
Le teorie sul lungo cammino che fece l’uomo moderno per andare dall’Africa all’Australia sono due: o passò per l’Asia centrale o per quella meridionale.
Una ricerca dell’ANSI condotta dall’antropologo Raghavendra Rao supporta la seconda: studiando il DNA di tribù indiane e di aborigeni australiani, hanno infatti scoperto che sono identiche due regioni del DNA mitocondriale – quello che viene passato solo dalle madri e non cambia molto nel tempo.
Per Rao e colleghi fino ad oggi non c’era mai stata una prova che dimostrasse una sosta in India; hanno poi stimato l’esistenza di un antenato comune fino a 50000 anni fa.
I resti scheletrici trovati nei pressi del lago Mungo, nello stato del Nuovo Galles del Sud, datati a 40000 (per alcuni 60000) anni fa, supportano anch’essi la teoria.
Il biologo evolutivo Jeremy Austin dice che c’erano già indicatori genetici strettamente correlati fra aborigeni australiani e popolazioni indiane e del sud-est asiatico, “ma questa è la prima volta che siamo in grado di trovare gli stessi tipi di DNA mitocondriale dentro e fuori l’Australia”.
Ora le ricerche proseguiranno studiando il cromosoma Y, quello che viene passato solo dai padri ai figli.
Qualche tempo fa sono venuti in luce i resti di antiche abitazioni aborigene. Gli archeologi le datano a circa 9.000 anni addietro: http://www.repubblica.it/scienze/2016/09/07/news/scoperte_in_australia_le_case_di_pietra_dell_era_glaciale-147324944/, http://www.theguardian.com/science/2016/sep/05/evidence-of-9000-year-old-stone-houses-found-on-australian-island .
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