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	<title>Il Fatto Storico &#187; Classifiche</title>
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		<title>Il Fatto Storico &#187; Classifiche</title>
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		<title>5 teorie su Machu Picchu</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 21:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>

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		<description><![CDATA[Appollaiata su un crinale roccioso del Perù, Machu Picchu, la città inca del XV secolo, è rimasta dimenticata per secoli, finché l&#8217;archeologo Hiram Bingham la &#8220;scoprì” un secolo fa, il 24 luglio del 1911. Oggi Machu Picchu è una delle destinazioni turistiche più popolari del mondo, ma lo scopo per il quale venne costruita rimane [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7820&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appollaiata su un crinale roccioso del Perù, Machu Picchu, la città inca del XV secolo, è rimasta dimenticata per secoli, finché l&#8217;archeologo Hiram Bingham la &#8220;scoprì” un secolo fa, il 24 luglio del 1911.</p>
<p>Oggi Machu Picchu è una delle destinazioni turistiche più popolari del mondo, ma lo scopo per il quale venne costruita rimane ancora un mistero, anche se vi sono varie teorie a proposito. Eccone alcune fra quelle avanzate &#8211; e a volte già smentite &#8211; nel corso dei 100 anni dalla sua scoperta.</p>
<div id="attachment_7821" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2011/07/22/news/a_cosa_serviva_machu_picchu_-434092/"><img class="size-full wp-image-7821" title="(Jennifer Lewis, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/07/jennifer-lewis-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=398" alt="" width="600" height="398" /></a><p class="wp-caption-text">(Jennifer Lewis, National Geographic)</p></div>
<p><strong>1) Machu Picchu fu l&#8217;ultima città degli Inca</strong></p>
<p>Nel corso della sua vita Bingham, che insegnava alla Yale University, formulò due ipotesi sullo scopo di Machu Picchu. La prima, che gli venne in mente nel 1911 quando alcuni contadini del luogo lo accompagnarono sul sito, è che fosse la culla della società Inca.</p>
<p>In seguito Bingham modificò la sua ipotesi, suggerendo invece che il sito fosse la leggendaria &#8220;città perduta” di Vilcabamba la Vieja, dove gli ultimi sovrani indipendenti Inca nel XVI secolo misero in atto una prolungata controffensiva nei confronti dei <em>conquistadores</em> spagnoli.</p>
<p>Bingham però aveva torto in entrambi i casi. Oggi gli archeologi sanno che il vero &#8220;ultimo rifugio” era in realtà Espíritu Pampa, situato nella foresta a circa 130 chilometri a ovest della capitale inca Cusco.</p>
<p>Ironia della sorte, Bingham visitò Espíritu Pampa nel 1911, ma decise che il sito era troppo piccolo e non abbastanza imponente per corrispondere a quella leggendaria città (<a title="Nove tombe Huari scoperte nella giungla peruviana" href="http://ilfattostorico.com/2011/03/02/nove-tombe-huari-scoperte-nella-giungla-peruviana/" target="_blank"><em>dove recentemente sono state scoperte nove ricche tombe della civiltà preispanica degli Huari</em></a>).</p>
<p>Gli scavi condotti dopo il 1960 e i rilevamenti cartografici effettuati negli anni Ottanta da Vincent Lee rivelarono però che Espíritu Pampa era ben più grande di quanto avesse immaginato Bingham. &#8220;Abbiamo scoperto che la città era composta da 400-500 edifici&#8230; Bingham ne aveva visti solo 20&#8243;, scrisse Lee.</p>
<p>Le popolazioni indigene incontrate da Bingham a Espíritu Pampa usavano un altro nome per il sito: Vilcabamba Grande.</p>
<p>Secondo Lee, questo avrebbe dovuto insospettire Bingham e fargli intuire che il sito potesse essere più grande e importante di ciò che i resti visibili gli avevano fatto pensare.</p>
<p>Insomma, Bingham &#8220;aveva trovato l&#8217;ultimo avamposto inca che cercava, solo che non era così spettacolare come si aspettava”.</p>
<p><strong>2) Machu Picchu era un convento</strong></p>
<p>Bingham ipotizzò anche che Machu Picchu potesse essere stato un sito dedicato alle Vergini del Sole, un ordine di donne consacrate al dio inca del Sole, Inti.</p>
<p>Questa teoria era largamente basata sulle decine di scheletri ritrovati da Bingham sepolti nel sito. All&#8217;inizio del XX secolo l&#8217;osteologo americano George Eaton affermò che i resti appartenevano quasi tutti a donne.</p>
<p>&#8220;Penso però che la prima ipotesi di Bingham fosse quella di aver trovato Vilcabamba, perché è su quella che si concentravano le sue speranze”, dice l&#8217;antropologo John Verano della Tulane University di New Orleans. &#8220;L&#8217;idea delle Vergini probabilmente fu elaborata in seguito, dopo aver appreso le conclusioni di Eaton&#8221;.</p>
<p>Conclusioni che a loro volta, nel 2000, si rivelarono errate, quando Verano, all&#8217;epoca professore a Yale, riesaminò i resti scoprendo che in realtà appartenevano in egual misura a individui di sesso femminile e maschile. Le analisi di Verano si basavano su tratti distintivi di genere ancora sconosciuti all&#8217;epoca di Eaton.</p>
<p>Verano ritiene che Eaton possa essere stato tratto in inganno dalle dimensioni relativamente ridotte della popolazione andina, generalmente più bassa e gracile degli europei o degli africani a lui più familiari.</p>
<p>È interessante notare che Eaton invece identificò correttamente alcuni scheletri come appartenenti a neonati e bambini. Ma anziché capire che la loro presenza contraddiceva la sua ipotesi, attribuì questi corpi a &#8220;scappatelle” delle Vergini, racconta Verano.</p>
<p>Oggi gli archeologi sono quasi del tutto concordi nell&#8217;escludere che gli scheletri di Machu Picchu appartenessero a sacerdotesse inca, ritenendoli piuttosto i resti di servitori provenienti da vari angoli dell&#8217;Impero che lavoravano nella città.</p>
<p>&#8220;Se immaginiamo Machu Picchu come un &#8216;hotel&#8217; reale o una residenza per gli imperatori inca e i loro ospiti, quei corpi allora appartengono a chi cucinava, coltivava i campi e faceva le pulizie”, conclude Verano.</p>
<p><strong>3) Machu Picchu era una residenza imperiale</strong></p>
<p>L&#8217;interpretazione di Verano degli scheletri di Machu Picchu concorda con una delle teorie più diffuse sul sito, ovvero che si trattasse della residenza dell&#8217;imperatore inca del XV secolo Pachacuti.</p>
<p>Secondo questa ipotesi, Machu Picchu era il luogo in cui Pachacuti e la sua corte, o <em>panaca</em>, si rilassavano, andavano a caccia e intrattenevano gli ospiti.</p>
<p>&#8220;I membri della <em>panaca</em> di Pachacuti potrebbero aver trascorso qui periodi più o meno lunghi dell&#8217;anno”, dice Guillermo Cock, un archeologo di Lima il cui lavoro è stato finanziato dal Committee for Research and Exploration della National Geographic Society.</p>
<p>La teoria della &#8220;residenza estiva&#8221;, avanzata per la prima volta negli anni Ottanta, si basa perlopiù su documenti spagnoli del XVI secolo in cui si parla di una residenza estiva chiamata Picchu, costruita nella stessa regione di Machu Picchu.</p>
<p><strong>4) Machu Picchu era una rievocazione del mito inca della creazione</strong></p>
<p>Altri studiosi hanno ipotizzato che gli Inca, quando costruirono Machu Picchu, erano guidati da uno scopo più spirituale.</p>
<p>Nel 2009 uno studio di Giulio Magli, un astrofisico del Politecnico di Milano, ipotizzava che il sito fosse una versione in scala ridotta del paesaggio mitologico della religione inca.</p>
<p>Secondo Magli, Machu Picchu era un sito di pellegrinaggio dove i fedeli potevano rivivere simbolicamente l&#8217;arduo viaggio compiuto dai loro antenati. Viaggio che iniziava nel lago Titicaca in Bolivia e continuava sotto terra prima di riemergere in un luogo vicino Cusco.</p>
<p><strong>5) Machu Picchu fu costruito per onorare un paesaggio sacro</strong></p>
<p>Secondo un&#8217;altra teoria proposta dall&#8217;archeologo e antropologo Johan Reinhard nel suo libro del 1991 <em>Machu Picchu: Exploring an Ancient Sacred Center</em>, Machu Picchu occupava un posto speciale nel &#8220;paesaggio sacro&#8221; degli Inca.</p>
<p>Ad esempio, Machu Picchu è costruito su una montagna che è quasi del tutto circondata dal fiume Urubamba, che gli Inca chiamavano <em>Vilcamayo</em>, Fiume Sacro.</p>
<p>Reinhard inoltre sottolinea che il sorgere e il calare del sole, se osservati da determinati punti all&#8217;interno di Machu Picchu, sono precisamente allineati con alcune vette significative da un punto di vista religioso durante il solstizio e l&#8217;equinozio. E gli Inca credevano che il sole fosse il solo antenato divino.</p>
<p>&#8220;È un esempio di cosmologia intrecciata con un paesaggio sacro che è praticamente unico nelle Ande&#8230; [e] che assume un alto grado di sacralità perché combina la Terra e il cielo, che a loro volta si combinano nelle credenze incaiche&#8221;, dice Reinhard.</p>
<p><strong>6) E se fossero tutte vere?</strong></p>
<p>Mentre la maggior parte delle teorie su Machu Picchu mettono l&#8217;accento rispettivamente sul lato pratico o su quello spirituale dell&#8217;eventuale scopo del sito, Reinhard e altri studiosi ritengono che i due aspetti non debbano escludersi a vicenda.</p>
<p>&#8220;È probabile che fosse una residenza imperiale&#8230; ma perché si trova proprio lì, e perché ci si è presi tanta pena per costruirla?”, si chiede lo studioso.</p>
<p>L&#8217;archeologo peruviano Cock sottolinea che a differenza di molte culture moderne, gli Inca non facevano distinzioni fra stato e religione, quindi la possibilità che il sito avesse un doppio scopo non è da escludere.</p>
<p>&#8220;Per gli Inca, i due concetti si integravano&#8221;, dice Reinhard. &#8220;Qualunque posto in cui viveva l&#8217;imperatore era sacro, perché egli stesso lo era&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2011/07/22/news/a_cosa_serviva_machu_picchu_-434092/" target="_blank">National Geographic</a></p>
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		<title>I pirati dei Caraibi più famosi della storia/2</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 05:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Segue &#8220;I pirati dei caraibi più famosi della storia/1&#8243;. Francis Drake Un eroe per gli inglesi e un flagello per gli spagnoli, Sir Francis Drake è stato forse il più potente pirata della storia, che alla fine della sua carriera rispondeva solo a Sir Charles Howard e alla regina Elisabetta I. Abile marinaio e navigatore, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7188&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="I pirati dei Caraibi più famosi della storia/1" href="http://ilfattostorico.com/2011/05/26/i-pirati-dei-caraibi-piu-famosi-della-storia1/" target="_blank"><em>Segue &#8220;I pirati dei caraibi più famosi della storia/1&#8243;.</em></a></p>
<p><strong>Francis Drake</strong></p>
<p>Un eroe per gli inglesi e un flagello per gli spagnoli, Sir Francis Drake è stato forse il più potente pirata della storia, che alla fine della sua carriera rispondeva solo a Sir Charles Howard e alla regina Elisabetta I.</p>
<p>Abile marinaio e navigatore, Drake saccheggiò insediamenti e porti spagnoli e catturò galeoni carichi d&#8217;oro. Gli spagnoli arrivarono ad offrire una ricca ricompensa per chiunque avesse catturato o ucciso Drake, per l&#8217;equivalente di oltre 6 milioni dollari di oggi.</p>
<p>Drake è anche conosciuto come il primo inglese ogni ad aver circumnavigato il globo, impresa completata nel 1580.</p>
<div id="attachment_7206" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7206" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images1.jpg?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">Sir Francis Drake viene insignito del titolo di cavaliere da Elisabetta I (Getty Images)</p></div>
<p><strong>Anne Bonny e Mary Read</strong></p>
<p>Chi ha detto che i pirati erano solo uomini?</p>
<p>Anne Bonny e Mary Read furono due pirate in grado di farsi valere in una professione dominata dagli uomini.</p>
<p>Bonny entrò nella pirateria dopo aver avuto una relazione sentimentale con il pirata John &#8220;Calico Jack&#8221; Rackham, che sarebbe diventato famoso per aver avuto nella sua ciurma queste due donne. Dopo aver lasciato il marito e salpato con Rackham, Bonny divenne famosa come pirata e per la sua abilità nel combattimento, anche se non ottenne il comando di una nave.</p>
<p>In tutta la sua vita, Mary Read agì e venne trattata come un uomo. Nel 1720 si unì a Bonny e Rackham come pirata e nonostante abbiano operato insieme per poco tempo, i tre si sarebbero per sempre legati nella storia.</p>
<p>Nell&#8217;autunno dello stesso anno, Rackham e il suo equipaggio, tra cui Bonny e Read, vennero catturati. Durante il processo a Rackham, Bonny in qualità di testimone pronunciò la famosa frase: &#8220;Se avesse combattuto da uomo, a quest&#8217;ora non si sarebbe fatto impiccare come un cane!&#8221;.</p>
