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Rassegna stampa archeologica/41

giugno 8, 2010

Uno studio sui gusci di ostriche ha confermato che i primi coloni di Jamestown – il primo insediamento inglese permanente nel Nuovo Mondo – arrivarono in un periodo di siccità record.

Le poche risorse alimentari disponibili e l’ostilità degli Indiani d’America potrebbero anche spiegare perchè la metà dei coloni morì dopo il primo inverno.

La ricerca, condotta dal Virginia Institute of Marine Science, conferma quella eseguita nel 1998 con la dendroclimatologia.

(wiki)

Recentemente, a Jamestown era stata trovata una misteriosa tavoletta.

Fonte: Hampton Roads.

***

La dieta degli uomini delle caverne includeva coccodrilli, la cui carne grassa potrebbe aver aiutato gli uomini a sviluppare cervelli più grandi, dice l’autore dello studio David Braun, archeologo all’University of Cape Town in Sud Africa.

Gli strumenti di pietra e le ossa macellate di tartarughe, coccodrilli e pesci sono stati trovati in un sito di 1.95 milioni di anni fa nel nord del Kenya. Non sono state trovate ossa umane, ma la combinazione di resti suggerisce che in quel luogo gli hominini preparassero i loro pasti.

Teschio di coccodrillo preistorico (Bianca Lavies, National Geographic)

Fonti: National Geographic, UNSW.

***

Ecco un’altra foto di quella che potrebbe essere la pittura rupestre più antica del mondo.

Si trova nel nord dell’Australia e potrebbe rappresentare due Genyornis, un volatile gigante ritenuto essersi estinto circa 40000 anni fa.

(Robert Gunn, Jawoyn Association)

Fonte: Australian Geographic.

***

Nel sito archeologico di Aidanikumahara, in Giappone, è stata rinvenuta una statuetta d’argilla datata a 13000 anni fa che apparterrebbe al periodo Jomon (o Jōmon).

Ritrae un busto femminile con seni e girovita e misura 3.1 centimetri di altezza e pesa 14.6 grammi.

(The Asahi Shimbun)

Fonte: Asahi.

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3 commenti leave one →
  1. giacomo permalink
    giugno 8, 2010 4:45 pm

    buonasera Aezio: ci sono quasi per inviare il manufatto simile al fegato di piacenza come avevo promesso: ho dovuto fare una manutenzione alla casa e di conseguenza alle due mie postazioni: Sono quasi a tiro oso dire.
    Voglio riferire una ulteriore novità: abbiamo trovato 2 gusci antichissimi di tartaruga (foto) ove alcuni segni da noi decifrati ricordano l’Italia (l?eden Occidentale per loro). Anche questa é una “chicca” non solo a livello europeo.
    Ne avrei da raccontare di cose…ma il sito non sarebbe sufficiente a proporlo.

    saluti a presto.-

    • Aezio permalink*
      giugno 10, 2010 5:32 pm

      Il punto è che nessun media di una qualche importanza si assumerebbe il rischio di pubblicare una notizia così “scottante” senza prima avere il parere di un qualche esperto.

      Qui, se vuole, possiamo pubblicare la foto del manufatto simile al fegato di piacenza, ma ha provato a farla vedere in qualche università?
      Stesso discorso per i due gusci di tartaruga: a parte che non mi è chiaro cosa intenda con “antichissimi”, provi a portarli in un dipartimento di archeologia.

      • giacomo permalink
        giugno 11, 2010 6:39 am

        buongiorno: prima di tutto, il manufatto noi non lo abbiamo! E’ successo che il mio amico di viaggi ha avuto l’occasione di essere stato contattato da quel contadino che ha avuto in eredità dalla madre tal cosa senza sapere cosa avesse in mano. Il contadino fece delle fotografie in mal maniera, e le fece pervenire per …sapere. Infatti, chissà dove é andato a finire; presupponiamo sia stato venduto a qualche privato o a ebay (sic). Se volete pubblicarlo per me va bene. Per il resto, come riferito, gli studi, sono come quasi una opera biblica ove, abbiamo svelato cose altamente importanti tra cui, un sentiero megalitico al Bric Tana in quel di Millesimo dove si sono evidenziati coppelle, segni, figura umana di derivazione semita-sumera, avvalorati da esperti in materia. Da lì, é cominciata una sequenza di scoperte “bibliche” estremamente importanti, correlate da prove, etc. tangibili. A livello teologico, da parte mia, ne parlai qui a Genova con risposte affermative ad un prete teologo, il quale mi rispose di studiare ancora di più che la meta era vicina. A seguire se interessa posso mandare l’esatta traduzione della scritta sulla Fibula di Preneste e le ns. deduzioni sul manufatto babilonese ed al corteo di Yatilazya (corteo Ittita), i quali a loro volta, assieme ai gusci cinesi (solo in foto), rivelano anch’essi che i primi egiziani, assiri-babilonesi, etc. erano sul suolo italiano.
        saluti giacomo.-

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