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Le prime immagini della camera segreta della Piramide di Cheope

giugno 9, 2011

Un piccolo robot ha trasmesso le prime eccezionali immagini di alcuni segni presenti all’interno di una minuscola camera nella Grande Piramide di Giza, in Egitto, inacessibile all’uomo da almeno 4.500 anni.

Le fotografie hanno anche svelato come si presentano dentro la camera gli unici pezzi di metallo conosciuti nella piramide, e mostrano una “porta” che potrebbe portare ad un’altra camera nascosta.

(liber/flickr)

Si pensa che la piramide venne costruita come tomba per il faraone Cheope, ed è l’ultima delle sette meraviglie del mondo antico ancora in piedi. Contiene tre camere principali: la Camera della Regina, la Grande Galleria e la Camera del Re, che ha due condotti di collegamento con l’esterno.

Stranamente, però, ci sono due cunicoli, grandi circa 20 cm x 20, che si estendono dalle pareti nord e sud della Camera della Regina e si fermano a delle porte di pietra (in origine i condotti non avevano neanche l’apertura sulla Camera della Regina, i due metri di collegamento che li separavano furono infatti tagliati nella pietra nel 1872 dall’ingegnere inglese Waynman Dixon).

(New Scientist)

La funzione di questi cunicoli e delle porte è sconosciuta, ma alcuni credono che uno o entrambi potrebbero portare a una camera segreta. Il Ministro egiziano per le Antichità Zahi Hawass descrive le porte come l’ultimo grande mistero della piramide.

Molti tentativi sono stati fatti per esplorare i condotti con i robot. Nel 1993, un robot avanzò per circa 63 metri nel tunnel a sud scoprendo quella che sembrava essere una piccola porta di pietra fissata con perni metallici. Non c’è nessun altro metallo in qualsiasi altra struttura conosciuta nella piramide, e la scoperta portò ad ipotizzare che i perni fossero maniglie delle porte, chiavi o persino parti di un alimentatore costruito dagli alieni.

Poi nel 2002 un altro robot forò il blocco di pietra e filmò una piccola camera con dietro una grossa pietra e poco altro. Ora un robot progettato dall’ingegnere Rob Richardson dell’Università di Leeds e da suoi colleghi, e soprannominato Djedi dal nome del mago che Cheope consultò quando progettò la sua tomba, è avanzato nel condotto portando una fotocamera flessibile in grado di vedere anche gli angoli.

Le immagini inviate dal robot hanno rivelato geroglifici scritti in rosso e linee – forse dei segni lasciati dagli operai durante la costruzione. “Se questi geroglifici venissero decifrati, potrebbero aiutare gli egittologi a capire perché questi condotti misteriosi furono costruiti”, dice Richardson.

“I numeri scritti in rosso e i graffiti sono molto comuni in giro per Giza”, spiega Peter Der Manuelian, un egittologo della Harvard University e direttore degli Archivi di Giza al Museum of Fine Arts di Boston. “Spesso sono i marchi dei muratori o delle squadre di lavoro che indicano numeri, date o anche i nomi delle squadre”.

Montaggio delle fotografie della camera dietro il primo blocco di pietra (Djedi Team)

(Djedi Team)

Dato che la telecamera può vedere dietro gli angoli, il retro della porta in pietra è stato osservato per la prima volta, accantonando le teorie più fantasiose sui perni metallici. “Le nostre nuove foto da dietro i perni mostrano che finiscono in piccoli anelli ben fatti”, dice il progettista della telecamera Shaun Whitehead. “Dunque erano più probabilmente ornamenti piuttosto che collegamenti elettrici”.

“Inoltre, il retro della ‘porta’ è levigato, quindi deve essere stato importante. Non sembra fosse un pezzo di pietra grezza usato per fermare i detriti che entravano nel condotto”.

Il retro del primo blocco di pietra mostra i perni di metallo (Djedi Team)

Kate Spence, egittologa dell’Università di Cambridge che non ha partecipato allo studio, sospetta che poiché le strette gallerie non possono avere alcuno scopo pratico, sono quasi certamente simboliche. Dice: “I perni di metallo sembrano simboliche maniglie di una porta, e i condotti dalla Camera della Regina sono orientati da nord a sud, non da est a ovest, quindi ho il forte sospetto che la loro funzione sia simbolica e si riferisca alle stelle, non al Sole”.

Mentre la Camera del Re conteneva originariamente il sarcofago di Cheope e forse la sua mummia, la Camera della Regina probabilmente non conteneva i resti di una regina: le mogli di Cheope furono sepolte in tre piramidi più piccole. Spence ipotizza che la Camera della Regina potrebbe aver contenuto statue del Ka del faraone (dei ‘sostituti’ del corpo per ospitare il suo Ka, una parte dell’anima). Secondo questa interpretazione i condotti sarebbero stati costruiti per permettere al ka di Cheope di attraversare la vita ultraterrena.