<p>Rackham fu giustiziato, e Bonny e Read l&#8217;avrebbero dovuto seguire, ma entrambe affermarono di essere incinte e le loro esecuzioni furono sospese temporaneamente.</p>
<p>Read morì a causa di complicanze del parto. Nulla si sa invece su quello che successe a Bonny dopo essere scampata all&#8217;esecuzione.</p>
<div id="attachment_7207" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7207" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis3.jpg?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><strong>Jean Lafitte</strong></p>
<p>Jean Lafitte è stato un eroe americano o un feroce criminale? A quanto sembra, un po&#8217; di entrambi.</p>
<p>Da un lato, Lafitte evitò di depredare le navi americane per gran parte della sua carriera di pirata, mentre invece non risparmiava le navi ​​inglesi e spagnole che si avventuravano nel Golfo del Messico. Difese anche con successo la città di New Orleans nella guerra anglo-americana del 1812 accanto a Andrew Jackson.</p>
<p>Dall&#8217;altro, era un contrabbandiere e un pirata che fece una piccola fortuna nella sua carriera (venne conosciuto per trattare bene i prigionieri nemici).</p>
<p>Anche se la sua reputazione è in discussione, Lafitte è noto senza dubbio per le voci di un tesoro sepolto che si lasciò alle spalle per tutta la Louisiana &#8211; una fortuna che è stata cercata per molto tempo dopo la sua morte, circa 200 anni fa.</p>
<div id="attachment_7208" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7208" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis4.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><strong>François l&#8217;Olonese</strong></p>
<p>Il bucaniere francese François L&#8217;Olonese, al secolo Jean-David Nau, potrebbe essere il più sanguinario pirata su questa lista. L&#8217;Olonese era particolarmente noto per il modo in cui trattava i suoi prigionieri.</p>
<p>Un racconto della sua spietatezza proviene dal saccheggio da Maracaibo, in Venezuela, una città che devastò e dalla quale si fece consegnare come riscatto oro, argento, gemme e schiavi.</p>
<p>L&#8217;Olonese squarciò il petto di un prigioniero spagnolo, ne estrasse il cuore e cominciò a dargli dei morsi davanti agli altri prigionieri, assicurando loro che li avrebbe uccisi e mangiati tutti se non avesse ottenuto le informazioni che voleva.</p>
<p>Ironia della sorte, alcuni mesi dopo questo episodio la sua nave si arenò al largo delle isole Las Petras, a Panamá, dove venne ucciso &#8211; e probabilmente mangiato &#8211; da una tribù nativa.</p>
<div id="attachment_7209" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7209" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images2.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p><strong>Stede Bonnet</strong></p>
<p>Stede Bonnet è stato forse il pirata peggiore di tutti. Peggiore non perché spietato, ma per la sua pura incompetenza.</p>
<p>A differenza di altri corsari e bucanieri che salirono dalle stalle alle stelle, Bonnet iniziò come un colto e ricco proprietario di piantagioni prima di passare alla pirateria, nonostante la totale inesperienza nella navigazione.</p>
<p>Non era certo il leader più capace, tuttavia incontrò ed ebbe un rapporto amichevole con Barbanera &#8211; che durò fino a quando questi non capì che Bonnet era un incapace, dopo di che gli prese pure la sua nave, la &#8220;Vendetta&#8221;.</p>
<p>Nel 1718, poco più di un anno dopo essersi dato alla pirateria, Bonnet fu catturato e impiccato, a soli 30 anni.</p>
<div id="attachment_7210" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7210" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis5.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><a href="http://news.discovery.com/history/most-famous-pirates-caribbean-110520.html" target="_blank">Discovery</a></p>
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		<title>I pirati dei Caraibi più famosi della storia/1</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 14:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il capitano Jack Sparrow può anche dominare i mari nel film &#8220;I Pirati dei Caraibi &#8211; Oltre i confini del mare&#8221;, ma molto prima che questo personaggio cinematografico sbancasse il botteghino, altri notevoli bucanieri, corsari, furfanti e mascalzoni hanno controllato i sette mari. Discovery presenta alcuni dei più famosi pirati che abbiano mai navigato nei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7170&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7190" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/disney-enterprises-inc-walt-disney-studios-motion-pictures.jpg"><img class="size-full wp-image-7190" title="(Disney Enterprises, Inc./Walt Disney Studios Motion Pictures)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/disney-enterprises-inc-walt-disney-studios-motion-pictures.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /></a><p class="wp-caption-text">(Disney Enterprises, Inc./Walt Disney Studios Motion Pictures)</p></div>
<p>Il capitano Jack Sparrow può anche dominare i mari nel film &#8220;I Pirati dei Caraibi &#8211; Oltre i confini del mare&#8221;, ma molto prima che questo personaggio cinematografico sbancasse il botteghino, altri notevoli bucanieri, corsari, furfanti e mascalzoni hanno controllato i sette mari.</p>
<p>Discovery presenta alcuni dei più famosi pirati che abbiano mai navigato nei Caraibi.</p>
<p><strong>Barbanera</strong></p>
<div id="attachment_7191" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7191" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Barbanera, al secolo Edward Teach, è uno dei pirati più leggendari ad aver mai sventolato la Jolly Roger.</p>
<p>Dopo aver trascorso i primi giorni della sua carriera da pirata nell&#8217;equipaggio di Benjamin Hornigold, un capitano corsaro con sede sull&#8217;isola di New Providence, Teach fece la gavetta e alla fine ottenne una sua nave, una fregata da 300 tonnellate con 40 cannoni che chiamò Queen Anne&#8217;s Revenge.</p>
<p>Come Barbanera continuava a catturare navi nei Caraibi, così il pirata entrava nella leggenda. Arricchendosi molto. Alla fine tentò persino di ritirarsi dalla pirateria dopo aver ricevuto una grazia, vendendo il suo bottino, abbandonando il suo equipaggio e andando a vivere nelle colonie americane.</p>
<p>Anche in pensione, tuttavia, Barbanera non riuscì a smettere di essere un pirata e presto cadde, ancora una volta, nell&#8217;abitudine di saccheggiare navi. L&#8217;allora governatore della Virginia, Alexander Spotswood, incaricò il tenente Robert Maynard, un esperto comandante navale, di catturare o uccidere Barbanera.</p>
<p>Dato che prima della battaglia Barbanera aveva perso la sua nave ammiraglia, la Queen Anne&#8217;s Revenge, il pirata era a corto di potenza di fuoco e di uomini. La battaglia, risultata in un combattimento corpo a corpo tra gli uomini della Royal Navy e quelli di Barbanera, incluse una lotta tra i due capitani. Maynard alla fine prevalse, ma Barbanera non era caduto facilmente. Dopo la sua morte, più di 20 ferite da arma da fuoco e spada furono trovate sul suo corpo.</p>
<p>Con la vittoria assicurata, Maynard legò la testa di Barbanera alla prua della sua nave come trofeo e avvertimento per gli altri aspiranti pirati.</p>
<p><strong>Henry Morgan</strong></p>
<div id="attachment_7192" class="wp-caption alignnone" style="width: 604px"><img class="size-full wp-image-7192" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Conosciuto per il suo coraggio e il suo comando, Henry Morgan è stato forse il più famoso bucaniere di tutti i tempi.</p>
<p>Morgan nacque in Galles nel 1635, ma la sua ambizione lo portò da giovane in Giamaica a cercare fama e fortuna.</p>
<p>Divenuto corsaro e capitano per conto degli inglesi, egli costruì la sua ricchezza, accumulò un esercito e aumentò la sua reputazione nelle campagne contro spagnoli e olandesi catturandone le navi e saccheggiando le loro città.</p>
<p>Morgan si ritirò in un luogo tranquillo e morì nel 1688, proprio quando l&#8217;età d&#8217;oro della pirateria cominciava a tramontare.</p>
<p><strong>Bartholomew Roberts</strong></p>
<div id="attachment_7193" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7193" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis2.jpg?w=600&#038;h=309" alt="" width="600" height="309" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Bartholomew Roberts, noto anche come Black Bart, fu pirata per solo poco più di tre anni, ma avrebbe lasciato il segno come uno dei pirati di più successo nella storia, avendo catturato quasi 500 navi nel corso della sua carriera.</p>
<p>Black Bart è diventato noto per il suo coraggio, spesso attaccava con successo navi molto più grandi della sua. Anche se le marine iniziarono ad usare la mano pesante verso la fine dell&#8217;età d&#8217;oro della pirateria, le cannoniere di Black Bart rimasero incontrastate.</p>
<p>Roberts era anche conosciuto come un pirata spietato. Una volta capitò che il capitano di una nave di schiavi si era rifiutato di pagare un riscatto, e perciò Roberts fece incendiare la nave con tutti gli schiavi ancora dentro.</p>
<p>Black Bart aveva anche delle piccole manie. Era conosciuto per vestirsi in modo impeccabile, e, da un uomo religioso, rifiutava di attaccare la domenica.</p>
<p>Nel 1722 Roberts morì durante una battaglia con la HMS Swallow, dopo essere stato colpito alla gola da un colpo di cannone.</p>
<p><strong>William Kidd</strong></p>
<div id="attachment_7194" class="wp-caption alignnone" style="width: 317px"><img class="size-full wp-image-7194" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p>Forse il più sfortunato capitano nella storia della pirateria, William &#8220;Captain&#8221; Kidd era un corsaro, ma finì per diventare un pirata.</p>
<p>In realtà, Kidd era stato incaricato di dare la caccia ai pirati da parte di Richard Coote, il governatore di New York e Massachusetts. Poco dopo aver cominciato la missione, però, un terzo del suo equipaggio era morto di colera, la sua nave perdeva a causa di numerose falle e i primi sforzi per attaccare le navi nemiche erano falliti.</p>
<p>Ancora peggio, Kidd non aveva incontrato alcun pirata. Kidd e il suo equipaggio erano disperati e la violenza all&#8217;interno dell&#8217;equipaggio era dilagante. Kidd uccise proprio il suo cannoniere, William Moore, e ciò tenne tranquillo quello che era stato un equipaggio ammutinato.</p>
<p>Nel gennaio del 1698, Kidd catturò una nave appartenente alla Compagnia britannica delle Indie orientali: era carica di oro, argento, seta e altri oggetti di valore. Dal momento che Kidd era un corsaro per conto dei britannici, questo attacco venne considerato un atto di pirateria (Kidd inizialmente credeva che la nave navigasse sotto la corona di Francia).</p>
<p>Dopo aver catturato la nave, tuttavia, cominciarono a sorgere leggende su dove Kidd avesse nascosto il suo tesoro, come raffigurato nell&#8217;illustrazione sopra.</p>
<p>Quando Kidd sbarcò a New York, apprese di essere stato dichiarato pirata. Venne arrestato a Boston, dove era andato con la falsa promessa di clemenza per i suoi crimini.</p>
<p>Kidd fu giudicato colpevole di un capo d&#8217;accusa per omicidio e cinque capi d&#8217;accusa per pirateria e condannato all&#8217;impiccagione il 23 maggio 1701.</p>
<p><a href="http://news.discovery.com/history/most-famous-pirates-caribbean-110520.html" target="_blank">Discovery</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/7170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/7170/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7170&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Top 5 dei monumenti che hanno cambiato colore nella storia</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 10:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facendo seguito alla scoperta che il celebre Forte Rosso di Delhi era in verità bianco, ecco presentati dal Telegraph altri famosi monumenti che nel corso della storia hanno cambiato colore. Il Partenone La bianca pietra del Partenone di Atene era una volta dipinta con degli sgargianti rosso, blu e giallo, secondo gli scienziati che hanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7160&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facendo seguito alla scoperta che il celebre Forte Rosso di Delhi era in verità bianco, ecco presentati dal <em>Telegraph</em> altri famosi monumenti che nel corso della storia hanno cambiato colore.</p>
<div id="attachment_7166" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forte_rosso"><img class="size-full wp-image-7166" title="Il Forte Rosso a Delhi (wiki)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/wiki3.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Il Forte Rosso (wiki)</p></div>
<p><strong>Il Partenone</strong></p>
<p>La bianca pietra del Partenone di Atene era una volta dipinta con degli sgargianti rosso, blu e giallo, secondo gli scienziati che hanno trovato tracce di pigmenti sul marmo dell&#8217;edificio.</p>
