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	<title>Il Fatto Storico</title>
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	<description>Quotidiano di Storia e Archeologia</description>
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		<title>Il Fatto Storico</title>
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		<title>Khirbet Qeiyafa un avamposto dei Giudei?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia biblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno scavo archeologico nei pressi della biblica Gath, città natale di Golia, avrebbe portato al ritrovamento di pratiche religiose della Giudea di 3.000 anni fa collegabili alle figure dei re Davide e Salomone. &#8220;Abbiamo una città con una popolazione appartenente al Regno di Giuda&#8221;, dice Yosef Garfinkel, archeologo dell&#8217;Università Ebraica di Gerusalemme. &#8220;È totalmente diversa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9759&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scavo archeologico nei pressi della biblica Gath, città natale di Golia, avrebbe portato al ritrovamento di pratiche religiose della Giudea di 3.000 anni fa collegabili alle figure dei re Davide e Salomone.</p>
<p>&#8220;Abbiamo una città con una popolazione appartenente al Regno di Giuda&#8221;, dice Yosef Garfinkel, archeologo dell&#8217;Università Ebraica di Gerusalemme. &#8220;È totalmente diversa da quelle di filistei, cananei o del Regno di Israele&#8221;.</p>
<div id="attachment_9767" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9767" title="Khirbet Qeiyafa. In mezzo è visibile una pietra eretta (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem1.jpg?w=600&h=398" alt="" width="600" height="398" /><p class="wp-caption-text">Khirbet Qeiyafa. In mezzo è visibile una pietra eretta (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<div id="attachment_9765" class="wp-caption alignnone" style="width: 404px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Giuda"><img class="size-full wp-image-9765" title="Regno di Israele (a nord) e Regno di Giuda (a sud) alla morte di Salomone, 933 a.C. circa (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/regno-di-israele-a-nord-e-regno-di-giuda-a-sud-alla-morte-di-salomone-circa-933-a-c-wikipedia.png?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Regno di Israele (a nord) e Regno di Giuda (a sud) alla morte di Salomone, 933 a.C. circa (wikipedia)</p></div>
<p>Il sito, noto oggi come Khirbet Qeiyafa, si trova sulla cima di una collina che domina la valle di Elah. Negli ultimi cinque anni, Garfinkel e i suoi colleghi hanno scavato le rovine di una città fortificata situata di fronte a quella che fu la città filistea di Gath. Nella Bibbia, il gigante Golia uscì da Gath per affrontare gli Israeliti ma venne battuto dalla fionda di Davide.</p>
<p>Garfinkel non può verificare questa storia, ma dice che le armi, gli oggetti di culto e persino le ossa animali trovate intorno a Khirbet Qeiyafa indicano che l&#8217;insediamento fosse un fondamentale avamposto militare per la storica Casa di Davide (<em>la dinastia di Re Davide</em>), lacerata dai conflitti. &#8220;C&#8217;era qualcosa qui di militare e piuttosto aggressivo&#8221;, ha detto. &#8220;Non era un villaggio tranquillo&#8221;.</p>
<p>La datazione al radiocarbonio dei noccioli di olive bruciati ha dimostrato che l&#8217;antica città durò solo 40 anni, dal 1020 al 980 a.C., prima di essere distrutta. Alcuni scettici hanno suggerito che Khirbet Qeiyafa era solo un altro insediamento cananeo, e che Davide era al massimo un capo minore, o forse un personaggio folcloristico come Robin Hood. Per Garfinkel, gli oggetti presenti nel sito si collegano invece a re Davide e alle pratiche religiose citate nella Bibbia.</p>
<div id="attachment_9770" class="wp-caption alignnone" style="width: 609px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golia"><img class="size-full wp-image-9770" title="Davide in procinto di tagliare la testa al cadavere di Golia, in un dipinto di Michelangelo (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/davide-in-procinto-di-tagliare-la-testa-al-cadavere-di-golia-in-un-dipinto-di-michelangelo-wikipedia.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Davide in procinto di tagliare la testa al cadavere di Golia, in un dipinto di Michelangelo (wikipedia)</p></div>
<p>Spiega Garfinkel: &#8220;Nel corso degli anni sono state trovate migliaia di ossa animali: ovini, caprini e bovini, ma non maiali. Ora abbiamo scoperto tre sale di culto, con vari parafernalia, ma non è stata scoperta nemmeno una statuetta umana o animale. Ciò suggerisce che la popolazione di Khirbet Qeiyafa osservasse due divieti biblici &#8211; sulla carne di maiale e sulle immagini scolpite &#8211; e quindi praticasse un culto diverso rispetto a Cananei e Filistei&#8221;. L&#8217;assenza di immagini umane era peculiare tra i Giudei: &#8220;Nel regno settentrionale di Israele si trovano rappresentazioni umane&#8221;, dice.</p>
<p>Gli oggetti di culto includono cinque pietre erette, due altari di basalto, due recipienti di ceramica per la libagione e due santuari portatili prodotti in stile Mesopotamico &#8211; lo stesso, antico, stile che avrebbe ispirato l&#8217;architettura del palazzo costruito da Salomone, figlio di Davide. &#8220;Sembra che Salomone non volesse essere cananeo e prese un modello diverso dalla Mesopotamia&#8221;, ha dichiarato Garfinkel.</p>
<div id="attachment_9768" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9768" title="L'altare di basalto (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem2.jpg?w=600&h=421" alt="" width="600" height="421" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;altare di basalto (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<p>I santuari sono contenitori tipo scatole in pietra o argilla. &#8220;Penso che in ebraico venissero chiamati &#8216;Aron&#8217;. &#8220;Questo termine è stato poi tradotto in inglese come &#8216;ark&#8217; (<em>arca</em>) e è diventato un manufatto mistico. Ritengo che il nome ebraico fosse solo un semplice termine tecnico: un contenitore per conservare i simboli di Dio&#8221;. Questi santuari erano probabilmente simili esteticamente all&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza, evidenziata nella Bibbia e in film come &#8220;I predatori dell&#8217;arca perduta&#8221;.</p>
<p>Il santuario d&#8217;argilla ha una facciata intricata, con due leoni guardiani, pilastri e volatili sul tetto. Il santuario in pietra era dipinto di rosso, e la sua facciata è decorata con simboli caratteristici triglifi e una porta. Per Garfinkel, la Bibbia potrebbe aver fatto riferimento a quelle caratteristiche architettoniche nella sua descrizione del palazzo di Salomone. La parola indicante i pilastri (&#8220;Slaot&#8221;) potrebbe effettivamente essere riferita ai triglifi, mentre il termine per le finestre (&#8220;Sequfim&#8221;) potrebbe invece aver fatto riferimento alle porte.</p>