Per quanto riguarda la seconda “porta” sul retro della camera, che non è levigata, Spence pensa che sia semplicemente la fine del condotto. “È più probabile che sia una pietra di sostegno – non ci sarà un’altra camera dietro, non ha senso”, dice. “Tuttavia è affascinante da un punto di vista simbolico, e questo tipo di lavoro ci permetterà di capire l’intenzione dietro la costruzione della piramide”.

Hawass, direttore dello Djedi project, dice che nessun’altra piramide è nota per avere cunicoli e porte come questa che, dice, indicano forse l’esistenza di una stanza nascosta: “La Camera del Re potrebbe essere stata una stanza fittizia, dal momento che la cosa più importante nella mente degli antichi Egizi era nascondere la camera sepolcrale. Una storia racconta del mago Djedi che incontrò Cheope, il quale era alla ricerca del dio Thoth in modo da poter scoprire il segreto per nascondere la sua piramide. Sulla base di ciò, forse c’è qualcosa di nascosto nella piramide”.

Il robot Djedi dovrebbe rivelare molto di più nei prossimi mesi. Il dispositivo è dotato di una serie straordinaria di strumenti, tra cui un robot “scarabeo” in miniatura che può passare attraverso un foro di 19 mm di diametro, un trapano e un dispositivo miniaturizzato ad ultrasuoni in grado di determinare lo spessore della pietra.

Il passo successivo sarà verificare se dietro la parete in fondo alla camera ci sia un’altra porta, come suggerito nell’esplorazione del 2002, o un solido blocco di pietra. “Poi andremo ad esplorare il condotto a nord”, ha detto Richardson.

La squadra si è impegnata a completare il lavoro entro la fine del 2011. Un rapporto dettagliato sui risultati dovrebbe essere pubblicato all’inizio del 2012.

New Scientist

Università di Leeds

Discovery

12 commenti leave one →
  1. Davide permalink
    ottobre 20, 2012 6:15 pm

    Mi chiedo se mai nessuno misurando i 63 metri di cunicolo in una riproduzione grafica della sezione interna della piramide abbia pensato di capire a che distanza siano la porta ed il masso dietro dalla superficie esterna e se veramente ci sia stata la possibilità di costruire una camera nascosta.
    Inoltre, estrapolando la direzione del condotto graficamente, si potrebbe individuare la posizione di una possibile uscita sulla parete esterna e verificare se davvero il condotto era costruito per uscire all’esterno.
    Se esistesse davvero una uscita del condotto, magari ora ostruita, forse si potrebbe pensare di introdurre il robot dall’esterno, calcolare il percorso e capire con l’aiuto della grafica quanta distanza c’è fra condotto in salita dalla camera della regina e quello ipotetico in discesa.

  2. Davide permalink
    ottobre 20, 2012 6:17 pm

    P.S. Ho dimenticato di marcare l’avviso di nuovi commenti, mi piacerebbe proprio sapere se interessa a qualcuno questo mistero delle piramidi

  3. Vincenzo Vavalà permalink
    novembre 16, 2012 6:54 am

    Caro Davide e dal 21 ottobre 2012 l’ultima data che ho commentato, spero se ci sei di darmi qualche risposta

    • Davide permalink
      novembre 20, 2012 10:02 am

      Caro Vincenzo

      Ho letto con attenzione l’articolo e l’ho copiato nei miei files personali, grazie per le informazioni.

      La prima cosa da fare sarà quella di studiare i geroglifici trovati per capire se indicano qualche cosa.

      Comunque malgrado i miei veri tentativi di sincronizzare la scala dello spaccato della piramide con il disegno che mi hai mandato, non ci sono ancora riuscito, di conseguenza non sono ancora riuscito a calcolare che distanza ci sia realmente tra la porticina forata e la faccia esterna della piramide.

      Questo è ciò che tentavo di fare per capire quanto spazio interno ci sia, ed eventualmente cercare di valutare se oltre il masso dopo la porticina ci fosse la possibilità di trovare una camera segreta, ma dalle foto mi pare che la distanza tra la porta ed il masso sia esigua.

      Resta il fatto che non si riesca a capire il perché di una costruzione di questo tipo.

      L’ipotesi è molto azzardata poiché il problema che si pone è se esiste davvero una camera, quali dimensioni possa avere e perché sia stata posta in una posizione irraggiungibile ed eventualmente come riuscire ad arrivare a quella camera.

      Dovremmo presupporre che da qualche parte all’interno dei muri ci sia qualche ulteriore passaggio per poter accedere fisicamente, a meno che la supposta camera non sia stata murata appositamente per contenere qualche cosa in relazione alla vita ultraterrena del faraone.

      Ma come sappiamo di faraoni li non ce ne sono mai stati, quindi sorge il dubbio del perché abbiano costruito la piramide così mostruosamente grande per non contenere nulla.

      Come dice l’articolo, una prossima mossa potrebbe essere quella di andare lungo la superficie esterna per trovare se esiste uno sbocco derivante dal canale interno; e qui che sarà importante determinare graficamente il punto di sbocco e la distanza della porticina dal muro, cosa che non sono ancora riuscito a determinare.

