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Ritrovata la biga – non antica – di Morgantina

ottobre 19, 2019

(Carabinieri del comando provinciale di Catania)

I carabinieri del comando provinciale di Catania hanno recuperato una statua di bronzo rubata nel 2017 nel cimitero monumentale della città. La statua è moderna, prodotta all’inizio del ‘900 dalla fonderia Chiurazzi. Era una copia della biga di marmo realizzata nel 1788 da Francesco Antonio Franzoni, che a sua volta aveva integrato due pezzi originali romani del I secolo d.C. (il cavallo di destra e la cassa). I carabinieri hanno arrestato gli autori del furto e altri componenti della banda prima che potessero venderla al mercato nero.

La “biga di Morgantina” sulla cappella della famiglia Sollima (La Sicilia)

Una copia moderna

La statua non proviene dal sito archeologico di Morgantina e non risale al 450 a.C., come alcuni media hanno scritto. «Se c‘è una cosa sicura al 100% è che non si tratta di un oggetto antico». Dario Palermo, professore ordinario di Archeologia classica dell’Università di Catania, non ha dubbi e aggiunge: «Una piccola riflessione sulla biga Sollima. Se non ci fosse stato qualcuno che avesse riempito giornali e mass media con la falsa notizia della provenienza da Morgantina e del suo enorme valore, forse starebbe ancora al suo posto. Bisogna riflettere prima di propagare notizie non verificate e facilmente smentibili. Ma si sa, a forza di ripetere una bugia essa assume i contorni della verità».

L’archeologo Orazio La Delfa, segretario regionale di SiciliAntica, spiega: «La biga in bronzo, probabile fusione dei primi del Novecento, è una copia ricavata da un calco del celebre gruppo assemblato dallo scultore Francesco Antonio Franzoni nel 1788 per i Musei Vaticani utilizzando pezzi antichi: la cassa, appartenuta a un carro votivo di età giulio-claudia, fu usata come cattedra episcopale nella chiesa di S. Marco a Roma. Dei due cavalli solo il cavallo di destra è antico mentre il sinistro e il resto degli oggetti fanno parte della ricostruzione del Franzoni».

La statua venne posta sulla sommità della cappella della famiglia Sollima all’inizio del Novecento. Probabilmente venne acquistata consultando un catalogo della “Chiurazzi società anonima. Fonderia, ceramica e marmeria” con sede a Napoli specializzata, come riportato sulla copertina del catalogo, in “riproduzioni di opere classiche in bronzo e marmo”. Sull’opera potrebbe essere impresso il marchio di fabbrica e magari anche l’autore della fusione. Il suo valore commerciale sarebbe di poche decine di migliaia di euro.

La biga composta dallo scultore Francesco Antonio Franzoni (1788) utilizzando pezzi antichi: la cassa, forse appartenuta a un carro votivo del I secolo e già usata come cattedra episcopale nella chiesa di S. Marco a Roma. Il cavallo di destra è antico, il resto degli oggetti appartengono alla ricostruzione operata dal Franzoni (Musei Vaticani)

(Musei Vaticani)

L’indagine

La statua era stata trafugata nel giugno del 2017 dal cimitero monumentale di Catania. I criminali l’avevano rubata con un elicottero dalla volta della cappella della famiglia Sollima. Secondo quanto si è appreso, sarebbero stati gli indagati, intercettati, a ricostruire la dinamica dell’operazione illegale, realizzata con un complice interno al cimitero. Il gruppo criminale dalla vendita dell’opera bronzea sperava di potere realizzare due milioni di euro. Una volta imbragata la biga è stata sollevata con elicottero e poi poggiata su un camion. Successivamente è stata divisa: la carrozza è stata nascosta in un garage nel Catanese, i due cavalli occultati in una stanza ‘segreta’ realizzata in una villetta privata dell’Ennese. I carabinieri hanno eseguito un provvedimento della procura nei confronti di 17 persone indagate, a vario titolo, per rapina, estorsione, ricettazione e furto di opere antiche. L’inchiesta, secondo i magistrati, ha “consentito di sgominare un gruppo criminale ad elevata pericolosità sociale, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio nelle province di Catania, Enna e Siracusa”.

Finestre sull’Arte

Sicilia Network

ANSA

Musei Vaticani

One Comment leave one →
  1. Marco bacchi permalink
    ottobre 20, 2019 10:01 am

    Un bene di tutti che ritorna tra gli amanti dell’arte .,grazie al fatto storico saluti dalla Sardegna.

    "Mi piace"

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