<div id="attachment_7161" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://berengirit.wordpress.com/category/ic/"><img class="size-full wp-image-7161" title="(berengiritva312.files.wordpress.com)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/berengiritva312-files-wordpress-com.jpg?w=600&#038;h=450" alt="" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">(berengiritva312.files.wordpress.com)</p></div>
<p><strong>La cattedrale di San Basilio</strong></p>
<p>La cattedrale di San Basilio nella Piazza Rossa di Mosca acquisì gli attuali vividi colori solamente in fasi successive tra il 1680 ed il 1848. In origine le cupole a cipolla erano dorate e in generale i colori della cattedrale erano più tenui.</p>
<div id="attachment_7162" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_San_Basilio"><img class="size-full wp-image-7162" title="(wiki)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/wiki.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">(wiki)</p></div>
<p><strong>I templi Maya</strong></p>
<p>Gli antichi Maya dipingevano alcuni dei loro ornati templi con la mica, un minerale cristallino, per farli brillare al Sole. Gli scienziati ne hanno trovato tracce analizzando il tempio di Rosalila a Copán, in Honduras. Il tempio, costruito nel VI secolo d.C., si trova all&#8217;interno di una gigantesca piramide costruitagli intorno.</p>
<div id="attachment_7163" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.flickr.com/photos/mikey_stephens/4776105171/"><img class="size-full wp-image-7163" title="(Mikey Stephens)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/mikey-stephens.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Replica del tempio di Rosalila (Mikey Stephens)</p></div>
<p><strong>La Torre Eiffel</strong></p>
<p>Gustave Eiffel dipinse la sua torre di rosso quando la costruì nel 1889, e da allora è passata per il giallo, il beige e il rossastro. Oggi questa torre di 324 metri è dipinta col &#8220;marrone Eiffel&#8221; in tre sfumature diverse, con la più scura in basso e la più chiara in alto.</p>
<div id="attachment_7164" class="wp-caption alignnone" style="width: 370px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Eiffel"><img class="size-full wp-image-7164 " title="(wiki)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/wiki1.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">(wiki)</p></div>
<p><strong>La Torre di Londra</strong></p>
<p>Il maschio centrale della Torre di Londra divenne noto come la Torre Bianca nel 1240, dopo che venne fatto imbiancare da Enrico III. Oggi, però, gli è stato permesso di tornare al colore originale della pietra.</p>
<div id="attachment_7165" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Londra"><img class="size-full wp-image-7165" title="(wiki)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/wiki2.jpg?w=600&#038;h=459" alt="" width="600" height="459" /></a><p class="wp-caption-text">(wiki)</p></div>
<p><a href="http://www.telegraph.co.uk/news/8526613/Red-Fort-How-history-has-changed-the-colour-of-our-monuments.html" target="_blank">The Telegraph</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/7160/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/7160/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7160&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/wiki3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Il Forte Rosso a Delhi (wiki)</media:title>
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			<media:title type="html">(berengiritva312.files.wordpress.com)</media:title>
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			<media:title type="html">(wiki)</media:title>
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			<media:title type="html">(Mikey Stephens)</media:title>
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			<media:title type="html">(wiki)</media:title>
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			<media:title type="html">(wiki)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La top ten delle previsioni fallite sul giorno del Giudizio Universale</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2011/05/20/la-top-ten-delle-previsioni-fallite-sul-giorno-del-giudizio-universale/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Discovery ci presenta alcune delle più famose profezie sul giorno del Giudizio Universale nella storia. Cominciamo con la previsione più imminente: il 21 maggio. Il pastore Harold Camping, presidente di Family Radio, è convinto che, avendo decodificato i brani della Bibbia, il Rapimento avrà luogo il 21 maggio 2011, un evento accompagnato da un terremoto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=7142&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Discovery</em> ci presenta alcune delle più famose profezie sul giorno del Giudizio Universale nella storia.</p>
<p>Cominciamo con la previsione più imminente: il 21 maggio. Il pastore Harold Camping, presidente di Family Radio, è convinto che, avendo decodificato i brani della Bibbia, il Rapimento avrà luogo il 21 maggio 2011, un evento accompagnato da un terremoto globale senza precedenti. Il mondo cesserà di esistere cinque mesi più tardi, il 21 ottobre 2011.</p>
<p>Camping ha un piccolo, ma devoto seguito che sente come suo dovere avvertire i non credenti dell&#8217;apocalisse imminente. Così viaggiano in tutto il paese con cartelli, cappelli, autobus dipinti e libri che avvertono dell&#8217;imminente catastrofe.</p>
<p>Quando gli è stato chiesto se avesse considerato cosa avrebbe potuto fare il 22 maggio, Camping ha detto: &#8220;Non c&#8217;è alcun piano B&#8221;.</p>
<p>Nonostante la fede nelle sue convinzioni, Camping si era già sbagliato in precedenza. Aveva predetto la fine del mondo nel 1994, ma adesso dice che si trattava di una valutazione prematura visto che non aveva completato la sua ricerca.</p>
<div id="attachment_7143" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7143" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images.png?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p>Il Large Hadron Collider è l&#8217;acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato, e può contribuire a svelare i misteri del nostro universo. Ha già stabilito dei record sulle collisioni delle particelle.</p>
<p>Non ha, tuttavia, ancora provocato la fine del mondo, come molti temevano quando l&#8217;LHC venne acceso nel settembre 2009. Pensavano che avrebbe potuto creare un piccolo buco nero che sarebbe diventato un enorme buco nero che avrebbe inghiottito il pianeta.</p>
<div id="attachment_7144" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7144" title="(CERN)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/cern.png?w=600&#038;h=315" alt="" width="600" height="315" /><p class="wp-caption-text">(CERN)</p></div>
<p>Quando l&#8217;orologio spostò le lancette dalle 11:59 del 31 dicembre 1999 alla mezzanotte, tutti i computer del mondo erroneamente credettero che il 2000 era in realtà l&#8217;anno 1900. Il mercato azionario andò nel caos, gli aerei precipitarono a terra e le basi missilistiche lanciarono i loro missili nucleari.</p>
<p>O almeno questo è ciò che sarebbe dovuto accadere secondo alcuni profeti di sventura. Alla fine l&#8217;ultimo anno del secondo millennio è arrivato senza problemi &#8211; proprio come i 1.000 anni che l&#8217;hanno preceduto.</p>
<div id="attachment_7145" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7145" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images1.png?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p>Nel 1555, Nostradamus predisse che il mondo sarebbe finito 444 anni dopo &#8211; forse.</p>
<p>Data la natura criptica dei suoi scritti, è difficile determinare cosa esattamente pensasse che sarebbe accaduto nel 1999. Il punto è che non è successo.</p>
<div id="attachment_7146" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7146" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis.png?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Non tutte le profezie religiose della fine del mondo sono scritte nella Bibbia.</p>
<p>I membri di Heaven&#8217;s Gate, una setta apparsa negli anni &#8217;70 a San Diego, in California, credevano che la fine del mondo si stesse avvicinando. Erano inoltre convinti che la cometa Hale-Bopp fosse in realtà seguita da un UFO sul quale sarebbero potuti fuggire dall&#8217;imminente apocalisse.</p>
<p>Per imbarcarsi sull&#8217;astronave, un gruppo di 39 membri della Heaven&#8217;s Gate fece un suicidio di massa nel marzo del 1997. La cometa ha continuato il suo viaggio attraverso il cosmo, lasciando la Terra alle spalle nella stessa forma di sempre.</p>
<div id="attachment_7147" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7147" title="(NASA)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/nasa.png?w=600&#038;h=310" alt="" width="600" height="310" /><p class="wp-caption-text">(NASA)</p></div>
<p>Cosa succede quando un ingegnere della NASA si interessa delle profezie sul giorno del giudizio? La stessa cosa che succede quando qualsiasi altra persona si interessa delle profezie sul giorno del giudizio.</p>
<p>Edgar Whisenant, un dipendente della NASA, ha pubblicato un libro intitolato <em>88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988</em> (&#8220;88 ragioni per cui il Rapimento avverrà nel 1988&#8243;) che è stato un bestseller. In esso, Whisenant aveva cercato gli stessi tipi di indizi numerici nella Bibbia che Camping utilizza per predire il suo giorno del giudizio del 21 maggio.</p>
<p>La conclusione di Whisenant, tuttavia, era che il mondo sarebbe finito nel settembre 1988. I giorni andavano e venivano, e Whisenant tentò di rivedere la sua previsione parecchie volte.</p>
<p>Ma a differenza di Camping, Whisenant sembra aver perso credibilità dopo tali cambiamenti.</p>
<div id="attachment_7148" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7148" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis1.png?w=600&#038;h=310" alt="" width="600" height="310" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Nel libro <em>The Jupiter Effect</em> (&#8220;L&#8217;effetto di Giove&#8221;), bestselller del 1974, gli autori John Gribbin e Stephen Plagemann predissero che un allineamento dei pianeti il 10 marzo 1982 avrebbe gettato il clima della Terra nel caos.</p>
<p>Anche se le enormi tempeste e i massicci cambiamenti nella velocità di rotazione della Terra non avvennero mai quel giorno, ci fu un cambiamento globale osservato &#8211; e inaspettato &#8211; che potrebbe essere associato all&#8217;evento: le alte maree quel giorno furono superiori di ben 0,04 millimetri.</p>
<p>Da allora sono sorte simili teorie che collegano gli allineamenti planetari al giorno del giudizio, la più famosa delle quali avrebbe dovuto verificarsi quando Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno si allinearono con il Sole e la Luna il 5 maggio 2000.</p>
<div id="attachment_7149" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7149" title="(NASA)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/nasa1.png?w=600&#038;h=310" alt="" width="600" height="310" /><p class="wp-caption-text">(NASA)</p></div>
<p>Dopo che Joseph Smith fondò il mormonismo negli anni &#8217;20 del 1800, non ebbe molto tempo per avviare la sua nascente religione. Dopo tutto, anni dopo nel 1835 predisse che il mondo sarebbe finito entro 56 anni.</p>
<p>I mormoni, tuttavia, sostengono che il sermone di Smith del 1835 sia stato male interpretato e non era in realtà una previsione della fine dei tempi, affermando che Smith aveva precedentemente detto di non sapere la data della Seconda Venuta.</p>
<div id="attachment_7150" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7150" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/corbis2.png?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p>Se pensate che la festa finisca dopo il 21 maggio vi sbagliate. Ci sono molti altri Giudizi Universali in arrivo.</p>
<p>Il 2012 è di fatto strapieno di teorie al riguardo, la più famosa delle quali è la previsione attribuita ai Maya che preannuncia la fine del mondo il 21 dicembre 2012.</p>
<p>Come avverrà l&#8217;apocalisse Maya è molto dibattuto tra chi ci crede. Tutto, da un&#8217;eruzione solare a una collisione con un misterioso pianeta, è stato ipotizzato come un possibile scenario della fine dei tempi.</p>
<div id="attachment_7151" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7151" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images2.png?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p>E nel caso arriviate a vedere il 2060, avrete appena fatto in tempo a vivere un ultimo scenario apocalittico. Uno scarabocchio scritto a mano su una nota lasciato da questo volto famoso contiene tale previsione.</p>
<p>E chi è il tizio che ha dichiarato la fine del mondo nel 2060?</p>
<p>Niente meno che Sir Isaac Newton.</p>
<div id="attachment_7152" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-7152" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/05/getty-images3.png?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p><a href="http://news.discovery.com/history/may-21-doomsday-apocalypse-armageddon-110518.html" target="_blank">Discovery News</a></p>
