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I codici di piombo sono dei falsi

maggio 2, 2011

Ultimamente sono state annunciate alcune presunte grandi scoperte archeologiche collegate a Gesù. Casualmente pubblicate proprio prima di Pasqua, con ogni probabilità si tratta di falsi.

Settanta libri di metallo, che sarebbero stati rinvenuti in una grotta in Giordania, sono stati acclamati come i più antichi documenti cristiani. Datati a solo pochi decenni dopo la morte di Gesù, alcuni studiosi hanno chiamato i “codici di piombo” la scoperta più importante della storia archeologica, e la storia è stata ripresa da importanti media.

(David Elkington)

(David Elkington)

(David Elkington)

Lentamente, però, sempre più domande sono sorte circa l’autenticità dei codici, le cui pagine grandi quanto carte di credito sono di piombo e legate tra loro da anelli di piombo. Un traduttore aramaico ha completato la sua analisi dei manufatti e ha trovato ciò che dice essere la prova incontrovertibile che sono dei falsi.

“Ho ottenuto le fotografie di tutto il testo che era disponibile e ho trascorso la scorsa settimana esaminandoli”, ha affermato Steve Caruso, un traduttore professionista e insegnante di aramaico che viene consultato dagli antiquari per analizzare le iscrizioni sui manufatti antichi.

“Ho notato che c’erano un sacco di vecchie forme di aramaico di almeno 2.500 anni. Ma erano mescolate ad altre forme più recenti, così ho guardato attentamente e individuato tutte le forme che ho potuto trovare”, ha detto Caruso. “È stato molto, molto strano – non ho mai visto questo tipo di miscuglio prima”. I testi più recenti che ha identificato, chiamati nabateo e palmireno, risalgono tra il secondo e il terzo secolo, dimostrando che i documenti non poterono essere stati scritti all’inizio del cristianesimo, ha detto Caruso.

La nuova analisi evidenzia che anche i testi più antichi sono stati scritti da qualcuno che non sapeva cosa stava facendo. “Ci sono incongruenze nel modo in cui hanno ordinato i tratti, cose che non si vedono mai. Gli scribi avevano modi molto specifici di fare le cose”, ha detto Caruso. Inoltre, diversi caratteri appaiono “capovolti” – un errore che implicherebbe che sono stati copiati in fretta e non originali.

(Steve Caruso)

Uno studioso che continua a credere nella genuinità dei codici è David Elkington, descritto dalla BBC come studioso di archeologia religiosa antica. Per mesi, Elkington ha cercato di aiutare il governo giordano a recuperare i codici da Israele, dove essi sono stati clandestinamente contrabbandati.

Elkington e il suo team hanno sostenuto che i codici mostrano immagini di Gesù con Dio, una mappa di Gerusalemme e un testo che parla della venuta del Messia. Inoltre, dicono che i libri sono stati trovati vicino a dove si pensa si siano accampati i primi rifugiati cristiani.

Tuttavia, le credenziali di Elkington non sembrano essere state approfondite abbastanza dai media: secondo Kimberly Bowes, professoressa associata di studi classici all’Università della Pennsylvania, “David Elkington non è un archeologo, non sembra occupare qualsiasi posto o altra posizione accademica, e i suoi scritti su come la risonanza acustica è responsabile delle maggiori religioni del mondo non sarebbe accettata da qualsiasi accademico o studioso io conosca”.

Finte reliquie cristiane sono relativamente comuni, dice la Bowes: “Il desiderio dell’uomo moderno di trovare prove materiali dei primi due secoli del cristianesimo è molto più forte rispetto alle vere e proprie testimonianze. Questo perché il numero dei cristiani di questo periodo era incredibilmente piccolo – probabilmente meno di 7.000 nel 100 d.C. – e anche perché essi non si distinguevano sostanzialmente dai loro fratelli ebrei”.

Fonti: Live Science, l’analisi completa di Steve Caruso.

Se qualcuno avesse un minimo dubbio sull’autenticità dei codici di piombo, tutte le altre prove che ne dimostrano la falsità sono state linkate sul blog PaleoJudaica e anche su A’ goula Blogger (e francamente sono così tante e schiaccianti che si spera di non sentire più questa storia).

Aggiornamento: un nuovo articolo della BBC solleva nuovi dubbi.

7 commenti leave one →
  1. Aezio permalink*
    maggio 8, 2011 7:05 pm

    Grazie Rick.
    Riporto una frase di quell’articolo che spiega grosso modo il suo punto di vista:

    “Ora, il problema è molto semplice: non m’interessa molto sinceramente quali onoreficenze accademiche abbia il dott. Caruso, m’interessa la sostanza di uno studio: la sostanza dice che i laboratori di Oxford e Dubendorf hanno datato il materiale al I secolo.”

