la cosa più importante… per la mia visione del mondo non trovo nulla di strano di gobekli tepe ma lo troverò sempre nei tentativi, anche maldstri, di voler a tutti i costi negare l’evidenza 🙂

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  6. questi ritrovamenti ci fanno intendere che noi non conosciamo affatto il ns passato e la storia che ci viene raccontata dai testi è per larga parte una raffazzonatura della verità
    Loris D.

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  7. Non vedo niente di male nel fatto che potremo trovarci davvero alla riscrittura della storia canonica, o meglio, una revisione di quello che ci hanno detto-insegnato sin’ora. Tutto quello che sappiamo del nostro passato è solo quello che ci viene trasmesso istituzionalmente.. eppure, ovunque nel mondo ci sono resti di molto altro..
    Mi permetto un punto di partenza che, per me, è stato molto interessante: la datazione della sfinge di giza e del sito archeologico risale al 14.000 – 12.000 a.C., studi e ricerche già lo dimostrano!

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  8. Il Secolo XIX del 5 dicembre ha dato notizia della presentazione a Chiavari del libro: “Gobekli Tepe. Costruirono templi 7000 anni prima delle piramidi”. Durante la conferenza ho potuto ascoltare dalla viva voce del dr. Roberto Maggi, archeologo della Sovrintendenza di Genova, che egli non poteva credere al ritrovamento di manufatti complessi di popoli cacciatori-raccoglitori perché la linea ufficiale dell’archeologia era che simili capacità potessero essere accreditate a popolazioni più evolute perché avevano scoperto l’agricoltura. Ciò appare un sintomo di chiusura mentale, specie dopo aver dovuto prendere atto dei contenuti di paleoastronomia di Lascaux (cielo al solstizio estivo) e dell’Abris Blanchard (posizioni della Luna nelle due lunazioni antecendente e conseguente all’equinozio di Primavera – applicazioni precise del metodo scientifico di migliaia di anni più antiche, perché Lascaux risale al 16 500 a.C. e Blanchard al 35 000 a.C.).

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  9. Vorrei chiedere a chi è nelle possibilità culturali di darmi una risposta attendibile se si è proprio sicuri che il complesso di GT sia stato eretto più o meno 11.000 anni fa.

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    1. certo che si è sicuri! puoi fare un copia incolla del nome, per esempio, del professore tedesco che lo sta studiando, troverai la pagina della sua università e del suo scavo ciao
      Paolo
      p.s. ti facilito la ricerca: Klaus Schmidt

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