Freddo e carestie nelle colonie nordiche

Una nuova ricerca rivela quanto fosse stata cattiva l’idea di colonizzare la Groenlandia e l’Islanda più di un millennio fa: le temperature medie in Islanda si abbassarono bruscamente di quasi 6 gradi già nel secolo successivo all’insediamento nordico dell’870 circa.

Viaggi vichinghi (photobucket.com)

I ricercatori hanno eseguito dettagliate misurazioni degli isotopi dell’ossigeno contenuti all’interno di 26 conchiglie di molluschi recuperati in diversi strati di sedimenti.

Il rapporto tra l’ossigeno-16 e l’ossigeno-18, che varia a seconda della temperatura dell’acqua, può infatti misurare quanto caldi o freddi fossero gli oggetti in questione.

Si è così scoperto che le conchiglie mostrano grandi variazioni sia all’interno degli anni, sia da anno in anno.

Per esempio, la variabilità delle temperature d’inverno aumentò tra il 990 e il 1120 – un periodo in cui le documentazioni scritte suggeriscono il fallimento occasionale delle colture.

Dal 1250 il clima diventò più caldo, raggiungendo i 19 gradi in estate; tuttavia, solo dopo pochi decenni, le temperature cominciarono ancora a scendere.

Lo studio, pubblicato su PNAS e condotto dal geochimico William Patterson, dell’università canadese di Saskatchewan, non dà per certo una correlazione tra diminuzione delle temperature e la carestia che colpì quei luoghi, ma queste informazioni possono comunque essere d’aiuto agli storici.

Sebbene l’Islanda continuò a rimanere abitata, la Groenlandia venne abbandonata all’inizio del XV secolo.

Fonte: Science News

Share

Lascia un commento