<div id="attachment_9766" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9766" title="Yosef Garfinkel mostra il santuario di pietra (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Yosef Garfinkel mostra il santuario di pietra (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<div id="attachment_9769" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9769" title="Il santuario di argilla (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem3.jpg?w=600&h=583" alt="" width="600" height="583" /><p class="wp-caption-text">Il santuario di argilla (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<p>Garfinkel entra anche nel dibattito sulla figura storica di Davide: &#8220;I vari indizi che negano la tradizione biblica per quanto riguarda re Davide e sostengono che era una figura mitologica, o un semplice capo di una piccola tribù, si dimostrano ora essere sbagliati&#8221;.</p>
<p>Ma per Aren Maeir (Università di Bar-Ilan), responsabile dello scavo di Gath, le scoperte non forniscono alcuna prova al riguardo. Per esempio, il fatto che il santuario di argilla fosse decorato con leoni e uccelli sminuisce l&#8217;annuncio di Garfinkel secondo cui non ci sono immagini scolpite nel sito. Inoltre per Nadav Na&#8217;aman (Università di Tel Aviv) anche i Cananei, come i Giudei, osservavano il divieto di mangiare carne di maiale.</p>
<p>Maeir ritiene poi che le distinzioni tra i vari popoli menzionati nella Bibbia &#8211; tra cui gli israeliti di Davide e i Filistei di Golia &#8211; erano &#8220;più sfumate rispetto al modo in cui vengono spesso descritte&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è dubbio che questo era un sito molto importante, ma su che cosa fosse di preciso &#8211; dice Maeir &#8211; non c&#8217;è ancora un&#8217;opinione comune&#8221;.</p>
<p><a href="http://cosmiclog.msnbc.msn.com/_news/2012/05/08/11605245-3000-year-old-artifacts-reveal-history-behind-biblical-david-and-goliath?lite" target="_blank">MSNBC</a></p>
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		<title>Il più antico calendario Maya conosciuto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia precolombiana]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[David Stuart]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 21 luglio 1561, una folla di contadini indigeni protestò nella piazza di Mani, in Messico, dopo che un missionario francescano aveva incendiato decine di delicati libri, o codici, Maya. Condannati dai missionari come &#8220;inganno del Diavolo&#8221;, questi testi scritti conservavano le conoscenze elaborate nei secoli della scienza e della matematica Maya. Simili atti di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9716&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 luglio 1561, una folla di contadini indigeni protestò nella piazza di Mani, in Messico, dopo che un missionario francescano aveva incendiato decine di delicati libri, o codici, Maya. Condannati dai missionari come &#8220;inganno del Diavolo&#8221;, questi testi scritti conservavano le conoscenze elaborate nei secoli della scienza e della matematica Maya. Simili atti di distruzione continuarono, cancellando centinaia di altri codici Maya. Oggi sono sopravvissuti solo una manciata di codici leggibili.</p>
<p>Ora un team di ricercatori americani ha scoperto un piccolo tesoro di antichi testi Maya in un luogo sorprendente. In un articolo pubblicato su <em>Science</em>, William Saturno, archeologo presso l&#8217;Università di Boston, e i suoi colleghi, rivelano il ritrovamento di tavole astronomiche Maya e altri testi dipinti e incisi sulle pareti di una casa di 1.200 anni fa, nel sito di Xultún in Guatemala. Le tavole astronomiche appena scoperte sono di almeno 500 anni più antiche di quelle conservate nei codici Maya, dando ai ricercatori una visione nuova della scienza al culmine della civiltà Maya. &#8220;Penso che siamo tutti stupiti da questa scoperta&#8221;, afferma Stephen Houston, archeologo presso la Brown University (che non ha fatto parte del team).</p>
<div id="attachment_9736" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9736" title="(Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic1.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9735" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9735" title="William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<p>I tombaroli avevano già ampiamente saccheggiato Xultún, che all&#8217;epoca era una grande città Maya. Ma nel marzo 2010, un membro del team di Saturno, lo studente dell&#8217;Università di Boston Maxwell Chamberlain, scoprì parte di un muro dipinto esposto dai tombaroli. Successivi scavi archeologici avevano rivelato tre pareti intatte nella stanza di un complesso residenziale: sulle mura vi erano i dipinti di figure umane &#8211; tra cui un re Maya riccamente vestito &#8211; così come colonne verticali di numeri scritti coi geroglifici Maya.</p>
<div id="attachment_9739" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9739" title="In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic3.jpg?w=600&h=296" alt="" width="600" height="296" /><p class="wp-caption-text">In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9741" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9741" title="I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell'arte maya (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic1.jpg?w=600&h=413" alt="" width="600" height="413" /><p class="wp-caption-text">I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell&#8217;arte maya (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9742" class="wp-caption alignnone" style="width: 445px"><a href="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic2.jpg"><img class="size-full wp-image-9742" title="I glifi vicino al volto riportano il suo nome: &quot;Fratello minore Ossidiana&quot;. Secondo l'ipotesi di Saturno, l'insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l'uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic2.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">I glifi vicino al volto riportano il suo nome: &#8220;Fratello minore Ossidiana&#8221;. Secondo l&#8217;ipotesi di Saturno, l&#8217;insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l&#8217;uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9740" class="wp-caption alignnone" style="width: 438px"><img class="size-full wp-image-9740" title="Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<p>Il team ha scansionato tutti i dipinti e i numeri, li ha uniti in digitale, e ha inviato le immagini a David Stuart dell&#8217;Università del Texas di Austin, specializzato nello studio delle iscrizioni Maya. L&#8217;analisi di Stuart ha rivelato che almeno cinque delle colonne numeriche erano sormontate da geroglifici che gli scribi Maya una volta utilizzavano per registrare i dati lunari. Questi glifi &#8220;della Luna&#8221;, così come i numeri sotto di loro, suggeriscono che le colonne rappresentano notazioni astronomiche simili a quelle trovate nel Codice di Dresda, un libro Maya ora custodito in un museo tedesco. Altri raggruppamenti numerici nella sala recentemente scoperta sembrano rappresentare cicli calendariali che coinvolgono i pianeti Venere e Marte.</p>
<p>In particolare, uno di essi si riferisce a un momento posto a distanza di 7.000 anni nel futuro, il che smentirebbe (se ce ne fosse ancora bisogno) che i Maya non hanno mai predetto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. &#8220;Gli antichi Maya prevedevano che il mondo sarebbe continuato, anche 7.000 anni dopo il giorno in cui furono tracciati questi segni&#8221;, sostiene Saturno.</p>
<div id="attachment_9737" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9737" title="(William Saturno e David Stuart, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/william-saturno-e-david-stuart-national-geographic.jpg?w=600&h=446" alt="" width="600" height="446" /><p class="wp-caption-text">(William Saturno e David Stuart, National Geographic)</p></div>
