Il Fatto Storico

L’ISIS distrugge il tempio di Baal Shamin a Palmira

(Isis social media)

La scorsa domenica l’ISIS ha fatto saltare in aria l’antico tempio di Baal Shamin a Palmira, ormai l’ultima di una triste serie di distruzioni del patrimonio culturale da parte del gruppo jihadista.

Famosa per le sue rovine greco-romane, Palmira era stata conquistata il 21 maggio, diffondendo la paura che l’ISIS potesse appunto distruggere il sito patrimonio dell’UNESCO, come già successo in altre parti di Siria e Iraq.

Fino a domenica, la maggior parte di Palmira era stata lasciata intatta, sebbene il gruppo terroristico avesse già distrutto una statua di leone e forse minato il sito.

«Daesh (l’ISIS) ha piazzato una grande quantità di esplosivi nel tempio di Baal Shamin e poi l’ha fatto esplodere causando un grave danno al tempio», ha detto il capo delle antichità Maamoun Abdulkarim. «La parte interna del tempio è stata distrutta e le colonne intorno sono crollate».

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, un gruppo con sede in Gran Bretagna che monitora la guerra civile, ha confermato la distruzione del tempio.

Il tempio era stato costruito nel 17 d.C. ed era stato esteso sotto il regno dell’imperatore Adriano nel 130 d.C.

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Solo poco fa era stata comunicata la decapitazione del capo archeologo di Palmira. In precedenza, l’ISIS aveva giustiziato centinaia di persone nella città e dintorni, molti dipendenti del governo, e addirittura usato dei bambini per sparare a 25 soldati siriani nell’anfiteatro di Palmira.

«Le nostre più scure previsioni si sono sfortunatamente avverate», dice Abdulkarim. I jihadisti «hanno effettuato esecuzioni nell’antico teatro, hanno distrutto a luglio la famosa statua del leone di Atena…. e hanno trasformato il museo in una prigione e in un’aula di giustizia».

Il tempio di Baal Shamin prima della distruzione (Bernard Gagnon, Wikimedia Commons)

AFP