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I resti di una sinagoga a Migdal

settembre 11, 2009
Immagine della sinagoga dall'alto (SkyView)

Immagine della sinagoga dall'alto (SkyView)

La pietra con l'incisione di una menorah (AFP)

La pietra con - la prima? - incisione di una menorah (AFP)

Una delle più antiche sinagoghe mai trovate è stata dissotterrata sulla costa del Mare di Galilea, a Migdal – la città dove secondo alcuni nacque Maria Maddalena (o di Magdala). Lo stesso Gesù predicò molto in questi luoghi.

Per la direttrice degli scavi Dina Abshalom-Gorni: “È possibile che Gesù abbia pregato in questa sinagoga dato che all’epoca era un’importante città ebraica”.

Molto importante è la scoperta di una raffigurazione di una menorah, il candelabro a sette braccia del Secondo Tempio distrutto poi dai Romani nel 70 d.C. Per Abshalom-Gorni ci sono solo altre tre rappresentazioni di questo tipo. “Apparentemente, l’artista andò a Gerusalemme a vedere coi suoi occhi questo sacro candelabro”, dice.

La sinagoga venne costruita all’incirca fra il 50 a.C. e il 100 d.C. ed è una delle sole sette ad essere datate al periodo del Secondo Tempio. Il suo spazio principale, di 120 m², ha come pavimento un mosaico, mentre una pietra quadrata è adornata con la menorah posizionata sopra ad un piedistallo a base triangolare e affiancata ai lati da anfore. Sono poi stati trovati strumenti, monete e ceramiche.

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