<p>Gli scribi Maya usavano la loro conoscenza dei cicli astronomici per pianificare importanti cerimonie pubbliche, come l&#8217;ascesa al potere di un re Maya o la designazione di un erede reale. &#8220;Ai Maya piaceva ancorare gli eventi storici nel tempo cosmico&#8221;, dice Saturno. Perciò gli scribi si basavano sulla conoscenza calendariale per programmare le cerimonie principali nelle date più opportune, come ad esempio un giorno in cui si sarebbe verificato un importante evento mitico o un fenomeno astronomico come un eclissi.</p>
<p>Ma perché qualcuno ha riportato le tavole astronomiche sui muri di una casa piuttosto che sulla stoffa di corteccia (<em>amatl</em>) come facevano di solito gli scribi Maya? Uno dei testi incisi suggerisce che la stanza sia stata in uso per tutto l&#8217;813 d.C., e Houston pensa che questa data potrebbe offrire un indizio. All&#8217;inizio del nono secolo, infatti, i disordini politici devastarono parti del mondo Maya, con alcune città-stato che implosero mentre altre sembravano crescere. Forse, suggerisce Houston, lo scriba di Xultún voleva registrare in modo più permanente i dati calendariali: &#8220;Potrebbe essere una sorta di tentativo di archiviazione&#8221;, dice.</p>
<p>Tutto sommato sembra una decisione molto lungimirante, data la successiva perdita della maggior parte dei libri Maya. E ciò che questo insolito archivio offre riguardo le menti degli antichi scienziati Maya è particolarmente coinvolgente, dice Houston. &#8220;Quello che state guardando è un fondamentale tentativo umano per dare un senso ai diversi modelli della natura, e in qualche modo li armonizza in un&#8217;elegante struttura matematica&#8221;.</p>
<p><a href="http://news.sciencemag.org/sciencenow/2012/05/looting-leads-archaeologists-to.html" target="_blank">Science</a></p>
<p><a href="http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/05/11/foto/niente_fine_del_mondo_nel_2012_parola_dei_maya-1017256/1/" target="_blank">National Geographic</a> (<a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2012/05/120510-maya-2012-doomsday-calendar-end-of-world-science" target="_blank">fotografia navigabile</a>)</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="La fine del mondo nel 2012? Il calendario Maya spiegato" href="http://ilfattostorico.com/2012/01/01/la-fine-del-mondo-nel-2012-il-calendario-maya-spiegato/" target="_blank"><strong>La fine del mondo nel 2012? Il calendario Maya spiegato</strong></a></p>
<p><a title="L’INAH riconosce un secondo riferimento maya al 2012" href="http://ilfattostorico.com/2011/12/08/linah-riconosce-un-secondo-riferimento-maya-al-2012/" target="_blank"><strong>L’INAH riconosce un secondo riferimento maya al 2012</strong></a></p>
<p><a title="2012: Sei miti sulla fine del mondo sfatati" href="http://ilfattostorico.com/2009/11/07/2012-sei-miti-sulla-fine-del-mondo-sfatati/" target="_blank"><strong>2012: Sei miti sulla fine del mondo sfatati</strong></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9716&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
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			<media:title type="html">(Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell&#039;arte maya (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">I glifi vicino al volto riportano il suo nome: &#34;Fratello minore Ossidiana&#34;. Secondo l&#039;ipotesi di Saturno, l&#039;insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l&#039;uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/william-saturno-e-david-stuart-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(William Saturno e David Stuart, National Geographic)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Restituite all&#8217;Italia 7 opere d&#8217;arte</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/11/restituite-allitalia-7-opere-darte/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/11/restituite-allitalia-7-opere-darte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 21:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 26 aprile, presso l&#8217;Ambasciata italiana a Washington (USA), è avvenuta la riconsegna di sette opere d’arte da parte degli Stati Uniti all&#8217;Italia, nelle mani del generale Pasquale Muggeo, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tutti i beni restituiti erano stati sequestrati e confiscati nel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9718&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 26 aprile, presso l&#8217;Ambasciata italiana a Washington (USA), è avvenuta la riconsegna di sette opere d’arte da parte degli Stati Uniti all&#8217;Italia, nelle mani del generale Pasquale Muggeo, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.</p>
<p>Tutti i beni restituiti erano stati sequestrati e confiscati nel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando Carabinieri TPC in stretta collaborazione con l’ICE, poiché giunti illegalmente negli USA con falsa documentazione.</p>
<p>Ecco le opere riconsegnate:</p>
<p>Una pelike attica a figure rosse ed una situla apula, rispettivamente del V e del IV sec a.C., illecitamente sottratte al patrimonio storico-artistico italiano, poste in vendita all’asta a New York il 3 giugno 2009 e ritrovate in forza di puntuali controlli incrociati fra Banca Dati ed altre indagini in corso.</p>
<div id="attachment_9719" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9719" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin.jpg?w=600&h=407" alt="" width="600" height="407" /><p class="wp-caption-text">La situla apula a figure rosse, 365-350<em> </em>a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9720" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9720" title="Una pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin1.jpg?w=600&h=900" alt="" width="600" height="900" /><p class="wp-caption-text">La pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500, trafugate dalla Chiesa di San Paolo di Pistoia nel 1990 e dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore di Asciano (SI) nel 1975. Tutti e tre i capolavori erano stati individuati nell’ambito di controlli eseguiti sulla commercializzazione online e mediante riscontri fotografici comparativi eseguiti nella Banca Dati delle opere d’arte illecitamente sottratte, gestita dal Comando CC TPC.</p>
<div id="attachment_9721" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9721" title="Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin2.jpg?w=600&h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">Le tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Un dipinto ad olio su rame, intitolato Leda ed il cigno, del XVI secolo attribuito all’artista Lelio Orsi. L’opera, uscita illegalmente dall’Italia nel 2008, era stata posta all’incanto presso una nota casa d’asta americana per la somma di circa un milione e mezzo di dollari. Le indagini del Comando, avviate già nel 2006, avevano permesso di individuare e disarticolare un sodalizio criminale transnazionale composto da 12 persone.</p>