      Mi concederai ancora una piccola polemica a proposito della costruzione della piramide: come hanno fatto a reperire, portare dalle cave e posizionare 2800000 blocchi di pietra in 30 anni uomini dell’età del rame, e come mai oltre quell’exploit improvviso (prima non ne erano mai stai capaci) dopo non ci siano mai più riusciti.

      Cordialissimi saluti.

      Davide

  4. pasquale permalink
    agosto 17, 2013 11:02 pm

    la piramide di cheope e stata progettata con le differenze della luna terra e sole di cui si ricavano misure esattissime della piramide di cheope sia delle basi che degli angoli ,, le cui misure corrispondo a pennello,, altezza della piramide di cheope e .. 146,49756 grz di avermi letto

  5. Davide permalink
    agosto 19, 2013 7:31 am

    Caro Pasquale, continuo ad essere scettico sulla possibilità di uomini dell’età del rame di progettare e costruire un monumento simile.
    Per progettare le misure che hai esposto, ne siamo capaci ora che siamo riusciti a determinare le misure esatte con i laser.
    Devo ricordare che siamo a 3000 anni circa prima di Cristo e non esisteva certo tutta la tecnica che abbiamo ora.
    Aggiungo che per progettare una piramide come quella forse sono necessari anni di studio per determinare la posizione dei blocchi in modo da ottenere le camere, i condotti e tutto quello che contiene; non si improvvisa un lavoro di quel genere in opera, mentre la si costruisce e questo fa calare il numero di anni di costruzione effettiva da 30 a chissà quanti, forse una ventina, per posizionare tutti i blocchi necessari.
    Aumenta la mia perplessità.
    Un caro saluto a tutti.

  6. pasquale permalink
    agosto 25, 2013 7:15 pm

    caro davide a volte i calcoli semplici sono i piu combligati da svolgere ,,, se sei capace di svolgere le misure che o esposte dimmi da dove derivano e che calcolo o fatto ,,,, x dire che la piramide e 146.49756 ,,, grazie ciao

  7. Davide permalink
    agosto 26, 2013 7:48 am

    Continuo evidentemente ad essere sempre più perplesso; i tuoi calcoli, caro Pasquale, mostrano una cifra con addirittura 5 decimali e non credo proprio che gli egiziani di quel tempo abbiano avuto la possibilità di determinare una cifra come quella.
    probabilmente il tuo risultato è dovuto a qualche moltiplicazione e/o divisione fatta a computer, mezzo che allora non esisteva.
    Se vogliamo equiparare le misure della piramide a quelle ottenute matematicamente oggi, dobbiamo stare ben attenti a non esagerare perchè loro non riuscivano ad ottenere una precisione come quella.
    Comunque ciò che mi stupisce è la capacità costruttiva di un’opera simile, cosa che mi appare molto difficile per quell’epoca per la complessità costruttiva.
    Inoltre mi colpisce anche come fino a poco prima non ne erano capaci e dopo non sino più riusciti a ripetere un’opera simile, come se fosse una conoscenza momentanea acquisita improvvisamente e altrettanto improvvisamente poi persa.
    Ciao.

  8. pasquale permalink
    agosto 26, 2013 6:42 pm

    caro vincenzo e inutile fare ribatti di come o ricavato le misure ma di certo il numero e 14649756 di cui i decimali non ci sono ,,, grz di aver risposto,,, se mi sai dire dove depositarre il progetto della piramide di cheope mi fai un piacere ,,, la camera del commercio dice non si depositano calcoli o scoperte ,, e la siae idem ciao
    quel numerro sono tutte le posizione del sole e luna che la terra porta ciaoooooo

  9. pasquale permalink
    agosto 28, 2013 8:10 am

    davide la risposta non era x vincenzo ma era x te ciao

  10. Gabriele permalink
    febbraio 17, 2014 1:10 am

    Io credo che non sia solo una questione di calcoli, quelli potrebbero anche starci, la matematica è molto antica e sicuramente gli antichi erano molto piu’ bravi di noi nell’utilizzarla.
    Il problema sta nella difficoltà di realizzazione, qui’ parliamo di spostare blocchi di svariata grandezza, alcuni del peso di 70 tonnellate, è per quanto ingegnosi non riesco ad immaginare 10.000 uomini dell’eta del rame che con rampe o con corde o con qualsiasi altri mezzi, riescano a posizionare perfettamente tali blocchi ad altezze vertiginose e con una precisione millimetrica tale da non far passare nemmeno un foglio di carta all’interno.
    Questo per quel concerne i problemi di costruzione.
    Poi io come tanti crediamo che le piramidi non siano tombe dei faraoni, perchè non solo non c’è nessun riferimento attendibile che ne attesti la paternità, non c’è nemmeno un geroglifico all’interno che dimostri che siano state costruite dagli antichi egizi.
    strano, visto che i faraoni scrivevano l’intera loro vita all’interno delle tombe.
    Cheope invece, uno dei piu’ grandi e potenti faraoni, costruttore della piu’ grande opera ingegneristica umana, è cosi’ umile da non lasciare nemmeno un ricordino di se.

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