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Trovata la tomba dell’apostolo Filippo?

agosto 11, 2011

La tomba di San Filippo apostolo sarebbe stata scoperta nel sud ovest della Turchia, secondo gli archeologi italiani che scavano la zona da decenni.

Francesco D’Andria, direttore dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) presso il CNR di Lecce, ha trovato la sepoltura dopo un’intensa ricerca geofisica nel sito di Hierapolis (oggi Pamukkale).

“Si credeva che la tomba di San Filippo fosse sulla Collina dei Martiri, ma non abbiamo trovato alcuna traccia in quella zona”, dice D’Andria. “La tomba è emersa scavando una chiesa del V secolo, a 40 metri di distanza dalla chiesa dedicata al santo sulla Collina dei Martiri”.

La possibile tomba di san Filippo (IBAM)

(IBAM)

Secondo D’Andria, la tomba sarebbe stata spostata dalla sua posizione precedente – la chiesa di San Filippo – nella nuova chiesa in epoca bizantina.

La presunta tomba dell’apostolo, non ancora aperta, è al centro di qualche polemica. La scoperta si basa principalmente su un testo apocrifo del IV secolo, chiamato Atti di Filippo, non riconosciuto dalla Chiesa cattolica.

Non si sa molto su Filippo. Nato a Betsaida sulla riva settentrionale del Mar di Galilea, viene spesso confuso con San Filippo diacono.

Molte delle informazioni su di lui provengono dal Vangelo di Giovanni, dove egli viene descritto come uno dei primi seguaci di Gesù. Il Vangelo lo cita in connessione con il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e col discorso di Gesù durante l’Ultima Cena.

Al di fuori del Nuovo Testamento, sono gli apocrifi Atti di Filippo che ripercorrono la storia del santo.

Secondo il testo, dopo la risurrezione di Gesù, Filippo predicò in Grecia, Siria e Asia Minore. Sarebbe poi morto da martire a Hierapolis, in quella che è oggi la Turchia, all’incirca nell’80 d.C.

(Biblical Archaeology Review)

A seguito di un conflitto con gli adoratori del serpente di Hierapolis, città famosa all’epoca per la sua ricchezza e idolatria, sarebbe stato giustiziato dai Romani – appeso a un albero a testa in giù con catene ai piedi.

“In risposta al pianto di Filippo mentre era appeso all’albero a testa in giù, una voragine si aprì improvvisamente e inghiottì il proconsole e il tempio della vipera dove era seduto, come pure i sacerdoti della vipera e 7.000 uomini, più donne e bambini”, recita il resoconto apocrifo.

D’Andria ammette che molti dettagli raccontati negli Atti di Filippo non sono certi.

“Parti della storia sono ampiamente fantasiosi, leggendari e simbolici, ma un seguito cristiano centrato sul santo Filippo l’Apostolo crebbe presto nel sito. E sulla sua presunta tomba fu costruita una delle strutture più notevoli di tutta la cristianità antica – il martyrion di san Filippo”, scrive D’Andria nel numero corrente di Biblical Archaeology Review.

D’Andria, che scava il martyrion di Filippo dal 2003, è stato in grado di ricostruire l’intero sito di pellegrinaggio.

“L’ottagono del martyrion di Filippo è racchiuso in un portico rettangolare, composto da 28 stanze quadrate. All’interno dell’ottagono ci sono otto cappelle, che terminano in quattro cortili triangolari agli angoli del rettangolo esterno”, scrive. Le reliquie del santo erano probabilmente ospitate nel centro dell’edificio.

D’Andria ha anche dissotterrato una grande strada processionale che portava i pellegrini alla collina su cui sorgeva il martyrion, ed è riuscito anche a identificare le fermate nei bagni dove ci si purificava prima di avvicinarsi al luogo santo.

“In effetti nei canali dell’edificio, oltre alle solite ampolle di vetro e vasetti per unguenti, vi erano numerose eulogie in terracotta. Portavano croci e immagini di San Filippo”, dice D’Andria.

La scalinata che porta al Martyrion (Alessandro Gandolfi)

Dopo l’ultima rampa di scale, i pellegrini trascorrevano la notte nelle 28 piccole camere dentro il martyrion. Infine, entravano nel grande ottagono dove era venerata la tomba dell’apostolo Filippo.

Un terremoto disastroso nella seconda metà del VII secolo, a cui seguì un incendio, ha distrutto l’intero complesso.

D’Andria ha trovato una conferma alle sue ipotesi in ​​un raro stampo di bronzo per il pane del VI secolo, trovato a Hierapolis e ora in mostra al Museo di Belle Arti della Virginia a Richmond.

Lo stampo rotondo, di soli 4 cm di diametro, è stato probabilmente usato per dare pagnotte ai pellegrini durante i riti in onore del santo.

Mostra un’illustrazione di San Filippo, identificato come Hagios Philippos da un’iscrizione greca, in piedi sulla scalinata monumentale tra due chiese.

“L’edificio sulla destra è il martyrium, l’altra è la chiesa del V secolo che abbiamo appena scoperto e che è stata costruita intorno alla tomba del santo”, dice D’Andria.

(IBAM)

Discovery

Biblical Archaeology Review

2 commenti leave one →
  1. Upui permalink
    agosto 17, 2011 12:23 pm

    E’ interessante! La zona dunque è stata soggetta a dei terremoti, e la semplice coincidenza di uno di questi ha tramandato il fatto che una semplice richiesta di aiuto di Filippo abbia mandato a morte migliaia di persone (ovviamente stando al racconto).
    Però poi non si è tenuto conto che nel VII secolo la zona sia stata distrutta dagli Dei proprio perchè se ne aveva già avuto abbastanza.
    La storia è piena di coicidenze che hanno più volte favorito gli aventi. Il ricordo va agli Aztechi che si aspettavano il loro Dio bianco in un certo perido e per coincidenza è arrivato un conquistadores.

  2. Vito Nicefalo permalink
    dicembre 7, 2011 11:28 am

    Una scoperta senz’altro favolosa ed eccezionale!!!! Bravo il prof D’Andria….ma vedendo le foto mi sorgono spontanei n.2 interrogativi: la parte estrema della trabeazione è di color grigio, quindi suppone un lungo contatto alle avversità atmosferiche che hanno sicuramente dato avvio ad una simbiosi chimica naturale. Questo presuppone la visibilità all’esterno della parte finale della trabeazione. Il secondo punto (che noto dalle foto) è la chiusura del’ingresso molto approssimato con pietre sbozzate e non a secco. Questo modo di chiudere il sepolcreto in maniera frettolosa…non sigillata…o addirittura con una lastra monolitica, anche di riutilizzo. Secondo il mio piccolissimo ed umile avviso…la tomba, puùò essere gia stata profanata da clandestini, visto anche l’asportazione di in pezzo di trabeazione. E c’è altro da dire a proposito..ma attendo vostra risposta, una saluto affettuoso.

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