<div id="attachment_9722" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9722" title="Il dipinto &quot;Leda ed il cigno&quot;, attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin3.jpg?w=600&h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">Il dipinto &#8220;Leda ed il cigno&#8221;, attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9727" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9727" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin8.jpg?w=600&h=730" alt="" width="600" height="730" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Un’erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C., illecitamente scavata in Italia ed indebitamente esportata all’estero. Il reperto era stato messo all’asta a New York l’11 dicembre 2009 da un cittadino canadese per 20mila dollari. L’opera è stata localizzata in seguito ai riscontri effettuati con la Banca Dati delle opere illecitamente sottratte correlati alle risultanze di altre investigazioni.</p>
<div id="attachment_9723" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9723" title="Un'erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C. (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin4.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C. (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9725" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9725" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin6.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9726" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9726" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin7.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Alla cerimonia erano presenti l’On. Janet Napolitano, &#8220;ministro dell’Interno USA&#8221; (Secretary Homeland Security), l’ambasciatore italiano Claudio Bisognero, e il direttore dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) Mr. John Morton.</p>
<div id="attachment_9728" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-9728" title="(MiBAC)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/mibac1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(MiBAC)</p></div>
<p><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_345288216.html" target="_blank">Ministero dei Beni Culturali</a> (<a href="http://photos.oregonlive.com/photo-essay/2012/04/recovered_italian_antiquities.html" target="_blank">foto</a>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9718&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Una pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
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			<media:title type="html">Il dipinto &#34;Leda ed il cigno&#34;, attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(MiBAC)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Tornano a fiorire gli orti e i giardini della Roma antica al Palatino</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/10/tornano-a-fiorire-gli-orti-e-i-giardini-della-roma-antica-al-palatino/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore di Roma antica sono stati ricreati i giardini dei palazzi imperiali, da Augusto ai Farnese. Nasce così &#8220;Orti e giardini. Il cuore di Roma antica&#8221;, una iniziativa della soprintendenza archeologica di Roma, dal 6 maggio al 14 ottobre, si sviluppa in otto stazioni sul Palatino: dal giardino della Casa di Augusto per proseguire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9702&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9711" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9711" title="(MiBAC)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/mibac.jpg?w=600&h=896" alt="" width="600" height="896" /><p class="wp-caption-text">(MiBAC)</p></div>
<p>Nel cuore di Roma antica sono stati ricreati i giardini dei palazzi imperiali, da Augusto ai Farnese. Nasce così &#8220;Orti e giardini. Il cuore di Roma antica&#8221;, una iniziativa della soprintendenza archeologica di Roma, dal 6 maggio al 14 ottobre, si sviluppa in otto stazioni sul Palatino: dal giardino della Casa di Augusto per proseguire con i fiori azzurri nel Ninfeo ovale, gli Orti e giardini nelle stampe antiche in mostra alla Casina Farnese.</p>
<p>E ancora: le piante e il vetro per imitare l&#8217;acqua della fontana ottagonale; le petunie e la plumbago nei ninfei della Domus Augustana; le verbene dello Stadio di Domiziano; le essenze del Vivaio Farnesiano; il giardino di rose antiche negli Orti Farnesiani.</p>
<div id="attachment_9704" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9704" title="Un'aiuola che riproduce lo scudo delle amazzoni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Un&#8217;aiuola che riproduce lo scudo delle amazzoni (corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9705" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9705" title="Una riproduzione con fiori e vetro delle antiche fontane (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it1.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Una riproduzione con fiori e vetro delle antiche fontane (corriere.it)</p></div>
<p>Sono state piantate migliaia di rose, pervinche, plumbago, petunie, narcisi, cotogne, viburni ed altro ancora. Numerose testimonianze letterarie e alcune iconografiche hanno consentito di riprodurre i giardini di età imperiale, sebbene non sia possibile conoscere con esattezza quali fossero le specie effettivamente coltivate nei vasti peristili, anche per l&#8217;impossibilità di condurre indagini scientifiche per le vicende che hanno caratterizzato i luoghi nel corso dei secoli.</p>
<div id="attachment_9706" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9706" title="(corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it2.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9707" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9707" title="Roseto del giardino di Boni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it3.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Roseto del giardino di Boni (corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9708" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9708" title="Uno scorcio del labirinto del giardino di Boni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it4.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Uno scorcio del labirinto del giardino di Boni (corriere.it)</p></div>
<p>Per questo motivo è stata dedicata particolare attenzione ai ninfei presenti sul Palatino dei quali restano i confini ben definiti. Per restituire l&#8217;immagine di un ninfeo, ferma restante la forma, si è pensato di richiamarne le due componenti fondamentali: il marmo e l&#8217;acqua. Per quanto concerne gli Orti Farnesiani, nell&#8217;area che la tradizione vuole vi fosse il vivaio vengono proposte in vivo le piante raffigurate nelle tavole seicentesche dell&#8217;Aldini e del Ferrari.</p>
<p>Piante oggi a noi notissime come la Yucca, la Passiflora, l&#8217;Agave, la Mimosa furono introdotte in Europa per la prima volta dalle Americhe proprio negli &#8221;Orti Farnesiani&#8221;, e con esse i pomodori, i peperoni e i peperoncini, il tabacco e il fico d&#8217; India, per citare solo quelle più note, che hanno contribuito a modificare abitudini alimentari e paesaggio.</p>
<p>La genesi e la ricchezza degli Orti Farnesiani vengono invece narrate attraverso un&#8217;esposizione di stampe riunite nella Casina Farnese, riaperta al pubblico in questa occasione. Nel peristilio della Casa di Augusto viene riproposto in scala 1:1 il giardino dell&#8217;affresco della Villa di Livia, conservato nel Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.</p>