    Ad ogni modo, sette dei codici sono stati recuperati dalla Giordania. Ne risentiremo parlare.

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    • carla valpiana permalink
      maggio 9, 2011 11:17 am

      voglio solo far notare che :1)la notizia che l’analisi del radiocarbonio ha datato il piombo al primo secolo e` una bufala: il C14 si fa solo su reperti organici.2) anche ammesso che il piombo sia antico, non vuol dire niente: puo` essere stato preso da sarcofagi in Pb del periodo romano.
      Negli ultimi tempi si fanno falsi su oggetti antichi, aggiungendo delle iscrizioni: dal melograno in avorio del Museo Israel, all’ossario di “Jakob fratello di Gesu`” , ecc.
      Non resta che aspettare studi piu` seri.

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  2. carla valpiana permalink
    maggio 9, 2011 2:10 pm

    dopo aver letto l’articolo di Peter Thonemann mi sembra che non ci sia piu` niente da dire. Il fatto che sia riportata varie volte, anche con errori, la stessa frase presa da una lapide del Museo di Amman : “alupe xaire Abgar o` kai Eisiôn” non lascia adito a dubbi: e`un falso. Guardando meglio, alcune “pagine” , come quella con le menoroth e le palme, o quella con mura e porte di una citta`, sembrano proprio ritagliate da sarcofagi di metallo. Puo` essere che i sarcofagi siano stati trovati nelle tombe in Giordania che si vedono nelle foto.
    Non parliamo poi dei calchi fatti su monete antiche (una perfino falsa) e sul coccodrillo di plastica…Senza entrare in merito alle iscrizioni in pseudo-ebraico/aramaico/fenicio, che sono state fatte da uno che non capisce quello che scrive. Insomma: dei falsari molto ingenui, se non analfabeti.

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  3. Giovanna Adabbo permalink
    maggio 11, 2011 6:32 pm

    Potrebbero essere anche di origine egiziana. Mi sembra strano che degli scribi abbiano potuto scrivere su basi metalliche.

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  4. maggio 25, 2011 11:42 pm

    La falsità nella risposta del dott. Vulpiana si evidenzia molto semplicemente nel fatto che il C14 non è stato fatto sul piombo ma sul materiale organico rinvenuto contestualmente ai codici: la notizia è stata approfondita nella sezione “Cultura” di LaRepubblica, e non mi risulta un comunicato ufficiale da parte del laboratorio di Oxford che abbia smentito le analisi fatte, che hanno testimoniato come la corrosione non sia falsa ma autentica. Io ho scritto che la datazione al C14 è stata fatta su un lembo di pelle, il dott. Vulpiana è pregato di leggere prima di additarmi espressioni che non mi sognerei mai neanche di pensare, essendo io un dottorando in archeologia.
    Il dott. Caruso ci spiega che siamo di fronte ad un “soup alphabet”, con testi di almeno 3 lingue diverse che vanno da 2500 a 1700 anni fa: quando su rogueclassicism gli ho chiesto in che modo spiega la demenza del falsario che fa collezione di lettere invece di prendere un testo ebraico del I secolo punto, semplicemente si è astenuto dal rispondere, ha abbandonato la discussione. Lo stesso autore del blog (noto professore e non semplice insegnante) ha dovuto leggermente recedere dalle posizioni espresse e convenire con me che non è ancora possibile dare un giudizio definitivo sulla questione. Una delle famose prove che continua ancora a circolare è quella del presunto volto di Gesù preso dalla Mona Lisa del deserto, immagine ottenuta grazie ad una sovrapposizione di livelli con Photoshop: se questa è la scienza, la ricerca scientifica, mi viene da ridere.
    Inoltre, altri autori avrebbero trovato possibili tracce di tematiche collegate con la rivolta di Bar Kochba, a testimonianza che la raccolta potrebbe non essere omogenea.
    Certo, la soluzione è che il piombo sia stato trafugato da tubature o sarcofagi: ma sapete di cosa state parlando o scrivete per ipotesi ad absurdum?

    Ora pare che la polizia Giordana abbia recuperato parte di questa raccolta di codici: sarà ben facile mettere la parola “fine” una volta che saranno resi disponibili per una analisi scientifica seria sui manufatti e non su foto recuperate tramite google… Quel giorno il resto sarà fuffa, anche quello che ho scritto io…

    Cordiali saluti,
    Simone Gianolio

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  5. Giuseppe permalink
    gennaio 18, 2015 1:50 am

    Ha ragione Simone82… Dire con assoluta certezza che sono falsi senza un’analisi scientifica seria ha lo stesso tipo di credibilità di dire con estrema certezza che sono veri, cioè nulla. E tra l’altro questo ostinato scetticismo è profondamente non scientifico.

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