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		<title>La top ten delle innovazioni della guerra civile americana</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del 150 ° anniversario dell&#8217;inizio della guerra civile americana (1861-1865), Discovery ha pensato di ricordare alcune delle invenzioni e delle innovazioni emerse dalla guerra tra l&#8217;Unione e la Confederazione &#8211; un conflitto che ha ucciso oltre 620.000 persone, circa il 2% della popolazione degli Stati Uniti. Fu anche un momento di grande creatività [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=6627&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6631" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6631" title="La bandiera confederata sventola su Fort Sumter il 14 aprile 1861, due giorni dopo quello che è considerato l'inizio della guerra civile (U.S. National Archives)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/la-bandiera-confederata-vola-su-fort-sumter-il-14-aprile-1861-due-giorni-dopo-quello-che-c3a8-considerato-linizio-della-guerra-civile-u-s-national-archives.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">La bandiera confederata sventola su Fort Sumter il 14 aprile 1861, due giorni dopo quello che è considerato l´inizio della guerra civile (U.S. National Archives)</p></div>
<p>In occasione del 150 ° anniversario dell&#8217;inizio della guerra civile americana (1861-1865), Discovery ha pensato di ricordare alcune delle invenzioni e delle innovazioni emerse dalla guerra tra l&#8217;Unione e la Confederazione &#8211; un conflitto che ha ucciso oltre 620.000 persone, circa il 2% della popolazione degli Stati Uniti.</p>
<p>Fu anche un momento di grande creatività industriale: nel 1864 furono concessi ben 5.000 brevetti, e non erano tutte legati alla guerra.</p>
<p>Sapevate che la guerra civile americana fu la prima volta che gli uomini portarono in battaglia orologi da tasca, latte in scatola e scarpe di dimensioni standard? Ecco la top 10 delle innovazioni della guerra di secessione americana.</p>
<div id="attachment_6644" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_secessione_americana"><img class="size-full wp-image-6644" title="In blu e azzurro gli stati dell'Unione, in rosso quelli della Confederazione (wiki)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/in-blu-e-azzurro-gli-stati-dellunione-in-rosso-quelli-della-confederazione-wiki.png?w=600&#038;h=373" alt="" width="600" height="373" /></a><p class="wp-caption-text">In blu e azzurro gli stati dell′Unione, in rosso quelli della Confederazione (wiki)</p></div>
<p><strong>1. La banconota</strong></p>
<p>La guerra civile ha trasformato il sistema bancario statunitense. La cartamoneta diventò moneta legale per la prima volta e i &#8220;verdoni&#8221; (dal nome dell&#8217;inchiostro verde anti-contraffazione usato sul retro delle banconote) furono emessi dal governo federale, in sostituzione delle banconote emesse dalle banche locali in tutto il paese.</p>
<p>Queste banconote locali non sempre venivano accettate nelle altre regioni, e anche se lo erano ricevevano solo il 90% del valore nominale. Nonostante le nuove banconote fossero sostenute dal governo federale, anche alcuni soldati confederati chiedevano di essere pagati con queste.</p>
<div id="attachment_6632" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6632" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/getty-images1.jpg?w=600&#038;h=248" alt="" width="600" height="248" /><p class="wp-caption-text">(Getty Images)</p></div>
<p><strong>2. Cibo in scatola</strong></p>
<p>Fino alla guerra, la maggior parte del cibo veniva preparato e consumato a livello locale. Gail Borden brevettò il latte condensato nel 1854 e quando iniziò la guerra vendette alla Marina il caffè e il sidro condensati. Nel 1862, Borden scoprì che decine di migliaia di soldati mangiavano i suoi prodotti in scatola: &#8220;biscotti a base di carne&#8221; (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gail_Borden#Meat_biscuits" target="_blank"><em>meat biscuits</em></a>), caffè condensato e latte condensato.</p>
<p>La guerra fornì il mercato che fece decollare questa tecnologia. Imprenditori come Van Camps, Armour e Swift misero il nome su scatole monodosi di fagioli e carne, secondo Scott R. Nelson, professore di storia presso il College of William and Mary e autore di &#8220;People at War: A Social History of the Civil War&#8221;.</p>
<p>La nuova disponibilità di cibi in scatola includevano cose come l&#8217;aragosta, mirtilli, carne e torte allo zenzero.</p>
<div id="attachment_6633" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6633" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/corbis2.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><strong>3. Orologio da tasca</strong></p>
<p>Fino alla guerra, gli orologi portatili erano un bene di lusso per gli ultra-ricchi. La Waltham Watch Company nel Massachusetts capì però come fare pezzi intercambiabili per i loro orologi da tasca, il che li rese accessibili alle masse, dice Alexis McCrossen, professore di storia presso la Southern Methodist University.</p>
<p>Questa innovazione coincise con l&#8217;inizio della guerra, e i soldati cominciarono a portare gli orologi in battaglia. Le incisioni personalizzate sul coperchio ricordavano le persone care a casa. Inoltre, gli orologi permettevano anche di tenersi aggiornati col programma negli accampamenti militari.</p>
<div id="attachment_6634" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6634" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/corbis3.jpg?w=600&#038;h=313" alt="" width="600" height="313" /><p class="wp-caption-text">Gli effetti personali di un soldato (Corbis)</p></div>
<p><strong>4. Macchine per cucire</strong></p>
<p>Lo sviluppo della macchina per cucire consentì un&#8217;enorme espansione in tutto, dalle tende alle uniformi militari e alle coperte, dice J. Ritchie Garrison, professore di storia presso l&#8217;Università di Delaware. Portò inoltre alla creazione di diversi tessuti, tra cui teloni gommati impermeabili, spesso portati dai reggimenti di fanteria nelle campagne militari.</p>
<div id="attachment_6635" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6635" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/corbis4.jpg?w=600&#038;h=310" alt="" width="600" height="310" /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><strong>5. Misure standard</strong></p>
<p>Se si voleva un nuovo paio di scarpe, è probabile che si sarebbe dovuto pagare il calzolaio locale. Ma data la preparazione di grandi eserciti, tale soluzione non era fattibile. Per la prima volta furono utilizzate misure di scarpe standard, nonché le taglie per le uniformi.</p>
<div id="attachment_6636" class="wp-caption alignnone" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-6636" title="(Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/getty-images2.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Il generale Ulysses S. Grant appare in uniforme (Getty Images)</p></div>
<p><strong>6. Armamento</strong></p>
<p>In termini di distruzione, nessun&#8217;altra guerra aveva avuto la stessa potenza di fuoco della guerra civile americana. Entrambe le parti usarono un fucile di recente sviluppo che dava ai proiettili un movimento rotatorio e aumentò la gittata da 90 a 450 metri. Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pallottola_Mini%C3%A9" target="_blank">pallottole Minié</a> erano molto più pericolose delle pallottole precedenti e potevano distruggere ossa e tessuti.</p>
<p>La rivoltella a sei cartucce venne inventata e distribuita agli ufficiali. Anche fucili e carabine potevano sparare colpi multipli &#8211; più dei tre o quattro colpi al minuto che facevano i modelli più vecchi, dice Garrison.</p>
<div id="attachment_6637" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-6637" title="(Corbis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/corbis5.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Corbis)</p></div>
<p><strong>7. Il telegrafo</strong></p>
<p>L&#8217;e-mail del 19° secolo era uno strumento fondamentale sia per i militari che per la stampa. L&#8217;invenzione di Samuel Morse aveva già avuto un impatto negli anni prima della guerra, con 50.000 miglia di cavi telegrafici dal 1860. Altre 15.000 miglia vennero aggiunte da parte dell&#8217;Unione e il Presidente Lincoln usò il telegrafo per ottenere informazioni in tempo reale dai suoi generali.</p>
<p>Entro l&#8217;ottobre del 1861, il telegrafo si estendeva da costa a costa, eliminando il Pony Express. Durante la guerra, molti importanti brevetti migliorarono la distanza e la potenza dell&#8217;originale telegrafo Morse.</p>
<div id="attachment_6638" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6638" title="Soldati che installano cavi telegrafici (U.S. National Archives)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/u-s-national-archives.jpg?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">Soldati che installano cavi telegrafici (U.S. National Archives)</p></div>
<p><strong>8. Navi corazzate</strong></p>
<p>La Marina confederata non poteva eguagliare quella dell&#8217;Unione, quindi aveva bisogno di una super-arma per cambiare l&#8217;equilibrio di potere, dice Edward Sheehy, storico presso l&#8217;Università di LaSalle.</p>
<p>I confederati erano riusciti a impadronirsi di una fregata dell&#8217;Unione. Gli ingegneri la smontarono, misero pannelli di ferro su di essa e l&#8217;imbarcazione riuscì così ad affondare due navi da guerra di legno dell&#8217;Unione ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Hampton_Roads" target="_blank">Hampton Roads</a>.</p>
<p>Il giorno dopo dovette però affrontare un&#8217;altra nave con corazzatura, la USS Monitor, costruita in 90 giorni e contenente oltre 40 invenzioni brevettabili.</p>
<p>&#8220;La prima battaglia tra navi corazzate risultò in un pareggio&#8221;, ha detto Sheehy. &#8220;Ma in realtà si trattava di una vittoria dell&#8217;Unione, visto che potevano produrre le Monitor più velocemente. Queste non furono le prime navi corazzate, ma parteciparono alla prima battaglia che coinvolse solo navi in ​​acciaio&#8221;.</p>
<div id="attachment_6639" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6639" title="(U.S. National Archives)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/u-s-national-archives1.jpg?w=600&#038;h=312" alt="" width="600" height="312" /><p class="wp-caption-text">(U.S. National Archives)</p></div>
<p><strong>9. Le ferrovie</strong></p>
<p>L&#8217;espansione della ferrovia permise agli eserciti di spostare più grandi quantità di materiali e uomini rispetto a prima, spiega Garrison. È stata la prima grande guerra in stile europeo combattuta con navi a vapore e ferrovia.</p>
<div id="attachment_6640" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6640" title="(U.S. National Archives)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/u-s-national-archives2.jpg?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">(U.S. National Archives)</p></div>
<p><strong>10. Il mietitore di McCormick</strong></p>
<p>Questo sistema &#8220;risparmia-lavoro&#8221; concedeva a tre braccianti di fare il lavoro di 10 o 12. Quando scoppiò la guerra, i proprietari delle aziende degli stati del nord, dove cresceva il grano, riuscirono a lasciare le loro famiglie e andare in guerra senza perdere il proprio sostentamento, dice Jeremy Atack, professore di storia e di economia presso la Vanderbilt University.</p>
<p>Brevettata nel 1834 da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cyrus_McCormick" target="_blank">Cyrus McCormick</a>, il dispositivo si diffuse dopo il 1850 quando McCormick costruì una fabbrica a Chicago. Le vendite salirono alle stelle negli anni della guerra, e iniziò una lunga marcia di automazione nelle aziende americane.</p>
<div id="attachment_6641" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-6641" title="(U.S. National Archives)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/u-s-national-archives3.jpg?w=600&#038;h=311" alt="" width="600" height="311" /><p class="wp-caption-text">(U.S. National Archives)</p></div>
<p>Fonte: <a href="http://news.discovery.com/history/civil-war-innovations-110328.html" target="_blank">Discovery</a>.</p>
<p>P. S. A questo interessante elenco aggiungerei anche il primo affondamento di una nave da parte di un sommergibile (vedi commento).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/6627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/6627/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=6627&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
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		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/la-bandiera-confederata-vola-su-fort-sumter-il-14-aprile-1861-due-giorni-dopo-quello-che-c3a8-considerato-linizio-della-guerra-civile-u-s-national-archives.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">La bandiera confederata sventola su Fort Sumter il 14 aprile 1861, due giorni dopo quello che è considerato l&#039;inizio della guerra civile (U.S. National Archives)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2011/04/in-blu-e-azzurro-gli-stati-dellunione-in-rosso-quelli-della-confederazione-wiki.png" medium="image">