<div id="attachment_9709" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9709" title="Lo stadio di Augusto (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it5.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Lo stadio di Augusto (corriere.it)</p></div>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lazio/Mostre-i-giardini-dei-palazzi-imperiali-nel-cuore-di-Roma-antica_313268401725.html" target="_blank">Adnkronos</a></p>
<p><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_703979374.html" target="_blank">MiBAC</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9702/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9702&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">(MiBAC)</media:title>
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			<media:title type="html">Un&#039;aiuola che riproduce lo scudo delle amazzoni (corriere.it)</media:title>
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			<media:title type="html">Una riproduzione con fiori e vetro delle antiche fontane (corriere.it)</media:title>
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			<media:title type="html">(corriere.it)</media:title>
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			<media:title type="html">Roseto del giardino di Boni (corriere.it)</media:title>
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			<media:title type="html">Uno scorcio del labirinto del giardino di Boni (corriere.it)</media:title>
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			<media:title type="html">Lo stadio di Augusto (corriere.it)</media:title>
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		<title>Howard Carter celebrato con un doodle</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Carter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il compleanno di Howard Carter, l&#8217;archeologo inglese che scoprì la tomba di Tutankhamon nel 1922, viene celebrato oggi da Google, che lo raffigura mentre ammira antichi tesori egizi. Il ritrovamento della tomba del faraone &#8211; eccezionale perché era rimasta inviolata per oltre 3.000 anni &#8211; viene considerato la più grande scoperta archeologica del XX secolo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9681&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il compleanno di Howard Carter, l&#8217;archeologo inglese che scoprì la tomba di Tutankhamon nel 1922, viene celebrato oggi da Google, che lo raffigura mentre ammira antichi tesori egizi.</p>
<p>Il ritrovamento della tomba del faraone &#8211; eccezionale perché era rimasta inviolata per oltre 3.000 anni &#8211; viene considerato la più grande scoperta archeologica del XX secolo.</p>
<div id="attachment_9683" class="wp-caption alignnone" style="width: 470px"><img class="size-full wp-image-9683" title="(Google)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/google.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Google)</p></div>
<p>Carter, nato il 9 maggio 1874 a Londra, aveva inizialmente seguito le orme del padre come disegnatore e illustratore. La sua vita cambiò con la conoscenza di uno dei più grandi collezionisti di antichità egizie dell&#8217;Inghilterra, il barone William Amhurst Tyssen-Amherst, e finì per far parte di una spedizione in Egitto &#8211; all&#8217;età di 17 anni &#8211; per disegnare ad acquerello le pitture tombali ed altri reperti archeologici.</p>
<p>In Egitto passò anni a formarsi come archeologo e a soli 25 anni, nel 1899, fu nominato ispettore capo del sud dell&#8217;Egitto, partecipando ad importanti scavi.</p>
<p>Nel 1905 la sua carriera venne interrotta per un episodio che coinvolgeva la Francia, ma ebbe modo di riscattarsi quando lord George Herbert, quinto conte di Carnarvon, giunse a Luxor nel 1908 e lo ingaggiò per aiutarlo negli scavi che aveva in programma.</p>
<p>Carter e Carnarvon scavarono in numerosi siti egiziani e infine passarono alla Valle dei Re. In verità, dopo cinque anni di insuccessi e alti costi, Carnarvon era stato sul punto di mollare il sito. Carter riuscì però a convincerlo a continuare l&#8217;esplorazione dell&#8217;ultimo settore rimasto e, con grande gioia, fecero la scoperta della vita: una tomba faraonica ancora inviolata.</p>
<p>Si dice che Carter avesse fatto un buco nella tomba con uno scalpello che la nonna gli aveva regalato per il suo 17° compleanno. Alla domanda di Carnarvon: «Vedi qualcosa?&#8221;, l&#8217;archeologo rispose con le famose parole: &#8220;Sì, cose meravigliose&#8221;.</p>
<p>Era il 26 novembre del 1922, e Carter ci avrebbe messo molti anni a documentare i 5.398 reperti della tomba &#8211; da armi e carri fino a strumenti musicali, vestiti, cosmetici e oggetti preziosi.</p>
<div id="attachment_4573" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://ilfattostorico.com/2010/08/08/i-cocchi-di-tutankhamon-meraviglie-dellingegneria/"><img class="size-full wp-image-4573" title="Ricostruzione della tomba di Tutankhamon così come la trovò Carter (Discovery)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/08/ricostruzione-della-tomba-di-tutankhamon-cosi-come-la-trovo-carter-discovery.jpg?w=600&h=312" alt="" width="600" height="312" /></a><p class="wp-caption-text">Ricostruzione della tomba di Tutankhamon così come la trovò Carter (Discovery)</p></div>
<div id="attachment_9690" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2012/05/120509-howard-carter-google-doodle-tutankhamun-tomb-king-tut-science"><img class="size-full wp-image-9690" title="Carter esamina il sarcofago di Tutankhamon nel 1922 (Harry Burton, Apic-Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/harry-burton-apic-getty-images.jpg?w=600&h=450" alt="" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Carter esamina il sarcofago di Tutankhamon nel 1922 (Harry Burton, Apic-Getty Images)</p></div>
<p>Carter morì da linfoma nel 1939, a 64 anni, sette anni dopo la fine dello scavo, e prima che potesse pubblicare pienamente le sue scoperte.</p>
<p>I resoconti completi dello scavo di Carter si trovano oggi al Griffith Institute Archive dell&#8217;Università di Oxford, <a href="http://www.griffith.ox.ac.uk/tutankhamundiscovery.html" target="_blank">consultabili online</a>.</p>
<div id="attachment_9684" class="wp-caption alignnone" style="width: 355px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Carter"><img class="size-full wp-image-9684" title="Howard Carter (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/howard-carter-wikipedia.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Howard Carter (wikipedia)</p></div>
<p><a href="http://www.guardian.co.uk/technology/2012/may/09/howard-carter-google-doodle" target="_blank">The Guardian</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9681/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9681&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(Google)</media:title>
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			<media:title type="html">Ricostruzione della tomba di Tutankhamon così come la trovò Carter (Discovery)</media:title>
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			<media:title type="html">Carter esamina il sarcofago di Tutankhamon nel 1922 (Harry Burton, Apic-Getty Images)</media:title>
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			<media:title type="html">Howard Carter (wikipedia)</media:title>
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	</item>
