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I sacrifici di bambini a Cerro Cerrillos

dicembre 19, 2010

Il sacrificio, si sa, è un antico rituale, ma quello di bambini potrebbe essere stata una novità di un gruppo etnico del Perù nel 10′ secolo. Nel sito di Cerro Cerrillos, nella valle del Lambayeque, se ne troverebbero le prove.

“La dimensione e la complessità del sacrificio di sangue di bambini a Cerro Cerrillos sembra essere qualcosa di completamente nuovo”, dice Haagen Klaus della Utah Valley University in Orem.

(Haagen Klaus)

Questa pratica, emersa nel periodo Sicán medio (900 – 1100 d.C.), potrebbe essere stata un modo di un particolare gruppo etnico – i Muchik – per solidificare la loro identità culturale in un panorama dominato da un altro gruppo etnico, i Sicán (o la Civiltà Lambayeque).

I ricercatori hanno esaminato 81 scheletri per cercare di determinare chi fossero e perché vennero uccisi. Hanno scoperto che il 70 % delle vittime identificabili erano bambini Muchik anemici, dai 2 ai 15 anni, che trascorsero le loro brevi vite con una scadente dieta a base di mais e zucca.

I segni da taglio sulle loro ossa mostrano che ogni vittima venne ripetutamente accoltellata nel collo o nel torace e le cavità di questo venivano aperte: forse per far uscire più sangue, forse per estrarre il cuore, oppure per rimuovere i polmoni per l’arte divinatoria.

Il team di Klaus ha anche scoperto semi di piante di Nectandra vicino agli scheletri. Dato che essi hanno proprietà paralizzanti e allucinogene, Klaus pensa che la droga potrebbe essere stata data alle vittime prima dell’uccisione rituale.

Dopo la morte, i corpi venivano lasciati decomporre per un mese o più, avvolti in lenzuoli funebri e poi lasciati giacere in mezzo a feste rituali. Pezzetti di ossa di lama sparsi per il sito suggeriscono forse banchetti a base di carne di lama, le cui gambe e teste venivano comunque messe da parte per i bambini sacrificati.

(Sam Scholes)

(Sam Scholes)

Gli antenati dei Muchik, i Moche, sacrificavano guerrieri nei loro rituali. Quindi perché i Muchik usavano i bambini?

Secondo Klaus, a far cambiare i rituali furono i fallimenti dei sacrifici di guerrieri nel respingere il brutto tempo portato da El Niño. Se con gli adulti non funzionava, perché non provare coi bambini? Il sistema di credenze venne messo alla prova della realtà, dice Klaus, e cambiò, mostrandoci oggi quali siano le interazioni tra cambiamenti ambientali, culturali, politici e religiosi.

In verità, però, non è possibile neanche determinare se chi uccise i bambini di Cerro Cerrillos fosse lo stesso popolo che li seppellì, figuriamoci a sapere perché li sacrificarono.

L’antropologo John Verano, della Tulane University, non crede a un rapporto diretto tra El Niño e i sacrifici Moche: “I miei scavi, [riguardanti] una successione di diverse centinaia di anni di sacrifici Moche a Huaca de la Luna, non hanno trovato associazioni con catastrofici eventi climatici”.

Fonti: New Scientist, Antiquity.

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