			<media:title type="html">In blu e azzurro gli stati dell&#039;Unione, in rosso quelli della Confederazione (wiki)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(Getty Images)</media:title>
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			<media:title type="html">(Corbis)</media:title>
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			<media:title type="html">(Corbis)</media:title>
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			<media:title type="html">(Corbis)</media:title>
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			<media:title type="html">(Getty Images)</media:title>
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			<media:title type="html">(Corbis)</media:title>
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			<media:title type="html">Soldati che installano cavi telegrafici (U.S. National Archives)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(U.S. National Archives)</media:title>
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			<media:title type="html">(U.S. National Archives)</media:title>
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			<media:title type="html">(U.S. National Archives)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La top ten delle notizie di archeologia del 2010</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2010/12/27/la-top-ten-delle-notizie-di-archeologia-del-2010/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2010/12/27/la-top-ten-delle-notizie-di-archeologia-del-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 21:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ilfattostorico.com/?p=5746</guid>
		<description><![CDATA[National Geographic presenta la classifica delle notizie sull&#8217;archeologia più popolari nel 2010. 10. Il tunnel segreto del faraone In piedi su dei gradini di legno che proteggono una scalinata di pietra di 3300 anni, Zahi Hawass posa in un misterioso tunnel che collega l&#8217;antica tomba del faraone Seti I a&#8230; niente. Dopo tre anni passati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5746&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>National Geographic presenta la classifica delle notizie sull&#8217;archeologia più popolari nel 2010.</p>
<p><strong>10. Il tunnel segreto del faraone</strong></p>
<p>In piedi su dei gradini di legno che proteggono una scalinata di pietra di 3300 anni, Zahi Hawass posa in un misterioso tunnel che collega l&#8217;antica tomba del faraone Seti I a&#8230; niente.</p>
<p>Dopo tre anni passati a rimuovere i detriti e recuperare manufatti con un sistema di carrelli di miniera (le rotaie sono visibili sulla sinistra), gli scavatori hanno raggiunto un muro. Sembra che gli antichi operai che crearono il tunnel sotto la Valle dei Re si fermarono bruscamente dopo aver scavato 147 metri nella roccia.</p>
<p><a title="Raggiunta la fine del tunnel della tomba di Seti I" href="http://ilfattostorico.com/2010/06/30/raggiunta-la-fine-del-tunnel-della-tomba-di-seti-i/" target="_blank"><em>Vedi: Raggiunta la fine del tunnel della tomba di Seti I.</em></a></p>
<div id="attachment_5747" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5747" title="(Amr Abdallah Dalsh, Reuters)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/amr-abdallah-dalsh-reuters.jpg?w=600&#038;h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">(Amr Abdallah Dalsh, Reuters)</p></div>
<p><strong>9. Una capsula del tempo in Antartide</strong></p>
<p>Quasi un secolo dopo la spedizione nel Polo Sud da parte del capitano Robert Falcon Scott, gli esperti stanno lavorando per salvare la capanna di legno dell&#8217;esploratore britannico (fotografata sull&#8217;isola di Ross nell&#8217;agosto del 2006), e altre tre situate nell&#8217;area, per evitare che finiscano sepolte per sempre sotto la neve.</p>
<p>L&#8217;edificio, grande 15 x 7.6 metri, poteva ospitare fino a 33 uomini. Scott e compagni ci stettero prima della sfortunata spedizione Terra Nova, quando, nel tentativo di raggiungere per primi il Polo Sud, lui e altri quattro compagni morirono.</p>
<div id="attachment_5748" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5748" title="(Barcroft/Fame Pictures)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/barcroft-fame-pictures.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Barcroft/Fame Pictures)</p></div>
<p><strong>8. Il Titanic si sta deteriorando</strong></p>
<p>In questa fotografia rilasciata l&#8217;1 settembre &#8211; il 25&#8242; anniversario della riscoperta del Titanic &#8211; si vedono i &#8220;ghiaccioli&#8221; di ruggine che ormai hanno invaso il relitto, situato a una profondità di 3.8 chilometri.</p>
<p>Questa e altre immagini del Titanic, fatte a fine agosto, sono tra i primi risultati della <em>Expedition Titanic</em>. Il suo obiettivo: usare produzione di immagini acustiche, sonar e video 3-D per preservare il Titanic nel suo attuale stato e aiutare a determinare di quanto si sia mosso il relitto e quanto potrebbe durare.</p>
<div id="attachment_5749" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5749" title="(Premier Exhibitions, Inc. and Woods Hole Oceanographic Institution)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/premier-exhibitions-inc-and-woods-hole-oceanographic-institution.jpg?w=600&#038;h=347" alt="" width="600" height="347" /><p class="wp-caption-text">(Premier Exhibitions, Inc. and Woods Hole Oceanographic Institution)</p></div>
<p><strong>7. 12 punti di riferimento che stanno svanendo</strong></p>
<p>Gli affreschi danneggiati della chiesa di San Gregorio &#8211; Tigran Honents sono il risultato dell&#8217;incuria nella città medievale di Ani, oggi in Turchia.</p>
<p>Posta in una zona militarizzata vicino al confine con l’Armenia, la città è uno dei 12 siti culturali sul punto di crollare, secondo un rapporto stilato dalla Global Heritage Fund.</p>
<p><a title="12 siti sul punto di crollare" href="http://ilfattostorico.com/2010/10/24/12-siti-sul-punto-di-crollare/" target="_blank"><em>Vedi: 12 siti sul punto di crollare.</em></a></p>
<div id="attachment_5752" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5752" title="(Umit Bektas, Reuters)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/umit-bektas-reuters.jpg?w=600&#038;h=375" alt="" width="600" height="375" /><p class="wp-caption-text">(Umit Bektas, Reuters)</p></div>
<p><strong>6. I risultati degli esami del DNA di Tutankhamon</strong></p>
<p>Oggi, il faraone Tutankhamon potrebbe essere visto come il golden boy dell&#8217;antico Egitto. Ma durante il suo regno non era esattamente un robusto dio del Sole.</p>
<p>Uno studio del DNA ha dimostrato che era di corporatura fragile, afflitto da malaria e malattie alle ossa. La sua salute era forse stata compromessa dalle sue (recentemente scoperte) origini incestuose.</p>
<p><a title="I misteri della vita di Tutankhamon" href="http://ilfattostorico.com/2010/02/17/i-misteri-della-vita-di-tutankhamon/" target="_blank"><em>Vedi: I misteri della vita di Tutankhamon</em></a></p>
<div id="attachment_5754" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5754" title="(Kenneth Garrett, National Geographic Stock)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/kenneth-garrett-national-geographic-stock.jpg?w=600&#038;h=448" alt="" width="600" height="448" /><p class="wp-caption-text">(Kenneth Garrett, National Geographic Stock)</p></div>
<p><strong>5. Trovato un tempio &#8220;mitico&#8221;</strong></p>
<p>Il complesso religioso di mille anni fa (che include una tomba con sacrifici umani, mostrati nella ricostruzione digitale) è stato trovato sotto le dune del Perù nordoccidentale.</p>
<p>La scoperta del complesso, scavato vicino alla città di Chiclayo tra il 2006 e il 2009, ha fornito elementi concreti sulla leggenda di Naylamp, il mitico fondatore della civiltà pre-Inca di Lambayeque nell’VIII secolo d.C., a seguito del caduta della civiltà Moche.</p>
<p><a title="Il tempio di Naylamp" href="http://ilfattostorico.com/2010/01/30/il-tempio-di-naylamp/" target="_blank"><em>Vedi: Il tempio di Naylamp</em></a></p>
<div id="attachment_5755" class="wp-caption alignnone" style="width: 588px"><img class="size-full wp-image-5755" title="(Carlos Wester La Torre)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/carlos-wester-la-torre.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Carlos Wester La Torre)</p></div>
<p><strong>4. I laser rivelano una città Maya</strong></p>
<p>I laser aereotrasportati utilizzati dai coniugi Chase sono riusciti a penetrare la fitta giungla dell&#8217;America Centrale e a svelare nuove eccezionali immagini dell&#8217;antica città Maya di Caracol, nel Belize.</p>
<p>Una versione avanzata della tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lidar" target="_blank">LiDAR</a> ha permesso di ricostruire in 3-D l&#8217;insediamento, che è molto più grande di quanto chiunque pensasse. Il rilevamento ha svelato edifici sconosciuti, strade e altre caratteristiche in soli quattro giorni.</p>
<p><a title="Una nuova tecnologia laser svela la città Maya di Caracol" href="http://ilfattostorico.com/2010/05/14/una-nuova-tecnologia-laser-svela-la-citta-maya-di-caracol/" target="_blank"><em>Vedi: Una nuova tecnologia laser svela la città Maya di Caracol.</em></a></p>
<div id="attachment_5757" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5757" title="(University of Central Florida Caracol Archaeological Project)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/university-of-central-florida-caracol-archaeological-project.jpg?w=600&#038;h=315" alt="" width="600" height="315" /><p class="wp-caption-text">(University of Central Florida Caracol Archaeological Project)</p></div>
<p><strong>3. Delle forme mostrano un mondo amazzonico &#8220;perduto&#8221;</strong></p>
<p>Centinaia di cerchi, quadrati e altre forme geometriche una volta nascoste dalla foresta indicano l&#8217;esistenza &#8211; secondo un nuovo studio &#8211; di un&#8217;antica società precedentemente sconosciuta, fiorita in Amazzonia.</p>
<p>Le immagini satellitari della parte superiore del bacino dell&#8217;Amazzonia, prese dal 1999, hanno rivelato più di 200 sterramenti distanti anche più di 250 chilometri.</p>
<p>I ricercatori che hanno condotto lo studio, tuttavia, stimano che nell&#8217;intera Amazzonia il numero di tali opere &#8211; il cui scopo è sconosciuto &#8211; sia superiore di circa dieci volte.</p>
<p><a title="Un’antica civiltà amazzonica" href="http://ilfattostorico.com/2010/09/22/unantica-civilta-amazzonica/" target="_blank"><em>Vedi: Un&#8217;antica civiltà amazzonica</em></a>.</p>
<div id="attachment_5761" class="wp-caption alignnone" style="width: 608px"><img class="size-full wp-image-5761" title="(Édison Caetano)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/c3a9dison-caetano.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(Édison Caetano)</p></div>
<p><strong>2. Trovata l&#8217;arca di Noè?</strong></p>
<p>Un team di esploratori di un&#8217;organizzazione evangelica ha annunciato lo scorso aprile di aver trovato i resti dell&#8217;arca di Noè sotto la neve e i detriti vulcanici sul monte Ararat.</p>
<p>Ma alcuni alcuni archeologi e storici hanno preso l&#8217;ennesimo annuncio di ritrovamento dell&#8217;arca di Noè (vedi <a title="Alla ricerca dell’arca di Noè/2" href="http://ilfattostorico.com/2010/05/01/alla-ricerca-dell%e2%80%99arca-di-noe2/" target="_blank">qui</a> gli altri) tanto seriamente quanto hanno fatto con gli altri &#8211; non molto.</p>
<p><a title="Alla ricerca dell’arca di Noè" href="http://ilfattostorico.com/2010/04/28/alla-ricerca-dellarca-di-noe/" target="_blank"><em>Vedi: Alla ricerca dell&#8217;arca di Noè.</em></a></p>
<div id="attachment_5760" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5760" title="Il monte Ararat (Martin Gray, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/il-monte-ararat-martin-gray-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=405" alt="" width="600" height="405" /><p class="wp-caption-text">Il monte Ararat (Martin Gray, National Geographic)</p></div>
<p><strong>1. Risolto il mistero dei Manoscritti del Mar Morto?</strong></p>
<p>La recente decodificazione di un enigmatico calice, gli scavi dei tunnel dell&#8217;antica Gerusalemme, e altri lavori archeologici investigativi potrebbero aiutare a risolvere uno dei grandi misteri biblici: chi scrisse i Rotoli del Mar Morto?</p>
<p><a href="http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/storia/2010/07/28/news/risolto_il_mistero_dei_rotoli_del_mar_morto_-79318/" target="_blank">Dei nuovi indizi</a> suggeriscono che i rotoli, che includono alcuni dei più antichi documenti biblici conosciuti, potrebbero essere appartenuti a diversi gruppi, nascostisi in tempo di guerra &#8211; e potrebbero persino essere &#8220;il grande tesoro del Tempio di Gerusalemme&#8221;, quello che secondo la Bibbia ospitava l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza.</p>
