1600 manufatti trafugati torneranno in Italia

AP Photo/M. Spencer Green
AP Photo/M. Spencer Green

Era il 2007 quando Joseph Sisto, un abitante di Berwyn, Illinois, chiamò la polizia per svelarle un segreto di famiglia: il possesso di circa 3500 manufatti antichi. Facile immaginare lo stupore degli agenti, che subito chiamarono l’FBI.

Dopo due anni di studi, le opere riconducibili all’Italia sono più o meno 1600, pronte a tornare nel nostro paese.

Incredibile la portata di questa scoperta, stimata fra i 5 e i 10 milioni di dollari: manufatti del 4 secolo a.C.; manoscritti di papa Paolo III e di papa Paolo V; preziosi dipinti e piccole statue; lettere di Carlo V e di Ferdinando II; e addirittura uno scritto di Benito Mussolini.

AP Photo/M. Spencer Green
AP Photo/M. Spencer Green

I Sisto tuttavia avranno di che consolarsi: secondo il Chicago Tribune non è stato possibile verificare la proprietà dei rimanenti 2000 oggetti, che quindi rimarranno agli attuali proprietari.

Nel secolo scorso Giuseppe Sisto, originario di Bari, comprò tutte queste antichità in aste in Europa, e le spedì in centinaia di casse al figlio John, perchè lui le vendesse. Ma questi se ne affezionò troppo, e tenne la collezione per sé. “Se ne innamorò. Pensava che fosse bellissima. Pensava che fosse storia.”, ricorda di lui il figlio Joseph.

Rimasta privata per lungo tempo, è solo alla morte di John che Joseph si decise a rivelarla al pubblico.

“È la cosa giusta da fare”, dice lui. “È una scoperta della storia. Non dovrebbe essere nelle mani di un uomo solo”.

Lascia un commento