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		<title>Identificati i gemelli di Antonio e Cleopatra</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 21:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;egittologa italiana Giuseppina Capriotti ha identificato i due gemelli di Marco Antonio e Cleopatra &#8211; Alessandro Helios e Cleopatra Selene &#8211; in un gruppo scultoreo conservato al Museo del Cairo. La regina e il triumviro ebbero tre figli (due gemelli e un maschio) ma finora si conservava solo l’immagine di Selene, la femmina. “Antonio e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9674&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;egittologa italiana Giuseppina Capriotti ha identificato i due gemelli di Marco Antonio e Cleopatra &#8211; Alessandro Helios e Cleopatra Selene &#8211; in un gruppo scultoreo conservato al Museo del Cairo.</p>
<p>La regina e il triumviro ebbero tre figli (due gemelli e un maschio) ma finora si conservava solo l’immagine di Selene, la femmina.</p>
<div id="attachment_9675" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9675" title="(Giuseppina Capriotti)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/giuseppina-capriotti.jpg?w=600&h=899" alt="" width="600" height="899" /><p class="wp-caption-text">(Giuseppina Capriotti)</p></div>
<div id="attachment_9676" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9676" title="(Giuseppina Capriotti)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/giuseppina-capriotti1.jpg?w=600&h=899" alt="" width="600" height="899" /><p class="wp-caption-text">(Giuseppina Capriotti)</p></div>
<p>“Antonio e Cleopatra ebbero due gemelli e un maschio, chiamato Tolomeo Filadelfo. Dei tre figli, la sola immagine finora nota era quella di Selene, sposa di re Giuba II, rappresentata sul verso di una moneta e in una scultura”, spiega l&#8217;egittologa dell’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico, parte del Consiglio nazionale delle ricerche (Iscima-Cnr).</p>
<p>“I maschi, dopo il suicidio dei loro genitori, ebbero presumibilmente un triste destino, al pari di Cesarione, l’altro figlio che Cleopatra aveva avuto da Giulio Cesare. Ottaviano Augusto, dopo la conquista dell’Egitto, li fece sfilare durante il trionfo per poi affidarli alla sorella Ottavia minore con apparente magnanimità. Successivamente, dei figli di Antonio e Cleopatra si perdono le tracce dal punto di vista storico e anche artistico”. Le efferate abitudini della famiglia giulio-claudia nei confronti dei dinasti potenzialmente pericolosi non lasciano molti dubbi sulla loro fine e l’oscuramento iconografico è probabilmente dovuto a questo.</p>
<p>A fare luce arriva ora l’analisi di un reperto rinvenuto in un tempio dedicato ad Hathor, nella città di Dendera in Alto Egitto, e conservato al museo del Cairo.</p>
<p>La scultura, alta circa un metro, mostra un bambino e una bambina che si abbracciano, affiancati da due serpenti. “Il capo dei bambini è sormontato da due dischi con inciso l’occhio-udjat, identificabili con sole e luna. Il maschio ha dei riccioli corti e una treccia laterale, tipica dei bambini egiziani, la femmina porta un’acconciatura a grandi ciocche raccolte, molto simile a quella di alcune regine tolemaiche, in particolare di Cleopatra”, continua Capriotti. “Lo stile delle figure, in particolare quello delle teste, richiama i modi della cosiddetta scultura greco-egizia. L’opera, che è esemplare nel  mostrare l’innovativo dialogo tra cultura egizia ed ellenistica, è stilisticamente affine a un’altra statua rinvenuta a Dendera rappresentante Pakhom, personaggio di alto rango, datata tra il 50 e il 30 a. C”.</p>
<p>Il legame tra la scultura e la dinastia macedone dei Tolemei che governarono l’Egitto dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.), e in particolare con Cleopatra che ne fu l’ultima rappresentante, è pertanto evidente &#8211; “considerato inoltre che la regina ebbe un ruolo importante nella decorazione del tempio di Dendera, dove compare in un rilievo monumentale, in abiti faraonici, insieme col figlio Cesarione”, prosegue la ricercatrice.</p>
<p>Ma come si arriva alla convinzione che la scultura rappresenti i due gemelli?</p>
<p>“Nel mito egizio compaiono i gemelli Shu e Tefnet, figli del dio Atum e conosciuti come i suoi ‘occhi’, cioè il sole e la luna. L&#8217;abbraccio dei due bambini potrebbe quindi alludere alle notti di plenilunio, quando secondo il mito i due corpi celesti si univano, ma anche con un’eclisse di sole che sarebbe avvenuta durante il riconoscimento dei gemelli di Cleopatra da parte di Marco Antonio”, continua Capriotti. “Fu per questo che i bambini presero i nomi aggiuntivi di Helios e Selene, a indicarne il legame celeste e mitizzarne la nascita gemellare”.</p>
<p>Il gruppo è perciò identificabile come la prima raffigurazione nota di Alessandro e Cleopatra, secondo una notevole elaborazione. “Se nel mito egizio la luna è una divinità maschile, nella scultura i generi sono invertiti secondo la tradizione greca”, conclude Capriotti. “Cleopatra VII, pur proiettata verso il Mediterraneo, guardava con interesse alla tradizione egizia e la reinterpretazione dell’opera attesta questa sintesi tra le due grandi tradizioni”.</p>
<div id="attachment_9677" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9677" title="(Giuseppina Capriotti)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/giuseppina-capriotti2.jpg?w=600&h=381" alt="" width="600" height="381" /><p class="wp-caption-text">(Giuseppina Capriotti)</p></div>
<p><a href="http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=2385" target="_blank">CNR</a> (<a href="http://www.daringtodo.com/lang/it/2012/04/21/misteri-degitto-ritrovati-i-gemelli-di-cleopatra/" target="_blank">foto</a>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9674/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9674/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9674&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">(Giuseppina Capriotti)</media:title>
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			<media:title type="html">(Giuseppina Capriotti)</media:title>
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			<media:title type="html">(Giuseppina Capriotti)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Un tempio Romano a Bonn</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/03/un-tempio-romano-a-bonn/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 21:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa, i docenti dell&#8217;Università di Bonn avevano cominciato la simulazione di uno scavo archeologico in un cantiere del campus. L&#8217;obiettivo era di insegnare ai loro studenti le tecniche di scavo, e invece si sono trovati davanti le fondamenta di un edificio di 2000 anni fa. Le prime scoperte erano inziate a marzo, ma solo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9664&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa, i docenti dell&#8217;Università di Bonn avevano cominciato la simulazione di uno scavo archeologico in un cantiere del campus. L&#8217;obiettivo era di insegnare ai loro studenti le tecniche di scavo, e invece si sono trovati davanti le fondamenta di un edificio di 2000 anni fa.</p>
<p>Le prime scoperte erano inziate a marzo, ma solo nelle ultime due settimane la squadra ha realizzato che le fondamenta appartenevano a un tempio di epoca romana.</p>