<div id="attachment_5762" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5762" title="(Baz Ratner, Reuters)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/baz-ratner-reuters.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Baz Ratner, Reuters)</p></div>
<p>Fonte: <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2010/12/photogalleries/101214-best-of-2010-science-archaeology/" target="_blank">National Geographic</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/5746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/5746/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5746&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/amr-abdallah-dalsh-reuters.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Amr Abdallah Dalsh, Reuters)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/barcroft-fame-pictures.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Barcroft/Fame Pictures)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/premier-exhibitions-inc-and-woods-hole-oceanographic-institution.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Premier Exhibitions, Inc. and Woods Hole Oceanographic Institution)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/umit-bektas-reuters.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Umit Bektas, Reuters)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/kenneth-garrett-national-geographic-stock.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Kenneth Garrett, National Geographic Stock)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/carlos-wester-la-torre.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Carlos Wester La Torre)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/12/university-of-central-florida-caracol-archaeological-project.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(University of Central Florida Caracol Archaeological Project)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(Édison Caetano)</media:title>
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			<media:title type="html">Il monte Ararat (Martin Gray, National Geographic)</media:title>
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			<media:title type="html">(Baz Ratner, Reuters)</media:title>
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		<title>12 siti sul punto di crollare/2</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 18:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto gli altri 6 siti segnalati dalla Global Heritage Fund come luoghi di eccezionale importanza storico-culturale che rischiano di svanire (vedi qui i 6 precedenti). A volte chiamata la Versailles dei Caraibi, il palazzo di Sans-Souci di Haiti venne costruito all&#8217;inizio del 19&#8242; secolo da schiavi liberati. Fu la residenza reale di Henri Christophe e anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5196&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto gli altri 6 siti segnalati dalla Global Heritage Fund come luoghi di eccezionale importanza storico-culturale che rischiano di svanire (vedi <a href="http://ilfattostorico.com/2010/10/24/12-siti-sul-punto-di-crollare/" target="_blank">qui</a> i 6 precedenti).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5221" title="logo" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/logo1.jpg?w=600" alt=""   /></p>
<p>A volte chiamata la Versailles dei Caraibi, il <strong>palazzo di Sans-Souci </strong>di Haiti venne costruito all&#8217;inizio del 19&#8242; secolo da schiavi liberati.  Fu la residenza reale di Henri Christophe e anche il luogo in cui egli morì: nel 1820 una rivolta lo costrinse a nascondersi nel palazzo e alla fine si suicidò.</p>
<p>L&#8217;edificio venne gravemente danneggiato da un terremoto nel 1842 e le sue rovine si stanno ancora oggi rapidamente deteriorando.</p>
<div id="attachment_5209" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5209" title="Il palazzo Sans-Souci (GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/il-palazzo-sans-souci-ghf.png?w=600&#038;h=327" alt="" width="600" height="327" /><p class="wp-caption-text">Il palazzo Sans-Souci (GHF)</p></div>
<div id="attachment_5197" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5197" title="(James P. Blair, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/james-p-blair-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=402" alt="" width="600" height="402" /><p class="wp-caption-text">(James P. Blair, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_5207" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5207" title="Rovine della Citadelle Laferrière (GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/rovine-della-citadelle-laferriere-ghf.png?w=600&#038;h=415" alt="" width="600" height="415" /><p class="wp-caption-text">Rovine della Citadelle Laferrière (GHF)</p></div>
<div id="attachment_5208" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5208" title="(GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/ghf2.png?w=600&#038;h=260" alt="" width="600" height="260" /><p class="wp-caption-text">(GHF)</p></div>
<p>Il <strong>bacino del Mirador </strong>in Guatemala, considerato la culla della civiltà Maya, include quattro città che sono antecedenti fino a 1200 anni rispetto alla vicina e ben più famosa Tikal.</p>
<p>Nonostante la loro importanza le rovine giaciono abbandonate nella giungla, colpite da saccheggi, coltivazioni e deforestazioni.</p>
<div id="attachment_5205" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5205" title="La piramide La Danta (GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/la-piramide-la-danta-ghf.png?w=600&#038;h=390" alt="" width="600" height="390" /><p class="wp-caption-text">La piramide La Danta (GHF)</p></div>
<div id="attachment_5206" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5206" title="Mappa degli incendi tra il 2005 e il 2010 (GHF and FARES)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/mappa-degli-incendi-tra-il-2005-e-il-2010-ghf-and-fares.png?w=600&#038;h=390" alt="" width="600" height="390" /><p class="wp-caption-text">Mappa degli incendi tra il 2005 e il 2010 (GHF and FARES)</p></div>
<p>Quattro distinti insediamenti &#8211; ognuno appartenente a diversi periodi &#8211; mostrano l&#8217;evoluzione urbana dal VI secolo a.C. di <strong>Taxila</strong>, in Pakistan. I suoi resti risentono della cattiva gestione (alcune aree sono pure usate come discariche) e degli effetti di saccheggi, guerre regionali ed esplosioni di mine.</p>
<div id="attachment_5198" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5198" title="(James L. Stanfield, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/james-l-stanfield-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=407" alt="" width="600" height="407" /><p class="wp-caption-text">(James L. Stanfield, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_5213" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5213" title="Antico monastero buddista a Taxila (Waqas Usman)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/antico-monastero-buddista-a-taxila-waqas-usman.png?w=600&#038;h=245" alt="" width="600" height="245" /><p class="wp-caption-text">Antico monastero buddista a Taxila (Waqas Usman)</p></div>
<div id="attachment_5214" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5214" title="A sinistra una stupa a Sirkap. A destra una a Taxila (GHN)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/a-sinistra-una-stupa-base-di-sirkap-a-destra-il-dharmarajika-stupa-a-taxila-ghn.png?w=600&#038;h=209" alt="" width="600" height="209" /><p class="wp-caption-text">A sinistra una stupa a Sirkap. A destra una a Taxila (GHN)</p></div>
<div id="attachment_5215" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5215" title="(GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/taxila-ghf.png?w=600&#038;h=319" alt="" width="600" height="319" /><p class="wp-caption-text">(GHF)</p></div>
<p><strong>Famagosta</strong>, sull&#8217;isola di Cipro, era una volta considerata una delle città più ricche del mondo. Fondata nel III secolo a.C., serviva come porto commerciale e centro di relazioni politiche tra il Medio Oriente e l&#8217;Europa.</p>
<p>Cominciò ad essere trascurata dopo la conquista ottomana nel 16&#8242; secolo e oggi è situata in un territorio occupato dall&#8217;esercito turco.</p>
<div id="attachment_5199" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5199" title="Il ginnasio (Photolibrary)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/il-ginnasio-photolibrary.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Il ginnasio (Photolibrary)</p></div>
<div id="attachment_5203" class="wp-caption alignnone" style="width: 514px"><img class="size-full wp-image-5203" title="Resti della chiesa di San Simeone a Famagosta (Laurence Livermore)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/resti-della-chiesa-di-san-simeone-a-famagosta-laurence-livermore.png?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Resti della chiesa di San Simeone a Famagosta (Laurence Livermore)</p></div>
<div id="attachment_5204" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5204" title="(Dolan Halbrook)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/dolan-halbrook.png?w=600&#038;h=397" alt="" width="600" height="397" /><p class="wp-caption-text">(Dolan Halbrook)</p></div>
<p><strong>Intramuros </strong>è il più antico distretto di Manila, la capitale delle Filippine. Gli spagnoli vi costruirono la fortezza Fort Santiago nel 16&#8242; secolo.</p>
<p>Buona parte della città venne bombardata dall&#8217;aviazione statunitense durante la seconda guerra mondiale; oggi la più grande minaccia sono i nuovi locali &#8211; tra cui Starbucks e McDonald&#8217;s &#8211; che vengono costruiti proprio dentro le mura di Fort Santiago.</p>
<div id="attachment_5200" class="wp-caption alignnone" style="width: 414px"><img class="size-full wp-image-5200" title="Il presidente cinese Hu Jintao in visita a Intramuros nel 2005 (Joel Nito, AFP-Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/il-presidente-cinese-hu-jintao-in-visita-a-intramuros-nel-2005-joel-nito-afp-getty-images.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Il presidente cinese Hu Jintao in visita a Intramuros nel 2005 (Joel Nito, AFP-Getty Images)</p></div>
<div id="attachment_5216" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5216" title="Mura di Intramuros (GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/mura-di-intramuros-ghf.png?w=600&#038;h=358" alt="" width="600" height="358" /><p class="wp-caption-text">Mura di Intramuros (GHF)</p></div>
<div id="attachment_5217" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5217" title="Hotel e campi da golf circondano Fort Santiago e Intramuros distruggendone il panorama (GHN)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/hotel-e-campi-da-golf-circondano-fort-santiago-e-intramuros-distruggendone-il-panorama-ghn.png?w=600&#038;h=354" alt="" width="600" height="354" /><p class="wp-caption-text">Hotel e campi da golf circondano Fort Santiago e Intramuros distruggendone il panorama (GHN)</p></div>
<div id="attachment_5218" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5218" title="La fortificazione Baluarte de San Diego a Intramuros (Intramuros Administration)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/la-fortificazione-baluarte-de-san-diego-a-intramuros-intramuros-administration.png?w=600&#038;h=377" alt="" width="600" height="377" /><p class="wp-caption-text">La fortificazione Baluarte de San Diego a Intramuros (Intramuros Administration)</p></div>
<div id="attachment_5219" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5219" title="Povertà nelle strade di Intramuros (GHF)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/poverta-nelle-strade-di-intramuros-ghf.png?w=600&#038;h=363" alt="" width="600" height="363" /><p class="wp-caption-text">Povertà nelle strade di Intramuros (GHF)</p></div>
<p>Solo 72 degli originali 108 templi di terracotta rimangono intatti nel villaggio di <strong>Maluti</strong>, in India. Il complesso è oggi invaso dalla vegetazione a causa dell&#8217;incuria; è un peccato se si pensa che potenzialmente potrebbe costituire un&#8217;eccezionale risorsa per la piccola Maluti.</p>
<div id="attachment_5201" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5201" title="(Sourav De)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/sourav-de.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Sourav De)</p></div>
<div id="attachment_5210" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5210" title="(Sourav Dev)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/sourav-dev.png?w=600&#038;h=403" alt="" width="600" height="403" /><p class="wp-caption-text">(Sourav Dev)</p></div>
<div id="attachment_5211" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5211" title="(Sourav Dev)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/sourav-dev2.png?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Sourav Dev)</p></div>
