Zahi Hawass annuncia la scoperta di Aten, un villaggio accanto a Tebe, la capitale egizia

I muri a zig-zag furono impiegati nell’architettura egizia principalmente verso la fine della XVIII dinastia

Una missione archeologica diretta da Zahi Hawass ha scavato un insediamento vicino all’antica capitale d’Egitto di Tebe, oggi Luxor. È stata rinominata “L’Aten abbagliante” e acclamata “città d’oro perduta”, tuttavia non si tratta di una nuova città, non ha finora reperti d’oro e non era esattamente perduta. È effettivamente intatta sin dall’antichità, visto che gli scavi dei francesi negli anni ’30 non hanno riguardato questo sito. Ad ogni modo il ritrovamento è molto importante: il sito ha almeno 3000 anni, un’iscrizione la data al regno del faraone Amenhotep III (1391-1353 a.C.) che aveva la residenza nel palazzo di Malqata a un km di distanza. L’insediamento ospitava diverse abitazioni e attività artigianali. Venne forse abbandonato durante il regno del suo successore Akhenaton, ma riutilizzato dal figlio di questi, Tutankhamon, e poi da Ay fino ai Bizantini (III-VII secolo d.C.). Racconta Hawass: «Molte missioni straniere hanno cercato questa città e non l’hanno mai trovata. Noi stavamo cercando il tempio funerario di Tutankhamon perché i templi di Horemheb e Ay erano in questa zona».

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