Il Fatto Storico

Il piombo non velocizzò la caduta dell’impero romano

Nell’antica Roma, non bevete come i romani. I romani di alto rango sorseggiavano bevande preparate in vasi di piombo e facevano arrivare l’acqua di sorgente nelle loro case attraverso tubi di piombo. Alcuni storici sostengono che l’avvelenamento da piombo afflisse l’élite romana con malattie come la gotta e velocizzò la caduta dell’impero.

(Chris73/Creative Commons)

Ora, un team di archeologi e scienziati ha scoperto quanto fosse contaminata l’acqua dei rubinetti romani. Il team ha scavato i sedimenti nel bacino di Portus, un porto marittimo della Roma imperiale, e in un canale che collegava il porto al fiume Tevere, quindi a Roma. I ricercatori hanno confrontato gli isotopi del piombo nei loro campioni di sedimenti con quelli trovati nelle tubazioni romane preservate, e hanno così creato un archivio storico dell’inquinamento da piombo che arrivava dalla capitale romana.

L’acqua del rubinetto della Roma antica probabilmente conteneva fino a 100 volte più piombo rispetto all’acqua di sorgente locale, scrivono i ricercatori su Proceedings of the National Academy of Sciences. Anche se la contaminazione da piombo era misurabile, il team dice che difficilmente i livelli erano abbastanza alti da essere dannosi, escludendo dunque l’acqua del rubinetto come colpevole principale nella scomparsa di Roma.

Il millenario archivio storico del team mostra notevoli cambiamenti riguardo l’inquinamento da piombo da parte di Roma in seguito a grandi eventi, quali le Guerre Gotiche del 535 d.C., le riparazioni bizantine degli abbandonati acquedotti romani nel 554 d.C., e il sacco arabo di Roma a metà del IX secolo.

Il team spiega che questa cronologia può aiutare gli storici che studiano il carattere mutevole di Roma e Portus nei turbolenti anni dopo l’impero.

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