<div id="attachment_9666" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9666" title="(Università di Bonn)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/universitc3a0-di-bonn.jpg?w=600&h=398" alt="" width="600" height="398" /><p class="wp-caption-text">(Università di Bonn)</p></div>
<div id="attachment_9669" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9669" title="(Università di Bonn)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/universitc3a0-di-bonn2.jpg?w=600&h=398" alt="" width="600" height="398" /><p class="wp-caption-text">(Università di Bonn)</p></div>
<div id="attachment_9667" class="wp-caption alignnone" style="width: 270px"><img class="size-full wp-image-9667" title="(wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/wikipedia.png?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(wikipedia)</p></div>
<p>L&#8217;edificio, che avrebbe potuto essere parte di una ricca tenuta di campagna, misurava 6,75 x 7,5 metri.</p>
<p>Era probabilmente fatto con materiali deperibili quali legno o argilla. Le scoperte &#8211; tegole, chiodi di ferro e soprattutto frammenti di ceramica &#8211; risalirebbero tra la fine del I e l&#8217;inizio del II secolo d.C.</p>
<div id="attachment_9668" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9668" title="(Università di Bonn)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/universitc3a0-di-bonn1.jpg?w=600&h=387" alt="" width="600" height="387" /><p class="wp-caption-text">(Università di Bonn)</p></div>
<p>Finora solo un edificio simile era stato trovato in quella parte della Renania Settentrionale-Vestfalia. Lo si era scoperto durante la costruzione del Bonn World Congress Centre nel 2006.</p>
<p>Prima di questo ritrovamento si pensava che l&#8217;unico insediamento di quell&#8217;epoca si trovasse vicino al Reno. Ma secondo il dottor Frank Rumscheid, professore di archeologia presso l&#8217;università, il tempio suggerisce che la gente viveva anche lontano dalle rive, in quello che oggi è il campus di Poppelsdorf, ad alcuni chilometri dal fiume.</p>
<p>Quando lo scavo sarà completato e i reperti verranno portati nei laboratori universitari, il sito verrà riempito e la costruzione dell&#8217;edificio continuerà. &#8220;Non c&#8217;è abbastanza per sollevare completamente le fondamenta e creare una replica&#8221;, ha detto Rumscheid.</p>
<div id="attachment_9670" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9670" title="(Università di Bonn)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/universitc3a0-di-bonn3.jpg?w=600&h=359" alt="" width="600" height="359" /><p class="wp-caption-text">(Università di Bonn)</p></div>
<p><a href="http://www3.uni-bonn.de/Pressemitteilungen/112-2012" target="_blank">Università di Bonn</a></p>
<p><a href="http://www.thelocal.de/national/20120504-42341.html" target="_blank">The Local</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9664/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9664&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il sangue più antico del mondo è di Ötzi</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/01/il-sangue-piu-antico-del-mondo-e-di-otzi/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 21:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ötzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il suo DNA è stato decifrato, i campioni dello stomaco e dell’intestino hanno fatto luce sul suo ultimo pasto, le circostanze della morte violenta sembrano ormai chiare. Tuttavia, fino ad oggi, i ricercatori non erano riusciti a individuare alcun residuo di sangue di Ötzi, l’uomo preistorico vissuto 5.300 anni fa sulle Alpi: le analisi dell’aorta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9657&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suo DNA è stato decifrato, i campioni dello stomaco e dell’intestino hanno fatto luce sul suo ultimo pasto, le circostanze della morte violenta sembrano ormai chiare. Tuttavia, fino ad oggi, i ricercatori non erano riusciti a individuare alcun residuo di sangue di Ötzi, l’uomo preistorico vissuto 5.300 anni fa sulle Alpi: le analisi dell’aorta non avevano infatti portato ad alcun risultato.</p>
<p>Ora un team di ricerca italo-tedesco, composto da ricercatori dell’EURAC di Bolzano e della Technische Universität di Darmstadt, ha rivelato, grazie all’uso della nanotecnologia, la presenza di globuli rossi sulle ferite di Ötzi.</p>
<div id="attachment_9658" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9658" title="(iceman.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/iceman-it.jpg?w=600&h=759" alt="" width="600" height="759" /><p class="wp-caption-text">(iceman.it)</p></div>
<div id="attachment_9660" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.livescience.com/20030-ice-mummy-oldest-blood-cells.html"><img class="size-full wp-image-9660" title="Un globulo rosso trovato in un tessuto di Ötzi (Albert Zink)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/albert-zink.jpg?w=600&h=418" alt="" width="600" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">Un globulo rosso trovato in un tessuto di Ötzi (Albert Zink)</p></div>
<p>“Finora non sapevamo quanto a lungo si potesse conservare il sangue, né tantomeno come si presentavano i globuli rossi dell’uomo durante l’età del rame”, spiega Albert Zink, direttore dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC).</p>
<p>Il team di ricerca ha prelevato dei campioni di tessuto dalla ferita sulla schiena di Ötzi (causata da una freccia) e da una ferita da taglio sulla mano destra. Poi ha elaborato un modello tridimensionale del tessuto, scoprendo così la presenza di globuli rossi con la loro classica forma “a ciambella”. La stessa struttura che ritroviamo oggi negli individui sani.</p>
<p>“Per essere certi al cento per cento che si trattasse di vere e proprie cellule del sangue e non di polline, batteri o di un’impronta lasciata da una cellula ormai scomparsa, abbiamo adoperato un secondo metodo di analisi: la cosiddetta spettroscopia Raman”, spiegano Marek Janko e Robert Stark, membri insieme ad Albert Zink del Center for Nanosciences di Monaco.</p>
<p>La spettroscopia Raman illumina i campioni di tessuto con una luce intensa, grazie alla quale si riescono a identificare le diverse molecole per mezzo di uno spettro di dispersione della luce. Questo metodo ha confermato che i globuli rossi di Ötzi hanno lo stesso aspetto dei campioni moderni di sangue umano.</p>
<p>Oltre ai globuli rossi, l’analisi ha rivelato tracce di fibrina, una proteina che regola la coagulazione del sangue. “La fibrina emerge nelle ferite fresche e successivamente tende a diminuire. Questo conferma la tesi che Ötzi sia morto subito dopo esser stato ferito dalla freccia e non nei giorni successivi, come era stato ipotizzato inizialmente”, spiega Albert Zink.</p>
<p>I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati sulla rivista &#8220;<em>Journal of the Royal Society Interface</em>&#8220;.</p>
<div id="attachment_9659" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9659" title="(iceman.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/iceman-it1.jpg?w=600&h=801" alt="" width="600" height="801" /><p class="wp-caption-text">(iceman.it)</p></div>
<p><a href="http://www.iceman.it/it/node/1175" target="_blank">Museo Archeologico dell’Alto Adige</a></p>