<div id="attachment_5212" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5212" title="(Sourav Dev)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/sourav-dev3.png?w=600&#038;h=354" alt="" width="600" height="354" /><p class="wp-caption-text">(Sourav Dev)</p></div>
<p>Fonti: <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2010/10/photogalleries/101023-ancient-landmarks-vanishing-global-heritage-report-pictures/" target="_blank">National Geographic</a>, <a href="http://globalheritagefund.org/index.php/what_we_do/sites_on_the_verge/" target="_blank">Global Heritage Fund</a> (<a href="http://globalheritagefund.org/images/uploads/docs/GHFVanishingGlobalHeritageSitesinPeril102010.pdf" target="_blank">qui</a> il rapporto completo).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/5196/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/5196/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5196&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">logo</media:title>
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			<media:title type="html">Il palazzo Sans-Souci (GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">(James P. Blair, National Geographic)</media:title>
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			<media:title type="html">Rovine della Citadelle Laferrière (GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">(GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">La piramide La Danta (GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">Mappa degli incendi tra il 2005 e il 2010 (GHF and FARES)</media:title>
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			<media:title type="html">(James L. Stanfield, National Geographic)</media:title>
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			<media:title type="html">Antico monastero buddista a Taxila (Waqas Usman)</media:title>
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			<media:title type="html">A sinistra una stupa a Sirkap. A destra una a Taxila (GHN)</media:title>
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			<media:title type="html">(GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">Il ginnasio (Photolibrary)</media:title>
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			<media:title type="html">Resti della chiesa di San Simeone a Famagosta (Laurence Livermore)</media:title>
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			<media:title type="html">(Dolan Halbrook)</media:title>
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			<media:title type="html">Il presidente cinese Hu Jintao in visita a Intramuros nel 2005 (Joel Nito, AFP-Getty Images)</media:title>
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			<media:title type="html">Mura di Intramuros (GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">Hotel e campi da golf circondano Fort Santiago e Intramuros distruggendone il panorama (GHN)</media:title>
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			<media:title type="html">La fortificazione Baluarte de San Diego a Intramuros (Intramuros Administration)</media:title>
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			<media:title type="html">Povertà nelle strade di Intramuros (GHF)</media:title>
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			<media:title type="html">(Sourav De)</media:title>
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			<media:title type="html">(Sourav Dev)</media:title>
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			<media:title type="html">(Sourav Dev)</media:title>
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		<title>12 siti sul punto di crollare</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2010/10/24/12-siti-sul-punto-di-crollare/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2010/10/24/12-siti-sul-punto-di-crollare/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 19:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[La Global Heritage Fund è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che opera a livello internazionale per proteggere e conservare importanti patrimoni storico-culturali nei paesi in via di sviluppo. La lista dei 12 siti sul punto di crollare che ha appena stilato comprende solo una piccola parte dei quasi 200 che oggi affrontano un grave stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5164&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://globalheritagefund.org/" target="_blank">Global Heritage Fund</a> è un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che opera a livello internazionale per proteggere e conservare importanti patrimoni storico-culturali nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>La lista dei 12 siti sul punto di crollare che ha appena stilato comprende solo una piccola parte dei quasi 200 che oggi affrontano un grave stato di degrado.</p>
<p>Qui di seguito sono elencati 6 siti della lista.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-5173" title="Logo" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/logo.jpg?w=600" alt=""   /></p>
<p>La città medievale di <strong>Ani </strong>si trova oggi in Turchia in una zona militarizzata vicino al confine con l&#8217;Armenia. Abitata dagli armeni nell&#8217;XI e XII secolo d.C., la città venne fatta abbandonare dai conquistatori turchi nel XIV secolo.</p>
<p>Oggi ciò che ne rimane è vittima di saccheggi e vandalismi e i suoi edifici in stile gotico giaciono in stato di degrado.</p>
<div id="attachment_5165" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5165" title="Gli affreschi della chiesa di San Gregorio - Tigran Honents (Umit Bektas, Reuters)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/gli-affreschi-della-chiesa-di-san-gregorio-tigran-honents-umit-bektas-reuters.jpg?w=600&#038;h=375" alt="" width="600" height="375" /><p class="wp-caption-text">Gli affreschi della chiesa di San Gregorio - Tigran Honents (Umit Bektas, Reuters)</p></div>
<div id="attachment_5178" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5178" title="La chiesa del Redentore ad Ani (Romel Jacinto)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/la-chiesa-del-redentore-ad-ani-romel-jacinto.png?w=600&#038;h=403" alt="" width="600" height="403" /><p class="wp-caption-text">La chiesa del Redentore ad Ani (Romel Jacinto)</p></div>
<div id="attachment_5179" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5179" title="La cattedrale di Ani oggi (Sedrak Mkrtchyan)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/la-cattedrale-di-ani-oggi-sedrak-mkrtchyan.png?w=600&#038;h=410" alt="" width="600" height="410" /><p class="wp-caption-text">La cattedrale di Ani oggi (Sedrak Mkrtchyan)</p></div>
<p>La cattedrale recentemente restaurata di San Volodymyr contrasta con le rovine di una basilica del VI secolo d.C. nel <strong>Chersoneso Taurico</strong>, in Ucraina.</p>
<p>Nonostante l&#8217;enorme potenziale sia per quanto riguarda le scoperte archeologiche sia per lo studio di centinaia di generazioni di storia dell&#8217;uomo (l&#8217;area è abitata dal VI secolo a.C.), il sito è minacciato dallo sviluppo urbano e dalla cattiva gestione del turismo.</p>
<div id="attachment_5166" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5166" title="(Wojtek Buss, Photolibrary)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/wojtek-buss-photolibrary.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Wojtek Buss, Photolibrary)</p></div>
<div id="attachment_5180" class="wp-caption alignnone" style="width: 584px"><img class="size-full wp-image-5180" title="Rovine della basilica (Igor Samusenko)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/rovine-della-basilica-igor-samusenko.png?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Rovine della basilica (Igor Samusenko)</p></div>
<div id="attachment_5181" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5181" title="Turisti (Chris Cleere)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/turisti-chris-cleere.png?w=600&#038;h=405" alt="" width="600" height="405" /><p class="wp-caption-text">Turisti (Chris Cleere)</p></div>
<p>Il <strong>palazzo Omayyade di Hisham </strong>era ancora in costruzione quando venne colpito da un terremoto nel 747 d.C. Le sue rovine, a lungo dimenticate e poi riscoperte nel 1934, potrebbero sparire sotto le continue estensioni di aree urbane e agricole di Gerico, in Cisgiordania.</p>
<div id="attachment_5167" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5167" title="(David Silverman, Getty Images)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/david-silverman-getty-images.jpg?w=600&#038;h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(David Silverman, Getty Images)</p></div>
<div id="attachment_5182" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5182" title="Il Khirbat al-Mafjar, comunemente noto come Palazzo di Hisham (Josh Hough)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/il-khirbat-al-mafjar-comunemente-noto-come-palazzo-di-hisham-josh-hough.png?w=600&#038;h=401" alt="" width="600" height="401" /><p class="wp-caption-text">Il Khirbat al-Mafjar, comunemente noto come Palazzo di Hisham (Josh Hough)</p></div>
<div id="attachment_5183" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5183" title="Altri resti del palazzo (Jamie Hollis)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/altri-resti-del-palazzo-jamie-hollis.png?w=600&#038;h=413" alt="" width="600" height="413" /><p class="wp-caption-text">Altri resti del palazzo (Jamie Hollis)</p></div>
<p><strong>Lamu</strong>, in Kenya, è uno dei primi e meglio conservati insediamenti Swahili nell&#8217;Africa orientale. La sua città vecchia è patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO: risale al XII secolo e vanta molti stili architettonici della cultura Swahili.</p>
<p>Il progetto di costruire un porto e una struttura per l&#8217;industria del petrolio causerebbero un aumento della popolazione e minaccerebbero il valore culturale e naturale della regione.</p>
<div id="attachment_5168" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5168" title="(Bobby Haas, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/bobby-haas-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=398" alt="" width="600" height="398" /><p class="wp-caption-text">(Bobby Haas, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_5184" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5184" title="(Mike Norris, Kevin Borland)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/mike-norris-kevin-borland.png?w=600&#038;h=220" alt="" width="600" height="220" /><p class="wp-caption-text">(Mike Norris, Kevin Borland)</p></div>
<div id="attachment_5185" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5185" title="(Magnus Kjaergaard)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/magnus-kjaergaard.png?w=600&#038;h=396" alt="" width="600" height="396" /><p class="wp-caption-text">(Magnus Kjaergaard)</p></div>
<p>Alcune parti dell&#8217;antica capitale <strong>Mahasthangarh</strong>, in Bangladesh, sono state in uso fino al 18&#8242; secolo d.C. e il sito è ancora oggi sacro agli indù.</p>
<p>Anni di abbandono, saccheggio, vandalismo e mancanza di fondi hanno danneggiato Mahasthangarh: per esempio, alcune opere di terracotta sono state erose dalle abbondanti precipitazioni e dal suolo altamente salino.</p>
<div id="attachment_5171" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5171" title="(Susan Liebold, Alamy)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/susan-liebold-alamy.jpg?w=600&#038;h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">(Susan Liebold, Alamy)</p></div>
<div id="attachment_5189" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5189" title="(P.K. Nigoyi)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/p-k-nigoyi.png?w=600&#038;h=205" alt="" width="600" height="205" /><p class="wp-caption-text">(P.K. Nigoyi)</p></div>
<div id="attachment_5190" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5190" title="Sopra le rovine ci camminano i turisti e si coltivano banani (GHN)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/sulle-rovine-si-trovano-ormai-banani-e-turisti-ghn.png?w=600&#038;h=416" alt="" width="600" height="416" /><p class="wp-caption-text">Sopra le rovine ci camminano i turisti e si coltivano banani (GHN)</p></div>
<div id="attachment_5191" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5191" title="(GHN)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/ghn.png?w=600&#038;h=384" alt="" width="600" height="384" /><p class="wp-caption-text">(GHN)</p></div>
<p>Le porte e le mura ricostruite intorno all&#8217;antica <strong>Ninive</strong>, vicino all&#8217;odierna Mossul, in Iraq, sono delle popolari attrazioni turistiche. La città fu capitale del regno assiro dal 705 al 612 a.C., data in cui venne distrutta da Medi e Babilonesi.</p>
<p>Come molti altri siti iscritti in questa lista, Ninive è colpita da saccheggi e dall&#8217;estensione urbana della società moderna.</p>
