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Le ultime notizie su Caravaggio

luglio 18, 2010

Quattrocento anni fa, il 18 luglio 1610, moriva sulla spiaggia di Porto Ercole Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Ritratto di Caravaggio, Ottavio Leoni, 1621

In occasione del quarto centenario dalla sua morte, Roma gli ha dedicato una “notte bianca” in cui 20 mila persone hanno potuto ammirare molti capolavori dell’artista. Nove dipinti alla Galleria Borghese, di cui due provenienti da Palazzo Barberini (Giuditta con la testa di Oloferne, Narciso), uno dalla Galleria Corsini (San Giovanni) e un altro dalla Pinacoteca Capitolina (San Giovanni). Le altre opere erano invece poste nelle tre “chiese del Caravaggio” della capitale: la basilica di Sant’Agostino con la Madonna di Loreto (detta anche Madonna dei Pellegrini); la chiesa di San Luigi dei Francesi con il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo, e la Vocazione di San Matteo; la basilica di Santa Maria del Popolo con la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.

“Alla Borghese – commenta entusiasta Rossella Vodret, soprintendente al Polo museale romano e ideatrice dell’evento – abbiamo avuto persone in fila per tre ore e mezza fino alle 3 di stanotte, lo stesso è accaduto davanti alle chiese. È stato molto bello, soprattutto perchè davanti al museo siamo riusciti a creare momenti di intrattenimento grazie agli artisti di strada impegnati a suonare: è stata una grande festa, che a Caravaggio sarebbe naturalmente piaciuta molto. Mi auguro di poter ripetere presto l’iniziativa in qualche altra occasione”.

La vocazione di San Matteo

Fanciullo con canestro di frutta

Il successo di questa “Notte di Caravaggio” segue quello dell’altra mostra a lui dedicata conclusasi lo scorso 13 giugno, che “ha registrato un record assoluto di visitatori: 580mila”, ha detto il sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali Francesco Maria Giro. “La mostra più visitata d’Italia negli ultimi 10 anni”, hanno assicurato dalle Scuderie del Quirinale.

Musici, 1594 – 1595 Olio su tela

I bari,1595 – 1596 Olio su tela

Sarebbero poi state identificate le probabili ossa di Caravaggio.

La ricerca, coordinata dal professor Giorgio Gruppioni ed effettuata dall’Università di Bologna col supporto del Cedad (Centro di Datazione e Diagnostica) dell’Università del Salento e del Centro ricerche ambientali di Ravenna, era iniziata dal cimitero di Porto Ercole, in provincia di Grosseto, dove si suppone che il pittore fosse stato sepolto nel 1610.

I ricercatori hanno escluso dal loro studio i resti di donne e bambini, i reperti non ascrivibili a un uomo di 39 anni, e hanno sviluppato una stima di compatibilità della lunghezza del femore con l’altezza di Caravaggio, che aveva una statura di circa un metro e settanta.

Hanno poi datato i campioni con l’ausilio del Carbonio 14 e verificato se nei frammenti compatibili ci fossero concentrazioni alte di piombo e mercurio (dei metalli contenuti nei colori utilizzati dai pittori dell’epoca) e confrontato il dna con quello dei presunti discendenti del Caravaggio, cioè coloro che portavano il cognome “Merisi” e “Merisio”.

Da qui hanno individuato alcune ossa che, “all’85% di probabilità”, gli studiosi ritengono essere quelle del pittore.

Silvano Vinceti con le ossa attribuite a Caravaggio (Ap)

Ci sono poi i suoi quadri, veri o presunti, recentemente ritrovati.

Il mese scorso la polizia tedesca ha recuperato un prezioso dipinto di Caravaggio: “Il bacio di Giuda”, noto anche come “La Cattura di Cristo”, un olio su tela databile tra il 1573 e il 1602 e il cui valore è stimato in oltre 60 milioni di euro.

Era stato rubato nel 2008 dal museo di arte occidentale e orientale di Odessa. I ladri stavano cercando di vendere il capolavoro a Berlino.

In passato l’attribuzione dell’opera era stata più volte messa in dubbio perché considerata una copia dell’opera di un analogo soggetto esposta a Dublino, ma da tempo ormai la critica concorda sull’attribuzione a Caravaggio.

La cattura di Cristo (Ap)

L’identificazione di un altro suo quadro è stata invece annunciata sull’Osservatore Romano. Si tratta di un quadro rimasto inedito fino ad oggi, il Martirio di san Lorenzo, di proprietà della Compagnia di Gesù.

L’attribuzione a Caravaggio, precisa il quotidiano, non è però certa: “Saranno ulteriori indagini diagnostiche e un circostanziato approfondimento documentario, stilistico e critico a fornire le risposte”, scrivono.

