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La casa dei Tarquini a Gabii

febbraio 26, 2010

Vista di Gabii dal bordo del cratere vulcanico (Gabii Project)

Sui pendii di un cratere vulcanico spento sono stati trovati i resti di ciò che potrebbe essere stata la residenza del principe etrusco Tarquinio Sesto, il figlio dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo.

Il palazzo è stato scoperto in cima ad una collinetta di Gabii, 20 km da Roma, grazie all’intuito dell’archeologo Stefano Musco. Si trova nel sito dell’antica necropoli, dove, secondo la leggenda, vennero educati Romolo e Remo.

L’edificio viene datato al VI secolo a.C. e vanta i muri intatti più alti mai trovati in Italia: 2 metri.

(ANSA)

L’archeologo Marco Fabbri, dell’Università di Tor Vergata, dice: “Di certo c’è che quella casa regale ad un certo punto venne distrutta, o, meglio, venne smontato il tetto monumentale e gli ambienti vennero seppelliti fino a lasciare solo un tumulo di pietre. Una fortuna. Perchè proprio quel seppellimento ha consentito alla reggia di arrivare praticamente intatta fino a noi”.

Fabbri e colleghi pensano che la residenza venne furiosamente demolita, probabilmente durante la rivolta Romana nel 510 a.C. che portò alla cacciata dei Tarquini da Roma e all’instaurazione della Repubblica Romana.

(benvegnù-guaitoli/Corriere)

Finora gli scavi hanno portato alla luce:

  • Tre stanze non collegate che probabilmente si aprivano su un grande portico.
  • Sotto il pavimento in pietra, otto fosse intatte per i sacrifici rituali fatti per inaugurare il cantiere. In cinque di queste i corpi di altrettanti bimbi nati morti.
    Non erano sacrifici umani, ma indicano comunque l’importanza della casa.
  • Un frammento di terracotta del tetto che reca l’immagine del Minotauro, un emblema dei Tarquini.

(Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Roma)

Tarquinio Sestio è noto per aver violentato Lucrezia, moglie di suo cugino Lucio Tarquinio Collatino. Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.) narra che poi Lucrezia, vinta dal dolore e dalla vergogna, si accoltellò (Liber I, 58, 6-12).

La sua morte fece scoppiare la rivolta che mise fine al regno di Tarquinio il Superbo e alla vita di Tarquinio Sesto.

“La popolazione di Gabii uccise Sesto dopo che entrò nella città. Non è una coincidenza che il sontuoso edificio venne distrutto intenzionalmente all’incirca in quest’epoca”, dice Fabbri.

Il professore di archeologia classica dell’Università del Michigan, Nicola Terrenato, aggiunge: “Il potenziale archeologico di Gabii è enorme. È una delle città più grandi del Lazio, e non è per niente ostacolata da costruzioni più tarde”.

“Quando uno pensa che ciò che è stato scavato finora è solo molto meno del 10% della città, è chiaro che ci sono molte altre scoperte in serbo”.

Terrenato sta conducendo un altro progetto archeologico proprio a Gabii: il Gabii Project.

Si cerca ora di trovare il tetto e gli altri ambienti della reggia. La speranza, dice il sovrintendente archeologo Angelo Bottini, è che si possa allestire un grande parco archeologico.

Fonti: Discovery; Corriere; Il Messaggero.

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