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Una nuova sezione della Grande Muraglia cinese

aprile 11, 2012

Un segmento “dimenticato” di circa 100 chilometri della Grande Muraglia cinese sarebbe stato scoperto nel deserto del Gobi, in Mongolia.

La scoperta si deve a una spedizione internazionale, che grazie all’aiuto di Google Earth avrebbe individuato la sezione della Muraglia nell’agosto 2011 in una zona di confine chiusa al pubblico della Mongolia meridionale.

Secondo i risultati della ricerca, pubblicata sull’edizione cinese di National Geographic, la barriera difensiva faceva parte della rete della Grande Muraglia costruita da varie dinastie cinesi per difendersi dalle invasioni dei mongoli provenienti da nord.

La costruzione della muraglia mongola, forse una sezione della Grande Muraglia Cinese, attorno all'anno 1100 (Ren Chao, National Geographic Cina)

Alta fino a 2,75 metri, la muraglia scoperta nel deserto apparterrebbe a una rete di sezioni di muraglia mongole nota come “Muraglia di Gengis Khan”, spiega William Lindesay, capospedizione ed esperto della Grande Muraglia.

Della muraglia mongola, aggiunge Lindesay, in genere si trovano solo alcune tracce; in questo caso invece “abbiamo trovato una vera e propria muraglia, ben visibile come caratteristica del paesaggio”.

E secondo i risultati delle ricerche, non si tratterebbe affatto dell’opera di Gengis Khan o dei suoi eredi, bensì di un segmento della Grande Muraglia Cinese.

I primi a studiare il nuovo segmento?

L’antica struttura, che si trova nella provincia di confine dell’Ömnögovi, a poca distanza dalla Cina, non era mai stata esplorata in maniera scientifica o studiata in precedenza, spiega Lindesay, direttore dell’organizzazione International Friends of the Great Wall di Pechino.

“Siamo i primi a studiare il nuovo segmento”, aggiunge. “Secondo gli ufficiali dell’esercito che ci hanno scortato, saremmo i primi stranieri ammessi in questa zona”, dice il ricercatore. “Pensiamo che la gente del luogo conoscesse bene la struttura, ma non la considerasse degna di interesse”.

La scoperta dei due tratti ben conservati della muraglia è stata effettuata dall’équipe grazie a indizi topografici scovati su Google Earth; le rovine sarebbero infatti ben visibili dalle immagini satellitari. Una sezione però sarebbe stata costruita con fango e una pianta desertica detta saxaul, mentre l’altra sarebbe stata edificata con pietra vulcanica nera.

In origine, sospetta Lindesay, questa sezione della Muraglia era alta almeno due metri in più rispetto a quel che ne resta oggi.

“Ciò che abbiamo trovato è solo un frammento rimasto”, dice Lindesay. “Ritengo che il muro originale fosse molto più alto e si estendesse in maniera continua per una distanza notevole”.

La pietra basaltica scura sarebbe stata una scelta piuttosto logica, spiegano gli esperti, in quanto quel tratto di muraglia si trova in una zona di vulcani estinti. I blocchi sono tagliati in maniera netta, il che indica che furono estratti da una cava; fatto che di per sé implica una certa organizzazione, con una forza lavoro organizzata e un sistema di trasporto efficiente.

(James A. Lindesay)

Riscrivendo la storia

Gli antichi testi mongoli suggeriscono che la cosiddetta Muraglia di Gengis Khan fosse stata costruita come recinto per il bestiame dal figlio di Gengis Khan Ögedei per impedire alle gazzelle selvatiche di fuggire dalle sue terre.

Tuttavia, in questa regione del deserto del Gobi non si trovano grandi branchi di gazzelle selvatiche. “Quindi, non c’era alcun motivo per costruire un recinto per il bestiame nel mezzo del Gobi”, dice l’antropologo e storico della Mongolia Jack Weatherford.

Secondo i ricercatori cinesi, questi tratti poco conosciuti e studiati della Muraglia sarebbero stati eretti dalla dinastia Han nel 115 a.C. circa.

Tuttavia, la datazione al radiocarbonio di frammenti di legno e corda estratti dalla muraglia stessa indicherebbero che la costruzione della sezione in fango e saxaul richiese più di un secolo – e si verificò circa 1.000 anni più tardi di quanto si pensasse, dal 1040 al 1160 d.C.

Queste datazioni suggeriscono che la dinastia Xia occidentale avrebbe edificato le mura – o almeno avrebbe ricostruito quelle degli Han.

Una barriera contro i mongoli

Finora non era mai stata presa in considerazione la possibilità che la dinastia Xia occidentale avesse contribuito alla costruzione della Grande Muraglia, ma in effetti c’è almeno una ragione per cui avrebbe potuto farlo: proprio in quel periodo le tribù mongole erano particolarmente agguerrite, e compivano spesso sortite a sud, spiega Lindesay.

“Se immaginiamo la muraglia come una piattaforma, con qualche tipo di fortificazione, magari assi di legno usate come scudi per i soldati che si trovavano in cima, sarebbe stata una barriera difensiva piuttosto efficace”, aggiunge l’esperto.

Tuttavia, la spedizione non ha scoperto alcuna traccia umana; né frammenti di ceramica, né monete, né armi, e tantomeno tracce delle torri di guardia che caratterizzano la Grande Muraglia all’interno della Cina.

“Il sistema della muraglia era incompleto”, afferma Lindesay. “Non offriva la possibilità di fare segnalazioni con il fumo, né tantomeno di accomodare truppe”.

Muraglia incompleta?

“Ritengo che in questa zona la muraglia sia stata costruita solo a metà, come se vi fosse stato un ripensamento sulla sua utilità”, dice Lindesay. Non è difficile immaginare che una postazione di difesa in una zona desertica così isolata possa essere stata a un certo punto abbandonata, aggiunge il ricercatore.

Comunque sia, anche l’antropologo Weatherford è d’accordo con Lindesay sul fatto che le rovine siano state costruite dai cinesi. Ciò nonostante, aggiunge, è comprensibile che quel tratto porti il nome di Genghis Khan.

I mongoli, aggiunge Weatherford, sono molto suscettibili all’idea che vi siano strutture cinesi costruite sulla loro terra, “perché ciò implicherebbe che quella terra una volta fosse cinese, e che possa quindi essere rivendicata. Chiamandola ‘Muraglia di Gengis Khan’, si rifiuta l’influenza straniera e la si rende mongola a tutti gli effetti”.

Secondo Weatherford, si tratta di una scoperta “molto importante, perché per quanto ne so questa sezione di muro non è mai stata studiata. Azzarderei che si tratta della struttura costruita dall’uomo più grande di tutta la Mongolia”, conclude Weatherford. “È incredibile che non sia stata ancora studiata a fondo”.

National Geographic

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