




Una tavoletta di pietra scoperta nel 1993 in una grotta ad Abauntz, nel nord della Spagna, potrebbe contenere la prima rappresentazione conosciuta di un paesaggio.
Il reperto misura 12 x 15 cm ed è spesso 2 cm. Sembra mostrare montagne, fiumi, aree di foraggio e di caccia. Inoltre sono riconoscibili schizzi di stambecchi, renne e cervi.
Ci sono voluti 15 anni per decifrarlo. Per Pilar Utrilla, che ha condotto la ricerca: “Il paesaggio raffigurato corrisponde esattamente alla geografia circostante”. Una serie di tratti che tagliano il fiume vicino alla montagna potrebbero essere facili guadi, o persino ponti.
Diverse le ipotesi sullo scopo della mappa. Per i ricercatori, serviva a registrare aree ricche di funghi, uova d’uccello o selce; o forse si usava per pianificare spedizioni di caccia. Oppure per orientarsi dopo lunghi spostamenti.
Ma non tutti sono d’accordo. Jill Cook, del British Museum, afferma che reperti del genere sono stati trovati a centinaia in Europa; “Linee multiple sopra figure animali non sono inusuali nelle lastre di questo periodo”. E non crede neanche che allora potessero necessitare di mappe, vista la loro conoscenza del territorio. Conclude: “L’arte di questo periodo non include elementi di paesaggio – niente alberi, fiumi o colline – quindi l’interpretazione é molto azzardata”.
Per l’archeologo Jean Clottes invece, quei segni avrebbero connesso l’autore col mondo spirituale: la mappa riporterebbe dei significativi posti sacri.