<div id="attachment_5172" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5172" title="(Randy Olson, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/randy-olson-national-geographic.jpg?w=600&#038;h=396" alt="" width="600" height="396" /><p class="wp-caption-text">(Randy Olson, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_5186" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5186" title="(lachicaphoto, Flickr, CC-BY-NC-ND 2.0)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/lachicaphoto-flickr-cc-by-nc-nd-2-0.png?w=600&#038;h=396" alt="" width="600" height="396" /><p class="wp-caption-text">(lachicaphoto, Flickr, CC-BY-NC-ND 2.0)</p></div>
<div id="attachment_5187" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5187" title="Una moderna città è stata costruita sopra il cuore del sito archeologico (GHN, Digital Globe)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/una-moderna-citta-e-stata-costruita-sopra-il-cuore-del-sito-archeologico-ghn-digital-globe.png?w=600&#038;h=647" alt="" width="600" height="647" /><p class="wp-caption-text">Una moderna città è stata costruita sopra il cuore del sito archeologico (GHN, Digital Globe)</p></div>
<div id="attachment_5188" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-5188" title="Questo bassorilievo a Ninive mostra fratture ed erosioni dalla pioggia (Justin Barton)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/10/questo-bassorilievo-a-ninive-mostra-fratture-ed-erosioni-dalla-pioggia-justin-barton.png?w=600&#038;h=374" alt="" width="600" height="374" /><p class="wp-caption-text">Questo bassorilievo a Ninive mostra fratture ed erosioni dalla pioggia (Justin Barton)</p></div>
<p>Fonti: <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2010/10/photogalleries/101023-ancient-landmarks-vanishing-global-heritage-report-pictures/" target="_blank">National Geographic</a>, <a href="http://globalheritagefund.org/index.php/what_we_do/sites_on_the_verge/" target="_blank">Global Heritage Fund</a> (<a href="http://globalheritagefund.org/images/uploads/docs/GHFVanishingGlobalHeritageSitesinPeril102010.pdf" target="_blank">qui</a> il rapporto completo).</p>
<p><a title="12 siti sul punto di crollare/2" href="http://ilfattostorico.com/2010/10/25/12-siti-sul-punto-di-crollare2/" target="_blank">Qui</a> la seconda parte.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/5164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/5164/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=5164&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
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			<media:title type="html">Logo</media:title>
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			<media:title type="html">Gli affreschi della chiesa di San Gregorio - Tigran Honents (Umit Bektas, Reuters)</media:title>
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			<media:title type="html">La chiesa del Redentore ad Ani (Romel Jacinto)</media:title>
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			<media:title type="html">La cattedrale di Ani oggi (Sedrak Mkrtchyan)</media:title>
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			<media:title type="html">(Wojtek Buss, Photolibrary)</media:title>
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			<media:title type="html">Rovine della basilica (Igor Samusenko)</media:title>
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			<media:title type="html">Turisti (Chris Cleere)</media:title>
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			<media:title type="html">(David Silverman, Getty Images)</media:title>
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			<media:title type="html">Il Khirbat al-Mafjar, comunemente noto come Palazzo di Hisham (Josh Hough)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Altri resti del palazzo (Jamie Hollis)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(Bobby Haas, National Geographic)</media:title>
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			<media:title type="html">(Mike Norris, Kevin Borland)</media:title>
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			<media:title type="html">(Magnus Kjaergaard)</media:title>
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			<media:title type="html">(Susan Liebold, Alamy)</media:title>
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			<media:title type="html">(P.K. Nigoyi)</media:title>
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			<media:title type="html">Sopra le rovine ci camminano i turisti e si coltivano banani (GHN)</media:title>
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			<media:title type="html">(GHN)</media:title>
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			<media:title type="html">(Randy Olson, National Geographic)</media:title>
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			<media:title type="html">(lachicaphoto, Flickr, CC-BY-NC-ND 2.0)</media:title>
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			<media:title type="html">Una moderna città è stata costruita sopra il cuore del sito archeologico (GHN, Digital Globe)</media:title>
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			<media:title type="html">Questo bassorilievo a Ninive mostra fratture ed erosioni dalla pioggia (Justin Barton)</media:title>
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		<item>
		<title>10 fatti sulle donne spartane</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2010/09/12/10-fatti-sulle-donne-spartane/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2010/09/12/10-fatti-sulle-donne-spartane/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 21:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Classifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne spartane godevano di una serie di diritti che le loro &#8220;sorelle&#8221; ateniesi non avevano. L&#8217;eccezionale sistema sociale di Sparta, completamente incentrato sulla formazione militare, offriva alle loro donne un livello di libertà e di responsabilità non comune nel mondo classico: come generatrici di bambini, erano vitali per rifornire le file di un esercito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&amp;blog=6704422&amp;post=4837&amp;subd=blogstorico&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne spartane godevano di una serie di diritti che le loro &#8220;sorelle&#8221; ateniesi non avevano. L&#8217;eccezionale sistema sociale di Sparta, completamente incentrato sulla formazione militare, offriva alle loro donne  un livello di libertà e di responsabilità non comune nel mondo classico: come generatrici di bambini, erano vitali per rifornire le file di un  esercito che subiva quasi continuamente perdite. Con tanti  uomini costantemente in guerra, esse erano cruciali per il funzionamento  delle famiglie e della comunità in generale.</p>
<p>Tuttavia, le donne spartane erano anche sottoposte a brutali e  umilianti riti.  Il loro glorioso compito nella vita era quello di sostenere la potenza militare della polis, o di morire provandoci.</p>
<p>Il giornalista Malcolm Jack racconta 10 fatti sulle donne spartane.</p>
<div id="attachment_4838" class="wp-caption alignnone" style="width: 432px"><a href="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/09/lena-headey-nel-film-300.jpg"><img class="size-full wp-image-4838" title="Lena Headey nel film 300" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2010/09/lena-headey-nel-film-300.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Lena Headey nel film 300</p></div>
<p><strong>1. Erano cittadine di Sparta.</strong></p>
<p>Diversamente dai Perieci, un gruppo autonomo di abitanti liberi di Sparta, o dagli Iloti, essenzialmente degli schiavi di proprietà dello Stato, le donne di  Sparta erano considerate Spartiati, cioè cittadine a pieno titolo. Erano esenti dal lavoro manuale, potevano possedere la terra, accumulare ricchezza e avevano diritto a un&#8217;istruzione.</p>
<p><strong>2. Potevano vestirsi in modo succinto.</strong></p>
<p>Gli abiti delle donne spartane erano notoriamente succinti  per la loro epoca, permettendo loro di scoprirsi anche le coscie.  Questo era ritenuto accettabile in quanto le donne, come gli  uomini, avrebbero dovuto essere modelli di forma fisica. Gli Spartani credevano che più forte fosse la madre, più forte era il figlio. I capelli lunghi erano però vietati.</p>
<p><strong>3. Dovevano lasciare i loro figli in giovane età.</strong></p>
<p>Per  quanto a Sparta fosse un onore per una donna fare un figlio (in   particolare un ragazzo), ciò comportava anche un grande &#8220;onere emotivo&#8221;. Per cominciare, in una società che praticava  l&#8217;eugenetica &#8211;  cioè lo studio dei procedimenti volti al perfezionamento del patrimonio  genetico di  una &#8220;razza&#8221; uccidendo bambini &#8220;inferiori&#8221; &#8211; un consiglio di  anziani doveva giudicare se i neonati erano abbastanza in forma per vivere.</p>
<p>I figli maschi ritenuti idonei venivano strappati dalle loro  madri all&#8217;età di appena sette anni e  inseriti nella <em>agoghé</em> &#8211; un sistema educativo estremamente duro che li avrebbe preparati come soldati.</p>
<p><strong>4. La prima donna a vincere alle Olimpiadi era una spartana.</strong></p>
<p>Inizialmente i giochi Olimpici erano esclusivamente riservati ai concorrenti di sesso maschile, ma gli Spartani, che a differenza degli Ateniesi e degli altri Greci  si vantavano della prestanza fisica delle donne, cambiarono questa &#8216;regola&#8217;.</p>
<p>Fu la principessa spartana Cynisca a diventare la prima vincitrice delle Olimpiadi quando vinse la corsa delle quadrighe, non solo una ma ben due volte, nel 396 e nel 392 a.C.</p>
<p><strong>5. Si aspettavano che i figli trionfassero o morissero sui campi di battaglia.</strong></p>
<p>Una famosa citazione di una donna spartana, riportata da Plutarco, è che alla partenza per una battaglia le madri avrebbero detto ai loro figli di tornare &#8220;con i loro scudi, o sopra di esso&#8221;. O con lo scudo in mano e trionfante, o trasportato sopra lo scudo, morto.</p>
<p>Plutarco scrive anche di donne  spartane che uccidevano i loro figli qualora si fossero dimostrati codardi, o  che celebravano i loro morti se questi cadevano sul campo di battaglia. L&#8217;<em>ethos </em>di Sparta era chiaramente radicato nella mente delle donne.</p>
<p><strong>6. L&#8217;onore più grande per una spartana era morire durante il parto.</strong></p>
<p>C&#8217;era un solo modo per cui uno Spartano poteva avere il suo nome inciso nella sua lapide, ed era morire in battaglia.</p>
<p>L&#8217;equivalente per una donna era invece di morire adempiendo al suo dovere divino per Sparta: partorire.</p>
<p><strong>7. Si &#8220;gareggiava&#8221; a chi faceva più figli.</strong></p>
<p>Non era  proprio la Russia sovietica &#8211; in cui le donne ricevevano una medaglia se davano alla luce più di 10 bambini &#8211; ma se una donna spartana partoriva tre o più figli, veniva premiata con speciali privilegi e  &#8220;status&#8221;, in modo simile ai soldati veterani che avevano trionfato più volte sui campi  di battaglia.</p>
<p><strong>8. Dovevano fare l&#8217;amore in segreto.</strong></p>
<p>Gli uomini  spartani erano apertamente incoraggiati ad avere rapporti sessuali con  altri uomini e giovani ragazzi come mezzo per rafforzare i legami  maschili. Ma il sesso con le donne era considerato esclusivamente al fine di generare figli.</p>
<p>Esso era soggetto a &#8220;strani&#8221;  rituali e regole &#8211; una delle quali era che tutte le relazioni tra mariti e mogli  dovevano essere condotte in segreto. L&#8217;idea era che, dal momento che il contatto sarebbe stato limitato, in questo modo i  desideri sessuali si sarebbero intensificati e la &#8220;potenza&#8221; sarebbe aumentata, con  il risultato di avere una prole più sana.</p>
<p><strong>9. Erano grandi proprietarie terriere.</strong></p>
<p>Come accennato in precedenza, poiché le donne spartane erano cittadine a pieno titolo, potevano possedere terra. E lo fecero anche in quantità massicce &#8211; forse, ad un certo punto, fino a un terzo di tutte le terre di Sparta.</p>
<p>A ogni maschio spartano veniva assegnata una porzione di terreno, chiamato <em>kláros</em> o <em>klēros,</em> al termine del servizio militare. Alla sua morte, questo sarebbe passato al suo erede maschio, o, se non lo aveva, a sua figlia. La proprietà era condivisa tra le coppie sposate, il che significa che le mogli potevano anche ereditare dai loro mariti.</p>
<p><strong>10. Le donne spartane causarono il declino della società spartana?</strong></p>
<p>Aristotele pensava che una delle cause del declino di Sparta intorno  al IV secolo a.C., era che i mariti erano diventati troppo dominati dalle loro mogli. Egli asseriva che la capacità  delle donne di Sparta di acquisire ricchezza e terra, insieme  al fatto che vivevano &#8211; come diceva lui &#8211; &#8220;in ogni genere di  intemperanza e di lusso&#8221;, a scapito della popolazione maschile, causò disordine nel regnare una polis che  aveva bisogno di disciplina militare per sopravvivere.</p>
<p>Fonte: <a href="http://heritage-key.com/blogs/malcolmj/top-10-facts-about-spartas-women" target="_blank">Heritage-Key</a>.</p>
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