A questo proposito è da segnalare lo scetticismo di Rossella Vodret, che afferma: “È sicuramente una scoperta interessante, ma sono sempre più convinta che [l’autore del dipinto sia] un seguace della prima ora di Caravaggio. Comunque verificheremo”.

La prima pagina dell'Osservatore Romano del 18 luglio 2010

(l'Osservatore Romano)

C’è infine una nuova biografia dedicata a Caravaggio scritta da Andrew Graham-Dixon, noto critico d’arte e conduttore televisivo britannico.

La copertina del libro

Tra gli dettagli inediti della vita dell’artista, nel libro “Caravaggio, Una vita tra Sacro e Profano” Graham Dixon si sofferma sulla sfrenata brama sessuale di Caravaggio che condizionò estremamente la sua vita.

Nel 1606 Caravaggio uccise a Roma il giovane Ranuccio Tommasoni da Terni. Ma a differenza di quanto è stato tramandato, l’omicidio non sarebbe stato commesso né per un debito non pagato né a seguito di una lite nata durante una partita di pallacorda. Il vero motivo fu passionale: Tommasoni avrebbe sfidato a duello Caravaggio perché quest’ultimo avrebbe avuto una relazione con sua moglie Lavinia Giugoli, da cui sarebbe peraltro nata una figlia illegittima.

Secondo il racconto del critico inglese, Tommasoni avrebbe odiato Caravaggio anche per motivi “professionali”. Sebbene provenisse da un’agiata famiglia, Tommasoni era stato ripetutamente fermato dalla polizia papalina in compagnia di prostitute e segnalato come il loro protettore.  Durante il suo soggiorno a Roma anche Caravaggio esercitò la professione di lenone e per questo si attirò l’ira del rivale. L’autore rivela inoltre che Caravaggio riuscì a sottrarre dalla protezione di Tommasoni Fillide Melandroni, una delle prostitute più quotate di Roma e che divenne la musa del pittore comparendo in molti suoi celebri quadri.

“Spero con questo libro di riuscire a dimostrare il vero carattere di Caravaggio”, dichiara Graham-Dixon al Telegraph. “Non è un uomo irrazionale, come spesso ci è stato suggerito. Il pittore era solo un uomo violento che viveva in un’epoca violenta e la cui tragica storia è stata certamente una delle più straordinarie mai vissute da un’artista”.

3 commenti leave one →
  1. maurizio carucci-negri permalink
    luglio 30, 2010 7:12 am

    Caravaggio come Leonardo, affascina sempre. Sarei curioso di sapere da storici documentati il motivo della sua fuga da Malta , cioè la vera imputazione, per cui venne radiato dall’ordine dei cavalieri di Malta.
    C’è un pittore moderno, Karl Wilhelm Diefenbach (Hadamar 1851 Capri 1913) la cui vita disagiata ha delle somiglianze con quella del Merisi, anche lui subì un processo infamante e morì, in povertà. Consiglio di visionare i suoi quadri, suggestivi , di una notevole tecnica, molti sono esposti alla certosa di Capri e qualcuno si vede su Internet.
    Per me è un grande pittore ignoto, da rivalutare

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    • Aezio permalink*
      agosto 3, 2010 1:16 am

      Grazie della segnalazione. Per chi volesse, a questo indirizzo (basta cliccare sull’immagine a sinistra di “Museo Diefenbach”) si possono vedere alcuni suoi dipinti.

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      • maurizio carucci negri permalink
        agosto 19, 2011 3:43 am

        Forse la mia proposta può sembrare fantasiosa, ma non si può coinvolgere il console tedesco in Italia, o quello austriaco per trovare i fondi per una mostra su questo pittore ingiustamente dimenticato?,
        Il comune di Capri potrebbe prestare queste opere anche alla città di Vienna o di Monaco per una mostra che sono sicuro avrebbe successo se adeguatamente sponsorizzata.. Per inciso ho un amico che possiede alcuni suoi quadri e guardandoli e riosservandoli mi sono convinto delle sue notevoli capacità tecniche ed espressive.
        Sicuramente sia a Capri che a Napoli vi sono privati che posseggono suoi quadri, venduti o meglio svenduti dai suoi figli, che erano in miseria nera dopo la sua morte, nel 1913.i
        .E’ un vero peccato che un pittore di tale livello, non abbia la fama che si merita. Alcuni suoi quadri ( ma sono tutti di ottima fattura ) sono veramente suggestivi, meritano di essere esposti in qualche grande città italiana ed europea. Sarebbe un atto di giustizia

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