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La bufala della scoperta del Santo Graal

aprile 14, 2014
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Anche questa Pasqua, esattamente come negli anni precedenti, è spuntata la presunta scoperta di una reliquia cristiana. Dopo i chiodi della crocifissione, i pezzi di legno della croce, l’Arca dell’Alleanza, la tomba della famiglia di Gesù, i codici di piombo ecc. ecco arrivare niente meno che il Santo Graal.

Due storici, Margarita Torres e Jose Manuel Ortega del Rio, autori del libro “Re del Graal”, hanno annunciato che un calice incrostato di pietre preziose, situato nella basilica spagnola di San Isidoro da 1.000 anni, è il Santo Graal.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

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Il direttore del museo della basilica, Raquel Jaén, ha detto che il calice è stato tolto dall’esposizione, mentre i curatori cercano uno spazio più grande per accogliere tutte le persone accorse a vederlo.

Finora era noto come il calice dell’Infanta Doña Urraca, figlia di Fernando I, re di León dal 1037 al 1065.

I due storici spagnoli sostengono che due pergamene egizie, trovate da loro nel 2011 all’Università del Cairo di al-Azhar, li hanno portati a una ricerca durata 3 anni.

Secondo i loro studi, la parte superiore del calice della principessa – fatta di agata e a cui manca un frammento come descritto nelle pergamene – è proprio il Santo Graal.

Secondo i due documenti, il calice fu rubato dai musulmani a Gerusalemme, che poi lo diedero alla comunità cristiana in Egitto. Secoli dopo, intorno al 1050 d.C., fu consegnato a Fernando, potente re cristiano, per ringraziarlo degli aiuti ricevuti durante una carestia dall’emiro di un regno della Spagna musulmana, dice Torres. Successivamente, vennero aggiunte al calice tutte le pietre preziose: perle, smeraldi, ametiste e zaffiri.

Nella sola Europa ci sono circa 200 presunti Santi Graal, ammettono i ricercatori spagnoli. Nel loro libro provano a sfatare l’autenticità di alcuni dei più noti.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

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AFP

5 commenti leave one →
  1. giusy67 permalink
    aprile 21, 2014 10:58 am

    Come poteva mai essere fatto di materiali così preziosi il calice di Cristo, Lui che “non aveva neanche dove appoggiare la testa?” follia venerare un oggetto che non vale nulla.

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    • albe66 permalink
      ottobre 24, 2021 4:51 am

      In realtà quello che chiamiamo calice è una ciotola in onice ovvero la parte scura superiore. Tutto il resto è stato aggiunto come ricopertura dal re stesso trasformando la ciotola povera iniziale in calice e ricoprendola di oro e pietre.

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  2. ottobre 6, 2014 7:53 am

    Infatti il Graal come calice contenente il sangue di Cristo è una cristianizzazione delle antiche leggende celtiche, laddove il Graal originario con Gesù non aveva nulla a che fare.

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  3. Danilo permalink
    ottobre 24, 2021 9:50 PM

    Strano che usiate il termine “bufala” come se voi aveste la Verità in tasca.
    Su Focus
    Hanno trovato indizi importanti che danno per verosimile la ricostruzione del viaggio che avrebbe fatto la piccola ciotola di onice
    Da Gerusalemme a Leon

    Ma mi inchino davanti alla vostra sapienza

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    • marco permalink
      ottobre 26, 2021 10:24 am

      Non ho un opinione sul santo graal, ma ce l’ho, e ben precisa anche, su focus tv, non sulla rivista che conosco solo di nome. Bene, su focus tv giusto iersera ho assistito alla milionesima panzana, tra tutte quelle che raccontano su quel canale. L’argomento non trattava degli Argonauti e del vello d’oro, ma per alcuni istanti hanno mezionato quel mito e sono riusciti a dire, udite udite, che il vello d’oro si trovava in Africa!!!!!!! Ora, anche i babuini sanno che il vello d’oro si trovava nella Colchide (costa orientale del Mar Nero), quindi mi chiedo : si tratta della solita ignorante propaganda anglo-americana di infimo livello?

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