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Le culture preistoriche si adattarono ai cambiamenti climatici?

dicembre 8, 2010

Un nuovo studio pubblicato su PNAS avrebbe scoperto una forte correlazione tra il cambiamento del clima nella parte nord-orientale degli Stati Uniti e la cultura dei popoli che vi abitavano.

(U.S. Army Fort Bragg Cultural Resources Program)

Gli archeologi dividono la preistoria del Nord America in tre grandi fasi culturali: il paleoindiano, l’arcaico e il cosiddetto woodland period. Essi sono caratterizzati da una tendenza verso la sedentarietà, dal cambiamento di piante e animali usati come fonte di sostentamento e dalla variazione degli strumenti e altri manufatti prodotti.

Per esempio, durante il periodo paleoindiano (13.500-11.250 anni fa circa), gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi nomadi e cacciavano grande selvaggina come il caribù; nel periodo arcaico (11250-3.000 anni fa) si cacciavano animali più piccoli e aumentarono pesca e accampamenti semipermanenti; nel woodland period si ebbe invece l’avvento della ceramica e il pieno sviluppo di agricoltura e vita nel villaggio.

Secondo alcuni ricercatori fu il cambiamento del clima a causare questi cambiamenti.

Nel 2005, per esempio, il team dell’archeologo della Brown University Paige Newby scoprì che durante quel periodo freddo noto come Dryas recente (12.900-11.600 anni fa), i paleoindiani usavano una speciale punta di lancia a bordi scanalati per cacciare grandi animali come il caribù, adattatosi al freddo. L’udo di questo oggetto venne poi abbandonato quando il clima cominciò a scaldarsi e il caribù scomparve.

Le punte di lancia a bordi scanalati (S.Munoz et al., PNAS)

Per verificare la correlazione tra clima e cultura nella preistoria, una squadra di ricercatori dell’Università di Ottawa, condotta dal geografo Samuel Munoz, ha analizzato più di 500 siti della parte nord-orientale degli Stati Uniti datati tra i 13.500 e i 500 anni fa. Sono stati studiati i resti di carbone e polline (che indicano quali tipi di piante erano presenti) e anche i sedimenti e il livello dei laghi (che danno indicazioni sulla temperatura e sull’umidità del suolo).

(S.Munoz et al., PNAS)

I ricercatori hanno scoperto che quasi tutte le transizioni tra un periodo culturale e il successivo avvennero nel corso di cambiamenti ecologici e ambientali. Il periodo paleoindiano era caratterizzato dalla presenza di piante adatte al freddo quali carice, abete e pino; il cosiddetto Primo periodo arcaico (11.250-8.200 anni fa), corrispondente a climi più caldi, vide la diminuzione dei pini e l’aumento delle quercie; poi un’altro abbassamento delle temperature determinò il cambiamento culturale noto come Medio periodo arcaico (8.200-5.250 anni fa). Il Tardo periodo arcaico e il woodland period furono invece accompagnati da altre variazioni del clima e della vegetazione.

Gli autori dello studio non dicono che il cambiamento climatico comportò direttamente quello culturale, ma che gli uomini preistorici “adeguavano i loro strumenti” periodicamente, in risposta alle trasformazioni climatiche.

Anthony Brown, paleoambientalista all’Università di Southampton, avverte però che i periodi culturali usati nello studio potrebbero non essere stati accuratamente identificati. Spesso, dice Brown, gli archeologi che scavano siti con poche testimonianze culturali usano datazioni al radiocarbonio per indovinare quale sia la civiltà, crando perciò un “processo circolare” che potrebbe rendere “problematico” i tentativi di correlare cultura e clima.

Fonti: Science, PNAS, Inside Science.

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