<p><a href="http://rsif.royalsocietypublishing.org/content/early/2012/04/26/rsif.2012.0174.abstract" target="_blank">Journal of the Royal Society Interface</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9657/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9657/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9657&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;onda di Poseidone</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/04/30/londa-di-poseidone/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 21:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi 2.500 anni fa, quando il mare si alzò salvando miracolosamente la città greca di Potidea da un esercito persiano, lo storico greco Erodoto pensò a un intervento degli dèi. Oggi nuovi studi geologici provano che quel fenomeno era veramente uno tsunami. &#8220;È un racconto storico, ma bisogna interpretarlo in modo scientifico&#8221;, ha detto l&#8217;autore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9629&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi 2.500 anni fa, quando il mare si alzò salvando miracolosamente la città greca di Potidea da un esercito persiano, lo storico greco Erodoto pensò a un intervento degli dèi.</p>
<p>Oggi nuovi studi geologici provano che quel fenomeno era veramente uno tsunami. &#8220;È un racconto storico, ma bisogna interpretarlo in modo scientifico&#8221;, ha detto l&#8217;autore della ricerca Klaus Reicherter, dell&#8217;Università Tecnica di Aquisgrana, in Germania.</p>
<div id="attachment_9649" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9649" title="(Klaus Reicherter)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/klaus-reicherter.jpg?w=600&h=450" alt="" width="600" height="450" /><p class="wp-caption-text">(Klaus Reicherter)</p></div>
<div id="attachment_9650" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9650" title="(Klaus Reicherter)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/klaus-reicherter1.jpg?w=600&h=434" alt="" width="600" height="434" /><p class="wp-caption-text">(Klaus Reicherter)</p></div>
<p>Erodoto scrisse il sua racconto circa 50 anni dopo l&#8217;evento, avvenuto nel 479 a.C.</p>
<blockquote>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;">Timosseno, dunque, fu scoperto così. Artabazo, dal canto suo, dopo tre mesi d&#8217;assedio, assistette a un deflusso delle acque del mare, esteso e prolungato; i barbari, visto che si era formata una secca, avanzarono verso la Pallene; quando ne ebbero percorso due parti e tre ne restavano ancora da attraversare, per giungere sulla penisola vera e propria, si abbatté su di loro una immensa ondata di marea, quale mai prima di allora si era prodotta, a detta dei locali, benché se ne verifichino spesso. Quanti di loro non sapevano nuotare annegarono; quelli che erano capaci furono massacrati dai Potideati accorsi su barche. Secondo i Potideati la causa della secca [e della marea] e del disastro persiano, stava nel fatto che questi Persiani uccisi dal mare avevano profanato il tempio e la statua di Posidone nei dintorni della città; e spiegando così il fenomeno, mi sembra che dicano bene. Artabazo condusse i superstiti in Tessaglia, presso Mardonio. Questo accadde alla scorta del re.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:left;"><a href="http://dariosoldani.interfree.it/erodoto/storieVIIIB.html" target="_blank">Erodoto: Storie, VIII.129</a></p>
</blockquote>
<p>Reicherter spiega che gli tsunami rappresentano una minaccia molto più grande di quanto si possa immaginare nel nord del Mar Egeo. &#8220;Abbiamo voluto vedere se questi resoconti storici sono corretti per poi cercare di ottenere una valutazione delle aree costiere &#8211; sono sicure o no?&#8221;</p>
<p>La sua indagine ha rivelato i segni dello tsunami sepolti nei profondi strati di sabbia dell&#8217;entroterra. Inoltre, le condizioni geologiche della zona avrebbero fornito le condizioni ideali per uno tsunami. Terremoti e smottamenti, combinati con l&#8217;enorme bacino sul fondo del mare, sono in grado di produrre onde alte dai 2 ai 5 metri.</p>
<p>Per sicurezza, il team ha datato le conchiglie trovate negli strati di sabbia: &#8220;Combaciano molto bene: sono all&#8217;incirca del 500 a.C., più o meno 25-30 anni&#8221;, ha detto Reicherter.</p>
<div id="attachment_9651" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9651" title="(Klaus Reicherter)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/klaus-reicherter2.jpg?w=600&h=621" alt="" width="600" height="621" /><p class="wp-caption-text">(Klaus Reicherter)</p></div>
<p>La ricerca fa parte del tentativo di verificare gli tsunami antichi. Il lavoro può contribuire a capire quali aree sono vulnerabili alle onde dannose e aiutare le autorità a prepararsi al meglio per i prossimi.</p>
<p><a href="http://www.ouramazingplanet.com/2787-ancient-wave-real-tsunami.html" target="_blank">Our Amazing Planet</a></p>
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		<title>Il più grande archivio archeologico del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il London Archaeological Archive and Research Centre (LAARC), parte del Dipartimento degli archivi e delle collezioni archeologiche del Museum of London, è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati come il più grande archivio archeologico del mondo. Il LAARC è pieno di tesori nascosti: gli oltre 5 milioni di reperti e le documentazioni di quasi 8.500 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9636&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il London Archaeological Archive and Research Centre (LAARC), parte del Dipartimento degli archivi e delle collezioni archeologiche del Museum of London, è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati come il più grande archivio archeologico del mondo.</p>
<p>Il LAARC è pieno di tesori nascosti: gli oltre 5 milioni di reperti e le documentazioni di quasi 8.500 scavi rendono questi archivi una miniera d&#8217;oro.</p>
<div id="attachment_9639" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-9639" title="(Guinness World Record)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/04/guinness-world-record.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Guinness World Record)</p></div>
<p>Nelle 120.000 scatole disposte su 10 chilometri di scaffali ci sono scarpe che vanno dall&#8217;epoca romana ai giorni nostri, un paio di denti finti di 200 anni, ampolle di streghe (una delle quali completa di denti umani e unghie dei piedi) e ossa di animali esotici.</p>
<p>Roy Stephenson, responsabile degli archivi e delle collezioni archeologiche del Museum of London, ha dichiarato:</p>
<p>&#8220;Una cosa che rende unica Londra è la sua ricca archeologia [...] L&#8217;ambiente fradicio è ideale per conservare oggetti organici, da abiti in pelle a legno e ceramiche, monete e ossa, tutti presenti nel nostro archivio&#8221;.</p>
<div id="attachment_9640" class="wp-caption alignnone" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-9640" title="(Guinness World Record)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/04/guinness-world-record1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Guinness World Record)</p></div>
<p><a href="http://www.guinnessworldrecords.com/news/2012/4/museum-of-london-earns-title-for-largest-archaeological-archive-41292/" target="_blank">Guinness World Record</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9636/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9636&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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